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Arte e cultura

Omaggio ad Albrecht Dürer

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Sandro Tomanin artista

Sulla superficie di Mercurio c'è un cratere: è il cratere Dürer. La fama di Dürer è dovuta non solo alle sue magnifiche stampe, ai ritratti, agli acquerelli preparatori ma anche ai suoi studi scientifici soprattutto in campi come la geometria, la prospettiva, l'antropometria e l'astronomia: disegnò una carta celeste con polo eclittico. Fortemente influenzato dagli studi di Leonardo da Vinci, Dürer concepì l'idea di un trattato sulla pittura  con il quale intendeva fornire ai giovani pittori tutte le nozioni che egli aveva potuto acquisire grazie alla sua esperienza di ricerca, gli scritti ebbero molta importanza per la formazione del linguaggio scientifico tedesco, e alcuni trattati sulle prospettive e sulle proporzioni scientifiche del corpo umano.

Ad Albrecht Dürer, è in corso in questi giorni a Rovereto, un singolare omaggio...su vetro. L'artista del vetro Sandro Tomanin gli ha infatti dedicato una preziosa serie di opere, incise su vetro con disegno interamente realizzato a mano. Le opere sono esposte presso Empty  dal 22 febbraio 2015 (via Bezzi 34, Rovereto).


< Albrecht Dürer, autoritratto con pelliccia (1500)



Albrecht Dürer (Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528) fu non solo pittore e incisore, ma anche un matematico e uno scienziato.
Nel suo dna scorrevano le culture di Ungheria,  Polonia, Germania, Fiandre e Transilvania: padre ungherese e famiglia di origine sassone trasferitasi in Transilvania, è considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.

Terzo di diciotto figli, nacque dall'omonimo orefice, detto "il Vecchio" e da sua moglie Barbara Holper. Dei fratelli e sorelle, solo altri due maschi raggiunsero l'età matura: Endres e Hans, che fu pure pittore alla corte di Sigismondo I di Polonia a Cracovia.

Il giovane Dürer dotato di talento fin da ragazzo, entrò come praticante nella bottega del padre, come già aveva fatto il fratello maggiore Enders che proseguì la tradizione artigianale familiare di orefice. In quel periodo Dürer dovette familiarizzare con le tecniche di incisione sui metalli. La prima testimonianza del suo eccezionale talento è l'autoritratto del 1484, un disegno a punta d'argento conservato al museo Albertina di Vienna. Quest'opera, che fu realizzata davanti allo specchio quando Dürer aveva solo tredici anni e denota la sua preopensione per l'attività di ritrattista.  All'età di sedici anni dichiarò al padre che avrebbe preferito diventare pittore che non l'orefice e il padre lo mise a bottega da Michael Wolgemut, il maggiore pittore e xilografo attivo in quegli anni a Norimberga.


< Albrecht Dürer, scultura su vetro
di Sandro Tomanin




Nella bottega frequentata dalla ricca società venivano copiate le stampe di maestri renani, i disegni e le incisioni di quelli italiani, si creavano altari scolpiti e dipinti e si praticava su larga scala la xilografia, soprattutto per l'illustrazione di testi a stampa, allora già molto richiesti. Nella primavera del 1490, il giovane Dürer iniziò a girare il mondo per approfondire le sue conoscenze. A Basilea lavorò per un periodo come illustratore, per eruditi e stampatori e tra le molte xilografie che disegnò in quel periodo, un primo saggio di prova fu il frontespizio per l'edizione delle Lettere di san Girolamo uscito l'8 agosto 1492 per i tipi di Nikolaus Kessler.

Nel 1493 è a Strasburgo, importante centro commerciale ed editoriale da dove torna su ordine del padre per sposare Agnes Frey, la donna che gli aveva destinato, figlia di un ramaio imparentato con i potenti della città. Il matrimonio fu infelice per le forti differenze culturali e di temperamento. E' novello sposo quando disegna gli immediati dintorni della sua città natale consegnando alla storia con i suoi acquerelli le prime immagini dell'arte europea interamente dedicate al paesaggio. Forse nello stesso periodo, Dürer intraprese le prime prove come incisore su rame.

