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Persone e idee

Įlvaro Siza e l'immutabile, diverso ad ogni risveglio

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L'architetto? Un detective

di Corona Perer - "L'architetto è come un detective" afferma l'ottantunenne architetto portoghese Álvaro Siza secondo il quale non ci sono molte differenze tra il modo di agire dell'uno e dell'altro.

Dell'architettura della quale è maestro (è stato insignito nel 1992 del Pritzker Architecture Prize e - 20 anni dopo - del Leone d'oro alla carriera alla Biennale Architettura di Venezia el 2012), ha un'idea sciamanica.

"L'architetto si concentra su un progetto, prepara ipotesi fa i conti con strani segnali segreti: suoi e del trascorrere dei secoli" scrive il grande progettista che ritiene naturale uno stato: quello del dubbio.

"L'architetto colleziona dubbi, inventa o invoca teorie". La mostra che gli rende omaggio al Mart dal titolo"Álvaro Siza. Inside the human being"ha un profondo taglio antropologico perchè il fare architettura è occuparsi dell'uomo, del suo vivere, di ciò che abita e di ciò che vede, cioè nel paesaggio trasformato proprio dall'architettura..

Consapevole che si tratta di un lavoro ad "alto rischio", Siza mostra al Mart molto di ciò che ha prodotto.

Il curatore Roberto Cremascoli ha puntato ad un effetto totale, pur avendo sezionato tre filoni tematici Europa, Portogallo e Italia, ovvero tre stagioni professionali che però il Mart restituisce con un tutt'uno, dentro un open-space che si confronta direttamente con l'architettura madre di Mario Botta.

Così - entrando alla mostra - si ha l'impressione di possederlo pienamente, di osservarne le visioni, quelle intuizioni ancestrali che hanno preso corpo in opere rappresnetate da plastici in scala. Ci sono le sue più importanti creazioni (è stato l'architetto che ha partecipato alla ricostruzione del suo paese decretata nel 1974).

Lo spazio raccoglie 48 progetti di 31 città, 8 video inediti, oltre 100 fotografie. Tra costruito e immaginato, vi è la visione di un architetto che in ciascuno progetto si è calato come fosse il primo e l'ultimo.

"Ogni progetto è come se fosse l'unico della vita" scrive in catalogo Siza, il quale descrive la genesi del suo lavoro creativo: la penna di chi progetta trasforma in polvere i progetti precedenti, gestisce intuizioni istantanee e diverse che sono "...cristallizzazioni di esercizi divergenti...ciascuno irreversibile e prontamente sostituito".

Con parole intense e sentimento ancora animato da profonda passione, Alvaro Siza spiega l'approccio ad ogni progetto, il quale socchiudendo gli occhi, in mezzo alla sabbia vede un'immagine magari tremula e imprecisa che lentamente va però consolidandosi.

E' il tempo insomma che disegna l'architettura.

"L'irraggiungibile perfezione dell'architettura consiste nell'essere sorprendente. Consiste nell'essere immutabile e diversa ad ogni risveglio" sentenzia il Sherlock Holmes del cantiere che confessa: "mi manca solo la pipa. Ma se anche l'avessi difficilmente mi sarebbe permesso usarla".

Alla presentazione e all'inaugurazione Siza non c'era, ma verrà ad ottobre per tenere dei workshop è stato annunciato. Incontrarlo sarà attingere ad una storia di grande esperienza ed umanità.
3 luglio 2014 - Rovereto
riproduzione riservata


 

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