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Ambiente

Parco Puez-Odle: ecco come si comunica il territorio

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Turismo 2.0

Un enorme totem informativo a tre lingue a forma di smartphone. Arrivando a Tiso, in Val di Funes, e nelle sei frazioni circostanti, non stupitevi se troverete un cellulare gigante ad inizio del paese. E' il sistema innovativo che consentirà al turista di sfiorare lo schermo per sapere come muoversi, dove alloggiare, quante stanze libere sono a dispsosizione  e dove, cosa e dove mangiare, cosa vedere, di quali trasferimenti approfittare ...gratuitamente.

Il progetto finanziato con fondi dell'Unione Europea sarà operativo a breve. Il Comune capoluogo lo sta mettendo a punto come atto finale di un cammino verso il turismo sostenibile che parte da un presupposto fondamentale: chi ama la montagna usa i piedi per conoscerla. Lasciare a casa l'auto sembra oggi impossibile. Non è così, almeno in quelle località che hanno aderito alla filosofia della mobilità dolce che si avvale di treni e bus, o di trasporti navetta organizzati in fondovalle valle dove è interesse comune ridurre al minimo l'impatto ambientale e preservare il territorio.

La Valle è da tempo entrata a far parte delle Alpine Pearls. Ce ne sono 29 tra Italia, Austria, Svizzera, Francia e Slovenia, ma a fare la parte del leone è proprio l'arco alpino italiano con 15 località e il Trentino Alto Adige ne annovera tre straordinarie: Moena, Racines e Funes.

Tanto stretta all'inizio quanto è larga alla fine, la valle di Funes offre il più esaltante panorama dolomitico dell'immaginario collettivo: quello che si apre sul massiccio delle Odle, parte integrante delle Dolomiti divenute patrimonio Unesco dal 2009, ovvero 10.200 ettari di territorio.

Si parte dai 535 metri del fondovalle per salire fino ai 3025 della vetta più alta. Distribuiti su 81 chilometri quadrati di territorio, vi abitano 2600 persone, in sei diverse frazioni del capoluogo Tiso. I primi documenti che accertano la Valle e la comunità risalgono all'anno mille (nel 1058 d.C. la si identifica come Valle di Funes) ma i primi insediamenti risalirebbero asll'età del bronzo.

La valle conta 140 masi, dediti all'agricoltura di montagna. "Produciamo 100 milioni di litri di latte ogni anno, ed è grazie ai nostri contadini che ci hanno consegnato una terra curata se oggi possiamo fare turismo sostenibile" afferma il sindaco Robert Messner al suo terzo ed ultimo mandato da primo cittadino. Nella valle sono tanti a portare il  suo cognome, che è poi quello del celebre scalatore Reinhold nato proprio in questi luoghi. Sotto le Odle possiede ancora oggi una baita dove da bambino la famiglia lo portava in vacanza insieme al fratello. Entrambi diventeranno alpinisti muovendo i primi passi proprio all'ombra delle rocce delle Odle.

I valligiani amano ricordare che l'uomo che ha macinato le vette più ardite sotto i suoi scarponi, dagli ottomila dell'Everest alle vette inviolate del Neapl, ritiene questa valle la più bella del mondo. E a parlare non deve essere solo il cuore, perchè effettivamente arrivare qui è consegnarsi ad un'esperienza estetica. La Bellezza abita nei sentieri, nelle vette, tra le paciose mucche al pascolo che sbarrano la strada.

Qui si coltiva un turismo sostenibile e si è aderito con convinzione ai dettami della mobilità dolce delle Alpine Pearls. Quindi dal Brennero, da Bressanone, da Chiusa si raggiunge comodamente la valle con i servizi pubblici. Chi lascia a casa l'auto troverà servizi di trsporto pubblico efficienti, a volte strutturati su misura e sentieri attrezzati. Il Comune fin dal 2000 persegue un programma che è stato finanziato dagli stessi operatori turistici.

"Ogni pernottamento in questi anni forniva una percentuale da destinare al mantenimento dei sentieri" spiega il sindaco orgoglioso di poter aver lavorato anche all'accessibilità della valle da parte dei diversamente abili. "Abbiamo un sentiero naturale di 3,7 km, che è stato progettato con loro e realizzato con 16 stazione attrezzate per la disabilità". Dal 2009 nella frazione di Santa Magdalena è stato anche aperto un Centro visite che raccoglie ogni anno 15.000 visitatori. Ne conta altri 10.000 il Museo dei Geodi della Val di Funes dove si racconta attraverso una straordinaria collezione di minerali, la storia geologica della valle che è anche storia del pianeta.

Ma quello che stupisce è la grande attenzione ambientale che una piccola comunità come questa ha portato avanti. Grazie a tre centrali idroelettrice e a tre impianti  a biomasse, qui si producono 18 milioni di kilowattora in energia: 7 vengono trattenuti per gli usi dei valligiani e dei loro servizi, altri 11 sono messi in rete e venduti dalla Cooperativa che si è costituita per la gestione degli impianti. Almeno 16.000 metri cubi di trucioli (frutto del taglio della legna o della pulizia dei boschi) vengono forniti dai contadini agli impianti di San Pietro, Santa Maddalena e Tiso.

Il Sindaco ne va giustamente orgoglioso. "Il tutto si traduce per noi in un risparmio ambientale quantificabile in 1 milione di litri di olio da riscaldamento in meno, o per dirla in termini di Co2, un risparmio di 2400 tonnellate all'anno". E' anche questo che ha consentito al territorio di dotarsi di servizi avanzatissimi come le fibre ottiche: anche nel più alto dei suoi rifugi il wi-fi è a disposizione di tutti, persino nelle malghe.

E la scoperta più inaspettata è che in questi rifugi ad altissima quota si coltiva un'eccellenza gastronomica da gran-gourmet. Vi assicuriamo che è un'esperienza assolutamente da provare. Consigliamo il rifugio Geisleralm ai piedi delle Odle dove - all'ombra di un panorama mozzafiato - lo chef prepara piatti di grande qualità e alla fine offre le sue selezioni di grappe casalinghe. Anche Raspelli si è stupito. Provare per credere.
(Corona Perer)


> Il museo mineralogico di Tiso
> Val di Funes: il Centro Visite del Parco

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