Nella cerchia degli umanisti e degli editori, il giovane Dürer, intelligente e avido d'imparare, aveva sentito parlare per la prima volta del mondo intellettuale italiano. Con la scusa che a Norimberga scoppia un'epidemia di "peste" Dürer parte per andare a conoscere la "nuova arte"  e arriva Venezia, intraprendendo probabilmente il viaggio al seguito di un mercante di Norimberga. Il cammino compiuto verso l'Italia settentrionale si può ripercorrere con una certa precisione seguendo i paesaggi ad acquerello che lo documentano. Attraversò il Tirolo (a Innsbruck un suo acquerello raffigura il cortile del castello dell'imperatore Massimiliano I)  e oltrepassato il Trentino arriva a Mantova, Padova, Pavia, Venezia.



"Omaggio ad Albrecht Dürer" di Sandro Tomanin
non si tratta di stampe incastonate su vetro, ma di
lastre di vetro dipinte a mano, che riproducono
l'antica stampa di Durer, quindi vengono incastonate
su cornici con pezzi di vetro soffiato e decorato a mano




Decide il rientro un anno dopo, nel 1495, attraverso il lago di Garda e Arco (un acquerello raffigura l'imponente rocca che si innalza con le sue fortificazioni rivela il progresso artistico che Dürer aveva compiuto nei pochi mesi trascorsi a Venezia.

A Trento dipinge un acquerello che mostra la città vescovile dal lato nord. Dopo un'escursione nella Val di Cembra e nel paese di Segonzano, Dürer proseguì il suo cammino verso nord. La veduta della cittadina di Chiusa sull'Isarco, doveva essere un appunto di viaggio ad acquerello. Gli acquerelli erano infatti materiali di studio da rielaborare e inserire nei dipinti e nelle incisioni.

Tornato a Norimberga, crea una propria bottega e torna a fare lo xilografo e calcografo, nonchè incisore su rame.L'artista si dedica totalmente alla grafica e realizza i i disegni preparatori per la sua più impegnativa impresa: le quindici xilografie per l'Apocalisse di Giovanni, che apparvero nel 1498 in due edizioni, una in latino e l'altra in tedesco. Della stampa si occupò lo stesso Dürer, l'opera fu innovativa perchè era il primo libro che veniva progettato e pubblicato per iniziativa personale di un artista, che ne disegnò le illustrazioni, ne incise le xilografie e ne fu anche l'editore.

Intorno al 1500 la famiglia patrizia dei Paumgartner commissionò a Dürer un altare a sportelli per la Katharinenkirche di Norimberga. È la più grande pala d'altare dell'artista. Dürer, ormai nell'età virile, cosciente del suo ruolo di aretista. Lo prova l'Autoritratto con pelliccia del 1500, conservato a Monaco. La posizione è rigidamente frontale, secondo uno schema di costruzione utilizzato nel Medioevo per l'immagine di Cristo. Sono le parole della creazione nell'Antico Testamento, ovvero che Dio creò l'uomo a propria somiglianza a guidarlo. Dürer pose accanto al proprio ritratto un'iscrizione, il cui testo, tradotto in latino, indica: "Io Albrecht Dürer di Norimberga, all'età di ventotto anni, con colori eterni ho creato me stesso a mia immagine".

Nel 1505 Dürer interruppe il lavoro e si mise nuovamente in viaggio verso l'Italia, probabilmente con l'occasione di sfuggire da un'epidemia che aveva colpito la sua città. Una volta tornato, mosso da gli esempi di Leon Battista Alberti e Leonardo da Vinci, concepisce un trattato, le conoscenze teoriche acquisite sull'operare artistico, in particolare sulle proporzioni perfette del corpo umano.

Nel luglio 1520 l'ultimo dei suoi grandi viaggi, che lo tenne lontano da casa per un intero anno.  Tornato nella sua città malato e stanco, si dedicò soprattutto alla produzione di incisioni e alla scrittura dei trattati di geometria e scienza delle fortificazioni. Otto anni di studio e lavoro, finchè morte non lo colse nella sua Norimberga. Era il 1528.


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