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Persone e idee

Aldo Maria Valli ''La rivoluzione di Francesco''

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Le recensioni di SENTIRE

Ha rilanciato il tema della speranza, ha chiamato il denaro col suo vero nome: un idolo in nome del quale si fa sfregio di ogni diritto. Ha conquistato il mondo e qualcuno lo paragaona a Napoleone per la sua capacità di stare accanto ai suoi soldati: ovvero i sacerdoti che mai come in questo tempo hanno la possibilità di attingere ad un magistero ispirato dal Vangelo.

Racconta bene i suoi primi mesi di pontificato il libro di Aldo Maria Valli, vaticanista della testata TG1, che evidenzia il modello Francesco: una chiesa delle origini, che attinge a piene mani non al timore di Dio ma alla visione di un Dio misericordioso che Cristo ha rivelato nella sua missione terrena.

Papa Francesco è insomma la più bella sorpresa di questi ultimi tempi. "Le sorprese di Dio: i giorni della rivoluzione di Francesco" (edizioni Ancora) attinge - con una narrazione agile di chiara impronta giornalistica, alla predicazione di questi mesi, in cui Francesco ha denunciato il pericolo e l'esistenza concreta del Male. Con uno stile tutto nuovo, il Papa chiama a raccolta le prime missionarie della parola, le donne. E già in questo è rivoluzionario.

"Eloquente nelle parole, nei gesti, nei comportamenti, nelle scelte di vita" così Aldo Maria Valli descrive questo prete-papa che subito dopo l'elezione torna a pagare il conto dell'albergo in cui aveva abitato prima del conclave che lo eleggerà, che telefona al suo giornalaio per informarlo di non portargli più il giornale, che non vive nel palazzo apostolico e resta nella camera che gli avevano assegnato a casa Marta, che quando si siede a pranzo occupa un posto qualunque, mai lo stesso e mai quello del "capo", che ogni mattina celebra alle 7 una messa dove il suo magistero si dipana in tutta la sua bellezza.

E' attingendo a queste pagine di vita sacerdotale che il giornalista del Tg1  descrive un Papa che ha denunciato la mondanità come il pericolo più grande per il clero convinto come è che bisogna sentirsi "inutili servitori". Il suo è uno stile dirompemte: sì alla gente che cerca di incontrare e toccare in ogni modo, no alle passerelle soprattutto quelle dei politici (esemplare la scelta del suo primo viaggio a Lampedusa), che diserta il concerto  indetto per lui perchè non intende perdere tempo nè sembrare un principe medievale  e che ricorre a formule inedite.

"La fede non è un frullato. Per favore non frullate la fede in Gesù Cristo. C'è il frullato di arancio, di banana ma per favore non bevete il frullato di fede, la fede è intera e non si frulla. E' la fede nel Figlio di Dio fatto uomo che mi ha amato ed è morto per me". Gli assi cardinali del gesuita sono semplici e complessi allo stesso tempo. E poggiano nella preghiera e nella umiltà che si sostanzia in quel costante "pregate per me" che lo ha reso caro, vicino, abbordabile.

C'è chi lo critica: avrebbe smitizzato il sacro, dicono, e se non c'è la distanza tipica che il sacro instaura, non c'è mistero, se non c'è mistero non c'è Fede. Ma Papa Francesco ama stare tra la gente proprio come lo amava Cristo che pianse, si fece baciare e toccare. Ma si può parlare di un metodo Francesco? Secondo il vaticanista della rai Aldo Maria Valli sì. E lo spunto viene da una frase del pontefice nel viaggio a Rio.

«Ho imparato che per avere accesso al popolo brasiliano bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore: mi sia dunque permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta. Chiedo permesso per entrare e trascorrere questa settimana con voi. Io non ho né oro né argento, ma porto ciò che di più prezioso mi è stato dato: Gesù Cristo!». Ecco il “metodo Francesco” spiegato da lui stesso. Un metodo applicato fin dal giorno dell’elezione: passare dal cuore.

Aldo Maria Valli ripercorre con chiarezza i primati involontari di Francesco analizzando il suo stile di governo della Chiesa e di testimonianza evangelica al mondo: primo papa sudamericano, primo papa gesuita, primo papa a scegliere il nome Francesco

Jorge Mario Bergoglio è stato finora celebrato dai mass media di tutto il mondo per il suo stile “rivoluzionario”. Passata la “luna di miele”, arriveranno però i giorni delle decisioni significative, che dovranno dare risposte non solo simboliche alle attese di quanti guardano con fiducia al nuovo vescovo di Roma. Ma intanto a Francesco va riconosciuto di aver ridato una direzione certa alla barca di Pietro, e di averlo fatto in tempi rapidissimi, grazie soprattutto alla propria credibilità, alla sobrietà dei paramenti ad un predicare semplice, da parroco del mondo.

L'autodefinirsi «vescovo di Roma» e non «papa»; il suo entusiasmo negli abbracci e nelle strette di mano: circostanze diverse che parlano però il linguaggio comune della verità, dell’umiltà, della schiettezza, e che alimentano la speranza di una Chiesa capace di essere testimone coerente del Vangelo nel mondo contemporaneo.

Aldo Maria Valli (Rho, 1958) è vaticanista al Tg1, dopo esserlo stato per undici anni al Tg3. Collaboratore  di quotidiani  e riviste, ha scritto numerosi libri che si occupano di religione, famiglia, mass media. Tra i suoi titoli più recenti, Storia di un uomo. Ritratto di Carlo Maria Martini (Àncora 2013); Diario di un addio. La morte del cardinale Carlo Maria Martini (Àncora, 2012); Benedetto XVI. Il pontificato interrotto (Mondadori, 2013); Il forziere dei papi. Storia, volti e misteri dello IOR (Àncora, 2013).

Come racconta Enzo Bianchi nel colloquio in apertura del libro, chi ha vissuto la “primavera della chiesa” inaugurata da papa Giovanni e dal Concilio Vaticano II, vede ora avviarsi con papa Francesco una nuova stagione. Occorre crederci, occorre seguirlo, per capire.

Questo libro ci aiuta a farlo. Ci attendiamo anche quello dei prossimi 6 mesi come compendio utile a capire la novità e il grande dono che la Chiesa sta ricevendo. Un dono davvero inaspettato. Ora è chiamata  a farne tesoro rispondendo alla domanda che lo stesso papa ci rivolge: «Domandiamoci oggi: siamo aperti alle sorprese di Dio? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo?».

Corona Perer (riproduzione riservata)



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