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Salute

Anoressia, e tu come ti percepisci?

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Vedersi grasse

16 ottobre - Giornata Mondiale dell’Alimentazione - Il dramma è che si guardano allo specchio e si vedono grasse. L'anoressia è una malattia che divora e affonda le radici nella percezione di sé e quindi nel rapporto che si stabilisce con gli altri. E’ capitato a tutti di usare o di rifiutare il cibo perché si è arrabbiati, si vive un momento di stress, per aiutarci a superare una situazione difficile. E’ normale, ma quando questi comportamenti divengono abituali sorgono problemi seri.

Un'indagine sistematica sui disturbi alimentari effettuata tramite questionario, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, in collaborazione con il Centro per i disturbi alimentari dell'Apss, l'Assessorato provinciale all'istruzione e l'associazione Arca ha coinvoloe sono le seconde classi delle scuole medie superiori e centri di formazione professionale trentine.

Obiettivo: misurare la percezione che i giovani hanno del proprio corpo, dato utile per i professionisti che potranno programmare interventi di prevenzione ai disturbi alimentari soprattutto nel settore giovanile. Presto si pensa di attivare un numero verde di pubblico aiuto e informazioni.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) costituiscono oggi una delle emergenze più preoccupanti dell'emisfero occidentale. La diffusione della patologia ha una rapidità ed una rilevanza sconcertanti: non si conosce alcun altro esempio di malattia psichiatrica con una simile propagazione e con le caratteristiche di una vera e propria epidemia sociale. In Italia questi disturbi colpiscono circa 3 milioni di ragazzi, pari al 5% della popolazione.

Secondo i dati del Ministero della Sanità per ogni 100 ragazze in età adolescenziale, 10 soffrono di qualche disturbo collegato all'alimentazione, 1-2 delle forme gravi come l'Anoressia e la Bulimia, le altre in manifestazioni cliniche transitorie e incomplete.

Il questionario in forma anonima ed individuale, mira a rilevare il grado di insoddisfazione corporea, non ha alcuna finalità diagnostica, ma ha la funzione di rilevare un fattore di vulnerabilità. Un dato elevato di questo punteggio è molto significativo perché costituisce un fattore di rischio rilevante per lo svilupparsi di un problema alimentare, quando associato ad altri fattori. Dati che permettono di individuare delle fasce di maggiore vulnerabilità su cui focalizzare successivi interventi preventivi. Il tutto per immaginare gruppi di cura e percorsi che coinvolgono la famiglia nel progetto di cura.


> Un numero verde contro l'anoressia
> Come trattiamo i disturbi alimentari - di Aldo Genovese
> Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto

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