Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Popoli

Angola, paese dal doppio volto

Angola, paese dal doppio voltoAngolan-opposition.jpgAngola.jpgpinotti_angola_mercato_armi.jpgpinotti_e_ministro_difesa_angolano.jpgministro_mauro_accordi_angola.jpgRenzi-e-presidente-dellAngola-Jos-Eduardo-dos-Santos-640x258.jpg
Africa e Affari

Lo scorso anno l'Angola partecipò ad Expo 2015 dove mostrò il suo bel volto dando all'evento un tocco di internazionalità e di esotismo. Peccato che l'Angola sia altro: vaste aree di povertà, vaste aree di sfruttamento e forti investimenti...militari.

Recentemente sono stati conclusi affari multimilionari in Angola per la holding militare-industriale Finmeccanica. Il governo presieduto da José Eduardo Dos Santos ha sottoscritto un accordo con il gruppo italiano leader nella produzione bellica per il valore complessivo di 212,3 milioni di euro. Tracciare le armi significa anche capire la geografia delle prossime guerre. E così basta ripercorerre alcune gite africane dei nostri governanti per capire che non si deve aver parlato di turismo, ma di forti accordi economici.

E così la società di elettronica Selex ES fornirà al Centro nazionale di sicurezza marittima stazioni radar e sistemi di comunicazioni che saranno installati lungo l’intera costa angolana (115 milioni); la controllata Agusta Westland fornirà alla Marina militare sei elicotteri (90 milioni), mentre l’azienda Whitehead Sistemi Subacquei consegnerà diversi siluri antinave A-244S per equipaggiare i motosiluranti angolani (7,3 milioni). Il contratto prevede anche l’assistenza e l’addestramento dei militari angolani da parte di personale specializzato Finmeccanica. L’acquisizione dei sistemi d’arma italiani è prevista nell’ambito del Programma di sviluppo della forza navale (Pro-Naval) varato dal governo angolano per modernizzare e potenziare entro il 2017 gli assetti bellici e tecnologici e le capacità di pronto intervento della Marina militare.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa portoghese Lusa, il presidente Dos Santos avrebbe firmato i contratti alla vigilia di Natale, anche se l’accordo con Finmeccanica sarebbe stato raggiunto l’8 luglio 2015 in occasione della sua visita ufficiale in Italia. A Roma, José Eduardo Dos Santos era stato ricevuto dal premier Matteo Renzi, dalle autorità militari e dagli amministratori delegati delle maggiori aziende italiane, primi fra tutti Claudio Descalzi (ENI) e Mauro Moretti (Finmeccanica).

“La cooperazione del nostro gruppo con le autorità angolane si baserà sul trasferimento di tecnologia in diverse aree avanzate e specialmente nella formazione del personale qualificato di questo paese, sia in Italia che in Angola, ed è finalizzato a rinnovare la flotta angolana, sia nel campo della difesa che in quello petrolifero e dell’estrazione del gas”, dichiarò Moretti ai giornalisti angolani che accompagnavano Dos Santos.

E così è stato. Complice Expo, probabilmente, che avrà fornito occasioni per la stesura degli accordi.

La cooperazione militare tra Italia e Angola prese il via nel 1977 subito dolo la dichiarazione d’indipendenza del paese dal Portogallo, con la firma di un Memorandum che stabiliva la costituzione di una “commissione bilaterale” composta da rappresentanti delle rispettive forze armate, poi denominata Joint Cooperation Committee. A rafforzare le relazioni politico-militari e la partnership tra le autorità di Luanda e il complesso militare-industriale italiano, contribuì particolarmente il vertice di Roma nel luglio 2013 tra l’allora ministro della Difesa, Mario Mauro e una delegazione ministeriale angolana guidata dal Segretario di Stato alla Difesa per le risorse materiali e infrastrutture, Salviano De Jesus Sequeira. La visita in Italia dei rappresentanti della Repubblica di Angola si concluse con un incontro con i manager di alcune tra le più note fabbriche d’armi italiane (AgustaWestland, Fincantieri, Iveco, ecc.).


< nelle foto di questa pagina
le visite ufficiali dei ministri Pinotti
del predecessore Mauro e del
premier Renzi tratte dal sito della
Farnesina www.difesa.it




Per firmare l’accordo di cooperazione militare con le autorità angolane, il 16 febbraio era atteso il ministro Mario Mauro, ma dopo le improvvise dimissioni del presidente del consiglio Enrico Letta, fu annullato il suo arrivo a Luanda. La défaillance del governo fu comunque ben compensata dai vertici delle forze armate e delle industrie di guerra italiane. Il Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, generale Enzo Stefanini e il Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, firmarono infatti il Protocollo tecnico per l’esecuzione dell’accordo bilaterale siglato in Italia nel novembre 2013, mentre i leader militari angolani furono ospitati sulla “Cavour” per assistere ad alcune attività addestrative in mare. “Sicurezza marittima, con particolare riguardo all’antipirateria, procedure di abbordo in mare e nozioni di base sulla difesa da ordigni esplosivi improvvisati, sono stati gli argomenti trattati”, riporta una nota del Comando della Marina militare italiana. Sulla portaerei si tenne infine un seminario a favore di partner industriali e militari di entrambi i paesi. “L’Angola è un paese strategico dal punto di vista della sicurezza marittima dell’Oceano Atlantico”, spiegò l’ammiraglio De Giorgi. “Il nostro obiettivo è sviluppare con questa Nazione una collaborazione di lungo periodo nei settori della difesa, della sicurezza e dello sviluppo tecnologico”.

Il 21 luglio 2014 fu il premier Matteo Renzi a recarsi a Luanda per incontrare il presidente Josè Eduardo Dos Santos. “L’Angola è oggi il terzo partner commerciale sub-sahariano dell’Italia: nel 2013 il valore dell’interscambio è stato pari a 891 milioni di euro, con 348 milioni di nostre esportazioni”, precisò la Farnesina. Il 28 novembre 2014 si tenne a Roma un vertice tra i ministri della difesa Roberta Pinotti e Manuel Gonçalves Lourenço. Anche in quell’occasione il ministero emise una lunga nota e l’addetto stampa della Difesa spiegò che “...L’Angola da tempo guarda con interesse alle capacità della Difesa italiana. Nel corso della recente visita in Italia del Direttore del Servizio Sanitario delle Forze armate angolane, ad esempio, sono stati definiti i settori per la futura collaborazione nel campo del bio‐contenimento (addestramento per la decontaminazione NRBC e prevenzione del contagio da virus ebola), della medicina aeronautica e della telemedicina”. Dieci mesi dopo fu Roberta Pinotti a recarsi in visita in Angola per incontrare il Presidente José Eduardo Dos Santos, il collega Gonçalves Lourenço e il ministro degli Esteri, Georges Chikoti. “Porto i saluti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, disponibile a visitare l’Angola nel più breve tempo possibile”, esordì Pinotti al gala ufficiale.

(ha collaborato Antonio Mazzeo, peace-reporter)

Popoli

Popoli

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif