Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Scienza e ricerca

Salamandre, libro aperto sulla terra

Salamandre, libro aperto sulla terraTrento-Muse-piano-terra.jpgSalamandra.jpgtablet_in_uso_QE12454_small.jpgfoto_Paolo_Riolzi._Archivio_MUSE_11_bassa.jpg
270 milioni anni fa

Le salamandre attuali rappresentano una finestra non solo nella forma ma anche nella biomeccanica degli anfibi permiani, oggi estinti. Osservare una piccola salamandra muoversi nel sottobosco è  come fare un salto indietro nel tempo di circa 300 milioni di anni, quando animali simili per forma avevano già evoluto una dinamica della locomozione, un modo di muoversi e camminare simile.

Lo rivela uno studio codotto dal Muse di Trento che è stato pubblicato sull’ultimo numero dell’importante rivista scientifica internazionale “Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology” e ripresa dalla quotata “New Scientist” e dal quotidiano inglese “Sunday Newspaper”.

Un risultato significativo che conferma la portata internazionale delle ricerche condotte dal Museo delle Scienze di Trento relativamente all’ambiente alpino, dimostrando quanto l’istituzione sia un’eccellenza non solo per quanto riguarda la capacità di attrarre visitatori, ma anche quale ente che svolge ricerca naturalistica, monitoraggio ambientale e supporto alla gestione del territorio.

Il team che ha studiato i fossili è composto dai ricercatori paleontologi del museo Fabio Massimo Petti, Massimo Bernardi e Marco Avanzini coadiuvati da colleghi delle Università di Milano e di Winston-Salem (Nord Carolina, USA).

Lo studio indica chiaramente come piccoli anfibi (circa 15 cm) - che provengono dal fango fossile di un lago che, nel lontano periodo Permiano, si estendeva dalla Lombardia al Trentino occidentale - entrassero in acqua passando dal cammino al nuoto in modo del tutto simile a quanto osservabile nelle salamandre attuali.

< salamandra, animale antichissimo

“Se l’evoluzione è cambiamento nel tempo, potremmo dire che certi comportamenti, certe dinamiche, soprattutto quelle legate a precisi vincoli fisici o particolarmente efficienti, vengono preservate. Strategia vincente non si cambia”, affermano i paleontologi del Muse Marco Avanzini e Massimo Bernardi.

Il rinvenimento di una serie di reperti fossili di eccezionale rarità distribuiti tra Lombardia e Trentino ha permesso ai ricercatori del MUSE di ricostruire il modo di camminare di antichissimi anfibi simili a salamandre.

Le conclusioni dello studio evidenziano come, nel cambiamento generalizzato delle forme, vi siano dei comportamenti e dinamiche che vengono mantenute perché particolarmente efficienti o perché forzate da vincoli fisici. Il piano strutturale, ovvero l’organizzazione anatomica di base, di una salamandra si è rivelato adatto a superare milioni di anni di cambiamenti ambientali ed ecologici.

Ancora una volta gli studi svolti dai ricercatori del MUSE evidenziano come il territorio alpino sia fonte di importanti informazioni sulla vita del passato.
Una serie di ricerche concluse negli ultimi mesi, relative agli ecosistemi della regione dolomitica e delle aree circostanti aprono una finestra nel profondo passato. È di questi giorni, ad esempio, l’annuncio ufficiale della casa editrice InTech che il contributo a un volume internazionale sulla paleontologia, pubblicato da Marco Avanzini e Massimo Bernardi (MUSE) e Umberto Nicosia (Università Sapienza, Roma) è risultato il più scaricato (oltre 6000 download) dell’intero settore disciplinare, a conferma dell’interesse internazionale verso la storia paleontologica delle Dolomiti e delle Alpi.

Gli studi pubblicati dal team del MUSE sono parte di un progetto di ricerca finanziato dal MUSE e dalla Provincia autonoma di Bolzano, grazie alla collaborazione tra il Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige e il MUSE.

Scienza e ricerca

Scienza e ricerca

colore_rosso.jpg google_1.png banner_GIF_Sentire.gif banner_hotel.jpg