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Scatti d'autore

Andrea Contrini "I guardiani del Silenzio"

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Angela Pagani

Su questi monti i cannoni hanno smesso di tuonare, la quiete regna sulle antiche ferite ma il silenzio spinge ad ascoltare.

Un progetto fotografico intitolato "I guardiani del silenzio" con le immagini di Andrea Contrini racconta quella che fu chiamata la "guerra dei forti" ovvero Forte Verena, Campolongo, Punta Corbin, Interrotto, Lisser, Campomolon, Casa Ratti e tagliata della Val d'Assa.

Il fotografo esplora con il proprio obiettivo i resti delle fortezze della Grande Guerra nei Sette Comuni e dintorni.  E nel raccontare la guerra, sembra alzare uno sguardo verso il cielo, rapito dagli orizzonti che su quei forti si fanno infiniti e da cui partiva spietata la contraerea.

E' un viaggio fotografico e uno spaccato sugli anni precedenti la prima guerra mondiale quando  i comandi militari italiani eressero delle fortezze sull'altopiano dei Sette Comuni e nelle zone vicine, allora terra di confine con l'Impero austro-ungarico. Nonostante i due Stati fossero ufficialmente alleati, il clima politico non lasciava sperare in una pace duratura.

​Nella notte del 24 maggio 1915 le batterie di forte Verena aprirono il fuoco contro le linee austro-ungariche, decretando così l'entrata in guerra del Regno d'Italia. Terminato il conflitto, i confini nazionali si spostarono altrove e le fortezze furono abbandonate.

L'autore del reportage per lunghi mesi ha girovagato tra Folgaria, Lavarone e Luserna, tra i sassi delle fortezze che - a cent'anni dalla loro costruzione -si stagliano contro il cielo, con i loro i resti di pietra e il cemento, a ricordare che la violenza della battaglia non è sepolta sotto le macerie e non appartiene solo ad un'epoca passata.

Una mostra con le immagini di questo lavoro è allestita presso Forte Belvedere Gschwent a Lavarone (TN) dal 19 giugno al 6 settembre 2015. L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Belvedere Gschwent, dal Comune di Lavarone e da Alpe Cimbra.
22 giugno 2015


 

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