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Tunisia - Le antiche vestigia romane di El Jem

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L'Anfiteatro romano

(fotoservizio: Corona Perer - riproduzione vietata) - Attorno all'Anfiteatro ruotano negozietti tipici con insegne datate come quella della Kodak ormai defunta con l'avvento del digitale. Il colpo d'occhio che le sue arcate offrono è insuperabile. Come insuperabile è il panorama che si osserva sull'abitato della El Jem moderna, una volta raggiunto l'ultimo piano dell'anfiteatro. Non meno stupefacente è percorrere le sue viscere, dove uomini e animali condividevano un destino segnato e dove antichi ascensori li portavano al cospetto del pubblico.

Tra gladiatori e leoni, non è difficile immaginare le urla e l'eccitazione che il pubblico poteva provare una volta assiso sui gradoni.
Siamo nell'antica Thysdrus che nel mondo della scrittura è l'impero del papiro: i documenti in questo punto della terra sarebbero meglio conservati grazie al clima asciutto di El Jem.

El Jem (l'antica Thysdrus) è una città del governatorato di Mahdia in Tunisia; ha una popolazione di 18.302 abitanti (dato aggiornato al censimento del 2004). Ospita alcune delle migliori rovine romane dell'Africa dichiarate patrimonio dell'umanità nel 1979.

La città fu costruita, come molti altri insediamenti romani in Tunisia, al posto di vecchi centri punici. Grazie ad un clima meno arido di quello attuale, la romana Thysdrus prosperò nel secondo secolo, quando divenne un importante centro per la coltivazione e l'esportazione di olio di oliva.

El Jem fu sede di una diocesi cristiana, tuttora retta da un vescovo della Chiesa cattolica.

Dai primi anni del III secolo, quando venne costruito l'anfiteatro, Thysdrus rivaleggiò con Hadrumetum (la moderna Susa) per il ruolo di seconda città romana del Nordafrica, dopo Cartagine. In seguito alla rivolta scoppiata nel 238, e del suicidio di Gordiano I nella sua villa romana nei pressi di Cartagine, le truppe romane leali all'imperatore Massimino Trace distrussero la città, che non venne mai ricostruita.

El Jem è famosa per il suo anfiteatro (spesso chiamato erroneamente colosseo) in grado di ospitare 35.000 spettatori seduti. Solo il Colosseo di Roma, con più di 50.000 posti a sedere, ed il teatro di Capua erano più capienti.

L'anfiteatro di El Jem venne costruito dai romani sotto il controllo del proconsole Gordiano I, il quale venne acclamato Imperatore a Thysdrus, intorno al 238 e fu usato per spettacoli di gladiatori e corse dei carri (come nel film Ben-Hur). Esiste anche la possibilità che la costruzione del teatro non sia mai stata completatae che quindi sia sempre stato così.

Fino al diciassettesimo secolo rimase più o meno intatto. A partire da quel momento le sue pietre vennero usate per la costruzione del villaggio limitrofo di El Jem e della Grande Moschea di Qayrawan e, in un periodo di tensione durante il conflitto con gli Ottomani, i Turchi usarono i cannoni per stanare i ribelli nascosti al suo interno.

L'anfiteatro è di grande interesse per gli archeologi: non è stato necessario procedere a degli scavi. L'interno dell'anfiteatro era sotto la sabbia che aveva protetto la città mercato di Thysdrus e le ville che un tempo la circondavano.

Così alcuni pavimenti a mosaici sono stati trovati e resi pubblici. Purtroppo però questi siti archeologici sono quasi sconosciuti. E meriterebbero una maggiore promozione.



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< fotoservizio: Corona Perer (riproduzione vietata)

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