Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Arte e cultura

Mart extra-moenia

Mart extra-moeniaAlessandra_Tiddia_Giornale_SENTIRE.jpgdida-new1.jpgliberty_2.jpgAlois-Delug-Le-Norne-1895-Rovereto-Mart-giornale_sentire.jpg
intervista

Bologna, Roma, Milano, Venezia: sono state queste le grandi piazze nelle quali si sono giocate le più importanti mostre del 2014.
La ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer ha incantato a Palazzo Fava di Bologna 342.626 visitatori. E' stata la mostra più vista del 2014 insieme a Frida Kahlo a Roma e Klimt a Milano. L'omaggio alla grande Kahlo ha portato 332.000 visitatori alle Scuderie del Quirinale, stracciando l'evento di Palazzo Reale a Milano dedicato a Klimt  (250.632).
Nella top ten in cui figurano gli omaggi a Warhol, Monet e Kandinsky c'è però anche un po’ di Mart: alla mostra "Liberty. Uno stile per l'Italia moderna'' che dall'1 febbraio al 15 giugno ha richiamato al Museo di San Domenico di Forlì ben 130.000 visitatori, erano esposte opere delle raccolte del  Mart. Una mostra piaciuta moltissimo anche alla critica con lodi di Vittorio Sgarbi, che se fosse stata allestita al Mart avrebbe risollevato incassi e accessi e della quale purtroppo si è parlato molto poco a livello locale, ma che dimostra la ricchezza e l’importanza del patrimonio del Mart. Fra i curatori Alessandra Tiddia, già responsabile delle collezioni dell'800 al Mart di Rovereto, aveva curato le ultime mostre monografiche di Palazzo Albere a Trento.

Alessandra Tiddia, che ruolo ha avuto il Mart in questa mostra?
Il Mart ha dimostrato disponibilità ad accogliere le richieste di prestito per un progetto che aveva il preciso intento di rilanciare, come afferma lo stesso titolo, l’eccellenza italiana e concetti positivi come quelli legati alla Modernità e alla Bellezza.

Ha prestato  dipinti?
Certo, opere preziose come il grande dipinto di Alois Delug, Le Norne, o le splendide Ereditiere di Felice Casorati e la Leggenda di Orfeo di Luigi Bonazza, ma anche il ritratto di Antonio Rizzi che raffigura Benvenuto Disertori come uno splendido dandy o il busto femminile in marmo di Vincenzo Jerace, testimonianze preziose di un momento storico, il passaggio fra 800 e 900, determinante anche per la storia trentina.

Le mostre fenomeno dimostrano che a "tirare" nel panorama museale sono soprattutto i percorsi monografici. Un "Klimt" si poteva fare anche in Trentino?
Probabilmente si e con un taglio ad hoc: da qualche anno sto studiando la presenza di questo artista nell’Alto Garda, dove si era trattenuto nell’estate del 1913 per più di un mese, evento straordinario per questo artista che non si allontanava volentieri dalla sua Vienna. Sono noti almeno tre splendidi paesaggi del Garda, le uniche opere “italiane” di Klimt e dietro a una di queste si cela anche un piccolo giallo, attorno al quale, allo scadere del centenario, avevo ipotizzato un percorso espositivo che comprendesse anche le opere dei suoi epigoni trentini, come Bonazza o Ratini.

Il Liberty è stato un bel risultato per il Mart...
Il Mart rappresentava l’unica presenza italiana in un contesto internazionale, ma molti dei partecipanti mi hanno confessato che conoscevano Rovereto come casello autostradale per il Garda, più che come luogo che ospita un importante museo di arte moderna e contemporanea.

New York ha fatto il pieno con il futurismo: perchè il Trentino non riesce a calamitare su Casa Depero i grandi numeri?
I grandi numeri non si improvvisano, vanno costruiti passo per passo con una grande attenzione nei confronti, in primis, di quanto è più vicino a noi.
Depero ne è un esempio. La mostra newyorkese aveva compreso le potenzialità innovatrici e transculturali nell’ambito della comunicazione e della pubblicità delle opere di Depero. Il Museo Depero può diventare un punto di riferimento in tal senso.

Come va inteso un museo al giorno d'oggi?
Potremmo immaginare i musei come aziende dove gli “utili aziendali” sono gli indicatori della passione e dell’empatia, suscitati da un museo inteso come luogo catalizzatore di emozioni e come fattore di crescita culturale della società in cui vive il suo pubblico, che è composto da persone curiose, attente, informate, che abbiano la possibilità di accrescere i propri interessi e di emozionarsi, apprendendo.
(Corona Perer - marzo 2015)

Arte e cultura

Arte e cultura

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif