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Salute

Eccellenze botaniche: l'anice verde di Castignano

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Eccezionali proprietą

Predilige i terreni leggeri e fertili, teme quelli argillosi o umidi. Ma potete metterla anche in un vaso e l'anice offrirà ugualmente il suo fiore bianco da cui si ricava un seme che vi diventerà amico.

L'assessore all'agricoltura della Provincia di Ascoli Piceno Sergio Corradetti coltiva un sogno: fare delle Marche un distretto e dei dintorni di Castignano una sorta di "Provenza bianca". Del resto i campi con le abbondanti fioriture di anice non sono solo un sogno personale molto suggestivo, ma un ricordo del passato, perchè da queste parti l'anice è sempre stata parte della tradizione.

L'Anisetta, tipico liquore al gusto di anice è tipicamente marchigiana e le frittelle all'anice hanno deliziato generazioni.

"Eppure stavamo perdendo la filiera" racconta. Ma le Marche con convinzione l'hanno impedito. Oggi l'Anice verde di Castignano figura nel Repertorio regionale dele piante tutelate e gli agricoltori in grado di garantire la conservazione del seme e dell’ecotipo dell'anice verde di Castignano hanno sottoscritto un impegno per la coltivazione di tale seme per almeno 5 anni.

"Come agricoltori custodi stanno ricostruendo il settore che conta ormai 10 agricoltori i quali hanno impiantato l’anice verde di Castignano, una specie particolarmente pregiata che riassume in sè molte proprietà" afferma l'assessore che con convinzione ha portato avanti il progetto per una valorizzazione di questa specie botanica pregiata altrimenti destinata ad estinguersi.

Ha fatto bene perchè la pianta è una preziosa alleata per la nostra salute ed esprime una delle tipicità dei colli marchigiani che hanno nella vite e nel tartufo le altre eccellenzze del territorio e non solo: il nome del paese di Castignano sembra derivare dal bosco di castagni (Lucus castineanus) esistente nella zona e del quale parla anche lo scrittore Plinio.

L'Anice Verde in realtà sarebbe originaria dell’Oriente, e si sarebbe diffusa da lì in tutto il bacino Mediterraneo. E' una pianta erbacea annuale che è usata fin dall’antichità come una sorta di “panacea” per la salute dell’uomo, oltre che come aromatizzante nella cucina mediterranea (dei cibi, del vino e delle bevande),

Sono tanti usi gli utili che possiamo farne per la salute: l'anice è espettorante e quindi utilissima per problemi bronchiali, diuretica e quindi particolarmente indicata nei casi di ritenzione, lassativa e quindi preziosa contro la stitichezza, antispasmodica e quindi preziosa durante le prime avvisaglie di una colica. Avere in casa una pianta di anice e non farsi mancare i suoi semi è saggio: questa pianta riassume molte proprietà ed è efficace anche nella cura delle flatulenze e delle coliche. Può trarne giovamento chi ha cattiva digestione, chi si trova in stato di astenia (stimola l’appetito) ed inoltre favorisce la secrezione gastrica.

La sua presenza nella storia dell'uomo è stata accertata storicamente fin dai tempi dei Faraoni e dei Babilonesi, Ippocrate la consigliava per sciogliere il muco nelle affezioni respiratorie, Celso e Galeno la indicavano contro i dolori intestinali e gli avvelenamenti.

Le tracce storiche attestano che l'anice era amato anche dalla cucina dei Romani. Plinio curava le indigestioni con l'anice, conosceva la virtù del seme capace di provocare un dolce sonno. Carlo Magno lo fece piantare negli orti imperiali di Acquisgrana tanto che  nei suoi “Capitolari” (la più grande raccolta di ordinanze e leggi medioevali), autorizzò la commercializzazione con l’Oriente dell’olio essenziale estratto dalla pianta dell’anice.

Corradetti ha svolto ricerche storiche e cita un manoscritto dell’XI-XII secolo dove nei “De remediis generalibus”,  le regole auree per la salute, si analizzano la qualità di diverse piante officinali, si decantano le virtù dell’Anice verde.

Il perchè lo si è capito con il progredire della chimica: l’olio essenziale contenuto nel frutto è costituito per circa l’80 % da anetolo sostanza incolore ottima come antisettico. L’estrazione avviene tramite distillazione in corrente di vapore. Il seme viene utilizzato nella preparazione di pane, focacce, strudel, salse, creme e canditi; può essere aggiunto ai formaggi freschi e cremosi.

Le donne del posto sanno bene come usare fiore e foglie. Le ricette che si sono tramandate vogliono l'anice come tocco finale per le macedonie con fichi, datteri e castagne, mentre il gambo e le radici danno un leggero aroma di liquerizia a minestre e stufati. Un uso ulteriore è quello della preparazione di bevande alcoliche come l’anisette, l’assenzio ed il varnelli.

E a primavera, nel mese di aprile un festival celebra questa pianta tipica: Anis, è il festival dell'Anice che valorizza i prodotti e si pone come ulteriore carta per un intelligente marketing territoriale. Perchè a Castignano c'è anche da vedere un affascinante borgo storico medievale e reperti di arte sacra di inestimabile valore custoditi nel locale museo promosso e fatto cerscere da don Vincenzo Catani. E sempre a Castignano si tiene ogni anno - il 16 agosto -  Templaria, una manifestazione unica nel suo genere che immerge il borgo nel clima dei Templari. Ma questa è un'altra storia.
(Castignano 5 gennaio 2015 - C.Perer)
 

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