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Arte e cultura

"L'altro ritratto"

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Al Mart d'autunno

Un magnifico  Alberto Giacometti posto a totem solitario incanta il visitatore che lungo il percorso dallo stile volutamente labirintico incontra i grandi ritrattisti, italiani e stranieri, di fine Novecento.  “Una mostra dedicata al ritratto nell’arte contemporanea si pone sotto la questione: che ne è oggi del genere o della modalità artistica del ritratto?" 

E' da questo postulato che il filosofo francese Jean-Luc Nancy è partito per impostare il cammino che fa da contraltare all'evento che il Mart dedica ad Antonello da Messina.

"L’altro ritratto" è una esplorazione che comprende tutte le tecniche artistiche, dalla pittura al video, e intreccia diverse generazioni: da quelle già storicizzate e attive negli anni Cinquanta, agli artisti emergenti. "L’altro ritratto" è dunque un’indagine culturale sul ritratto, sulla rappresentazione visuale del sé e dell’altro, sulla filosofia del soggetto.

Dal ritratto dell’altro, all’altro ritratto ma anche il ritratto tra auto-introspezione e alterità, quello segreto ed infine il ritratto assoluto. Opere di Lucien Freud, opposto alla magnifica serialità della enigmatica Greta Frau, e poi le foto di Francesca Woodman, lo sguardo indagatore e quieto oferto da Giulio Paolini, fino al votlo deformato tra opere di  Vito Acconci,Gerhard Richter, Thomas Ruff, Shizuka Yokomizo sino ai lavori più recenti di Jeff Wall, Mark Lewis, Barbara Probst, Margot Quan Knight, passando per le sperimentazioni di Douglas Gordon e Fiona Tan.

Interrogandosi sul "genere" del ritratto oggi, Jean-Luc Nancy evidenzia che per  questa questione rimanda al ritratto antico. Il filosofo francese finisce per attribuire al ritratto uno statuto ontologico: non un genere come gli altri, ma un riferimento essenziale e concreto per misurare l’esercizio della rappresentazione. Nancy individua nel ritratto un medium in grado di interpretare la complessità propria della realtà. L’atto dell’osservare e le aspettative di produrre una fedele immagine del soggetto hanno conferito al ritratto il potere di manifestare il nodo inesauribile tra identità soggettiva e immagine pubblica.

Fra i più noti filosofi contemporanei del pensiero post-decostruzionista, Jean-Luc Nancy è autore di un fondamentale libro sul ritratto (Il ritratto e il suo sguardo, 2000). Al centro del suo esame la reciprocità dello sguardo fra soggetto e spettatore.

La tesi, centrale nello studio e nella critica dell’arte, parte dalla constatazione base che la produzione di ogni opera, nel presupporre l’esistenza di uno spettatore,si giustifica da sé. Nel caso del ritratto, la complessità relazionale aumenta esponenzialmente e comprende, oltre al rapporto spettatore-opera, la relazione tra artista e modello.

Con la mostra"L’altro ritratto" al Mart di Rovereto dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014, Jean-Luc Nancy aggiorna l’indagine filosofica avviata con il suo libro e ne verifica la tenuta applicandola ai linguaggi del contemporaneo, estendendo il dibattito oltre i confini tecnici della pittura e del disegno.

Nato a Bordeaux nel 1940, si è laureato in filosofia nel 1962. Nel 73 dottorato con Paul Ricoeur. Autore di svariati saggi, i suoi interessi spaziano tra cinema, letteratura, teatro e poesia. Jean-Luc Nancy scrive regolarmente di arte contemporanea. Nel 2007 ha curato la mostra "Le plaisir au dessin" al Musée des Beaux-Arts di Lione. Insegna filosofia presso l’Università di Strasburgo.

> Antonello da Messina al Mart

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