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Persone e idee

Angelo Branduardi e il ciclo dei Mesi

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''la musica, che mistero''

Quando gli venne chiesto di raccontare la genesi dell'album "La pulce d'acqua", Branduardi affermò:  «Non volevo musicare Yeats. Io volevo essere Yeats». Essere dunque un poeta. Lui ci è riuscito da menestrello: la musica che ha prodotto è poesia, un continuo viaggiare, un costante "andata-ritorno" tra presente e passato. Ma il suo ultimo lavoro indica (e conferma) una pista seguita da tempo: nel passato c'è anche futuro.

"Canto perchè mi piace e amo ciò che è antico" ha detto  ai giornalisti Angelo Branduardi salito a Trento per presentare nella Sala Grande del Castello del Buonconsiglio il suo ultimo lavoro «FUTURO ANTICO VIII - Trentino». Il progetto "Musica alla corte dei Principi Vescovi" parte dai Codici Trentini della musica di tradizione orale (nell’occasione sono stati posti in visione i preziosi Codici Trentini del Quattrocento, custoditi presso l’Archivio del Museo > nelle foto di questa pagina).

Questa ultima fatica discografica è l’ottava tappa di un progetto che lo vede impegnato da anni in una ricerca filologico-musicale diretta al recupero e all'esecuzione di brani tematici del passato legati ai singoli territori. E' la musica che si suonava alla corte dei Principi Vescovi e che è stata ricostruita dai Codici Trentini e dalla tradizione orale.

Il Castello del Buonconsiglio compare nella copertina del cd con un dettaglio del suo "ciclo dei mesi" di Torre Aquila. Nel saluto introduttivo il direttore del Castello del Buonconsiglio, Franco Marzatico (che si appresta a lasciare la direzione della prestigiosa struttura) ha espresso l'orgoglio di vedere proprio l'affresco a sigillo dell'importante lavoro filologico compiuto da Angelo Branduardi con il M° Armando Franceschini, che ha collaborato con il cantautore milanese nella realizzazione dell’opera prodotta da Emi.

Il rapporto che Branduardi ha con la musica è speciale ed è fatto di passione, rigore filologico ma anche di tanto piacere.

«Da sempre considero la musica un qualcosa che non si trova qui e ora, ma accade in qualche modo da un'altra parte, accade altrove. È uno sguardo al di là della porta chiusa, ma è anche la risorsa che hanno i bambini di fronte alla paura, per cui quando si trovano al buio si mettono a cantare e tutto passa» ha detto in passato.

E anche a Trento lo ha ripetuto. "Abbiamo cominciato quasi per scherzo facendo una hit parade dei brani più in voga nel Medioevo e poi ci siamo allargati ad immaginare cosa e come scandiva la vita degli uomini di quel tempo, visto che oggi la musica ha assolutamente perso contatto con la vita dell'uomo, mentre quella primitiva ne accompagnava tutte le fasi" ha detto Angelo Branduardi.

Cantautore schivo e intenso, si è sempre detto orgoglioso di non piacere a tutti. Lui canta per piacere personale. Branduardi è qualcosa di specifico nel mondo della musica: non solo uno dei più amati violinisti di Ennio Morricone che lo adora e lo porta con sè nei concerti in giro per il mondo quando entrambi riescono a far coincidere le date. E' soprattutto uomo di intensa e vissuta spiritualità. La si trova tutta nelle sue canzoni-fiaba, inno al creato e ai suoi tranelli in cui si trova il vero della vita insieme al suo amaro, il sogno e l'utopia di quel pacato "State Buoni se potete" indimenticabile colonna sonora di un celebre film dove Branduardi aveva anche una parte: quella del menestrello.

Ha cantato castelli medievali, viaggiatori del futuro e donne in attesa davanti al mare, ciliegi che piegano i rami, mele ancora da cogliere e lepri che vanno a finire sulla luna. In un bellissimo testo racconta il suo peregrinare (> clicca qui). nelle sue narrazioni non ha tralasciato santi e peccatori, redenzioni e dannazioni eterne e l'infinita dolcezza per il mondo bambino come nell'indimenticabile colonna sonora di Momo: un capolavoro.  Ha dunque sempre fatto una cosa: cantare l'amore e l'uomo errante, viaggiando con la fantasia tra cielo e terra. Con una chitarra e un violino, anzitutto.

"Mi ritrovo nella definizione di menestrello e trovatore" ha detto oggi a Trento.E tutta la sua musica è sempre stata un sguardo che si getta al di là della nostra finitezza. Quella che proporrà a Trento rappresenta però l'altro filone: quello della ricerca storica che lo ha portato in un lungo viaggio tra le corti antiche dai Gonzaga alla Serenissima, fino ai Principi Vescovi.

"Io del resto sono un uomo antico, mi piace tutto quello che è nel passato, Medioevo e Rinascimento, ma anche la Grecia classica, questo è ciò di cui mi circondo" ha detto il cantautore che ha confessato un grande amore per Wagner, inventore di un accordo che ha fatto da spartiacque nella storia della musica inaugurando la musica "atonale".
(Corona Perer - 2014)


> Angelo Branduardi si racconta

 

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