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Rosmini: ''I politici? Dovrebbero essere psicologi''

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Rosmini Day

I politici dovrebbero essere psicologi: dovrebbero cioè porre la loro attenzione all'identità profonda dell'Essere Umano e ai suoi bisogni. E' una delle affermazioni del pensiero rosminiano rivelatrici della grande modernità del filosofo di Rovereto oggi Beato, pienamente riabilitato dopo gli anni di persecuzione patita dalla Chiesa e dallo Stato.

Ad offrire un agile e interessante affresco sul pensiero del Rosmini è padre Mario Pangallo della Biblioteca Rosminiana e a sua volta filosofo che tratteggia il Rosmini figura esile e cagionevole, stato che fu all'origine della sua drammatica morte per avvelenamento, e nel suo tratto di perseguitato dalla Chiesa e dallo Stato.

Pangallo ne ha colto i giovanili affascinamenti  per la matematica e la filosofia che lo conducono verso l'infinito e verso la relazione con Dio. “Partì dall'antropologia per arrivare alla teologia, individuando sin da giovane la filosofia come cardine e strada maestra che dall'unità porta alla totalità. Aveva solo 18 anni quando comprende che la Filosofia è lo strumento della ricerca dell'Essere e che primo e supremo dovere del'uomo è quello di aderire alla Verità.

“Nell'universalità delle idee determinate, afferma il principio primo dell'Essere che è invece indeterminato e solo se ne abbiamo coscienza riconosciamo le altre cose” ha spiegato Pangallo. “Per Rosmini l'Essere è primcipio fondativo della Morale che consente all'Uomo di riconoscere la Verità, cioè ciò che gli oggetti 'sono' per poterli rispettare. Lo studio del Diritto è poi fondamentale ma, dice Rosmini, non dobbiamo porre dei diritti nelle persone perchè il diritto 'è' la persona e se non c'è il diritto della persona non c'è il rispetto della civiltà”.



< foto: la conferenza stampa e sotto oggetti
personali dell'Abate Rosmini conservati a Stresa
nella casa-museo dei Rosminiani

 



E' quanto rende Rosmini oggi un filosofo oltre che affascinante e moderno e il prof. Pangallo ha tenuto a sfatare il mito di un filosofo complesso. “Non è affatto vero che Rosmini sia impossibile da capire. E' accessibile, bisogna solo trovare la chiave che lui utilizza per parlare allo spirito umano”. Pangallo ha poi sottolineato l'importanza dell'Educazione nel pensiero rosminiano, perchè è solo l'educazione l'unica possibilità data alla società per arginare i conflitti.

La vicensindaco e assessora all'Istruzione Cristina Azzolini - prima convinta sostenitrice del Rosmini Day - sottolineacome la personalità del Rosmini, grande uomo e insigne pensatore, possa diventare punto di riferimento per l'oggi.
“Attraverso la vita e il suo pensiero Rosmini interroga la modernità. Ne abbiamo bisogno tutti, perchè tutti necessitiamo di trovare percorsi che ci permettono di individuare cò che conta davvero. Rosmini serve non solo come conoscenza storica, ma anche per una ripartenza dell'avventura umana”.




< foto: www.giornalesentire.it
riproduzione riservata


 

 

Patricia Salomoni - responsabile organizzativa della giornata voluta dal Comune di Rovereto in collaborazione con l'Universtà di Trento e la biblioteca Rosminiana, ha sottolineato che si tratta di un progetto portato avanti in sinergia con varie istituzioni ed enti con l'obiettivo di favorire la conoscenza del pensiero e dell'opera del Rosmini. Da qui l'idea di partire dal mondo della scuola  con il concorso per le scuole superiori condiviso che ha visto la partecipazione di 6 istituti: 4 di  Rovereto (Liceo Rosmini, Istituto Tecnico Marconi, Istituto Don Milani e Istituto Depero) e 2 di Trento (Liceo Scientifico Leonardo da Vinci e Liceo Scienze Umane Rosmini), ovvero 75 studenti che, divisi in 15 gruppi, presenteranno i loro elaborati nella mattinata dell'8 aprile al Mart. Si tratta di cortometraggi, saggi brevi, manufatti artistici su spunti diversi: non solo il pensiero di Rosmini ma anche i suoi interessi nel campo del diritto e dell'educazione, i rapporti con gli intellettuali del suo tempo, bibliografia e altri aspetti biografici legati al filosofo.

“Non si vedeva da decenni un impegno così corale attorno alla figura di Rosmini e questo evento ha dunque un carattere straordinario. E' questa la vera notizia di oggi” ha concluso il prof. Paolo Marangon del Centro Studi e Ricercche “A.Rosmini” incardinato nell'Universià di Trento. "Avvertiamo questa giornata come una responsabilità verso la città che ha bisogno di conoscere di più Antonio Rosmini e confrontarsi con il suo pensiero, perchè per orientarsi sul futuro è necessario confrontarsi con il  passato più fecondo”.


www.giornalesentire.it
 

 

 



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