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Siria: la lezione di un bimbo

Siria: la lezione di un bimboSiria-bandiera.jpgsiria-attacchi-damasco.jpgsiria_eye.jpgsiria_3.jpg
La foto choc

Bombardamenti e macerie. Aleppo è ormai una città fantasma. E' però il volto di un bambino che scuote le coscienze, come un anno fa quando il mare restituì Aylan, quello che sembrava apparentemente il corpo di un bambolotto. Era invece un bambino.
E' siriano anche questo bimbo strappato alla polvere delle macerie, salvato e messo su un sedile, ancora sotto choc: si tocca e guarda il sangue, cerca di pulire una manina sul sedile, è apparentemente calmo. La sequenza tv è commovente. Il bimbo sembra in stato veglia: dalla morte.
Viene salvato e la sua foto gira il mondo. E' il volto del dolore e della sofferenza, dell'ingiustizia di ogni guerra. Giusto guardarla, giusto mostrarla, giusto sentirsi sfregiati, giusto soffrire di un'infinitesima parte di quel che sta  colpendo la Siria martoriata da 5 anni di guerra. Lui ha un'eta di circa 4 anni quindi è stato concepito nella guerra, è nato nella guerra, non conosce altro che guerra
Davanti a questi occhi, vogliamo stare zitti.
Guardarli per cercare di condividere un dolore: troppo grande, troppo ingiusto.

www.giornalesentire.it
18.8.2016

 

 

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SIRIA, LA LENTA AGONIA DI ALEPPO
13 agosto 2016


Aleppo muore, la sua gente vive in trappola. L'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Staffan de Mistura a fine luglio aveva proposto  di delegare all'Onu la gestione del corridoio umanitario per la città siriana. Amnesty International parla di catastrofe umanitaria: Aleppo continua ad essere bombardata, i civili sono intrappolati senza acqua, cibo e vie di scampo.

La città - afferma Amnesty - è stata nuovamente colpita da un attacco chimico, probabilmente a base di cloro, che se confermato costituirebbe un crimine di guerra oltre che un allarmante segnale dell'intensificato uso, da parte del governo siriano, delle armi chimiche contro la popolazione civile. L'attacco, avvenuto ad al-Zibdiye, un quartiere controllato dai gruppi armati che si oppongono al governo di Damasco, è il terzo portato a termine nel giro di due settimane nel nord della Siria. Le persone morte sono almeno quattro persone. Amnesty International ha avuto conferma del ricovero di almeno 60 persone, tra cui 40 bambini, con sintomi caratteristici di un attacco col cloro.


Secondo fonti di stampa, un altro attacco chimico sarebbe avvenuto il 2 agosto sempre ad Aleppo. Un medico di Aleppo ha riferito ad Amnesty International che tutti i ricoverati presentavano gli stessi sintomi (difficoltà di respirazione e tosse) e che l'odore di cloro sui loro vestiti era evidente. Secondo il medico, se gli attacchi proseguiranno le scorte di medicinali sono destinate a esaurirsi rapidamente.L'attacco ha avuto luogo poco prima che la Russia annunciasse tre ore al giorno di cessate il fuoco per consentire l'ingresso di aiuti umanitari in alcune zone di Aleppo ove ce n'è disperato bisogno.
"Chiediamo l'immediata cessazione dei raid aerei sugli obiettivi civili di Aleppo. Gli attacchi chimici e altri crimini di guerra devono finire. Chiediamo inoltre che gli aiuti possano arrivare senza incontrare ostacoli alle decine di migliaia di persone intrappolate nella zona orientale della città" - ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice ad interim del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.  "Tre ore al giorno sono del tutto insufficienti per far arrivare gli aiuti, data la dimensione della crisi umanitaria in corso, i pericoli lungo il percorso e il tempo necessario per la consegna" - ha commentato Mughrabi.
Il 1° agosto due barili bomba presumibilmente contenenti cloro erano stati sganciati sulla città di Saraqeb, nella provincia di Idlib, causando danni ad almeno 28 civili.
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Esattamente un anno fa il Consiglio di sicurezza aveva disposto, con una risoluzione, un'indagine per individuare l'origine e i responsabili degli attacchi chimici in Siria.
"Il tempo sta scadendo per la popolazione di Aleppo" ha detto de Mistura parlando ai giornalisti.  "E'un luogo emblematico" e il modo in cui sarà gestita la situazione in questa città del nord della Siria, senza dimenticare altre località del paese, è un "elemento importante che puo' avere un impatto su quanto ci proponiamo di fare nelle prossime settimane", ha detto de Mistura che si prefigge di riavviare a fine agosto i colloqui intra-siriani per una soluzione al conflitto.
Il nostro suggerimento ai russi è di lasciare a noi il corridoio stabilito su loro iniziativa. L'Onu e i suoi partner umanitari sanno cosa fare, hanno esperienza ed è il nostro lavoro", L'inviato dell'Onu ha inoltre sottolineato che nessuno deve essere costretto a lasciare la città assediata di Aleppo, ma chi vorrà farlo deve potersi recare nella zona di sua scelta o avere opzioni. Inoltre devono esserci garanzie per la protezione dei civili, sia che decidano di restare o sia che scelgano di andare altrove tramite i corridoi, ha detto de Mistura affermando di credere che i russi sono aperti a suggerimenti e consigli.

La Siria sembra ormai la terra di tutti e di nessuno: gruppi armati liberi di commettere crimini di guerra compiono violazioni del diritto internazionale umanitario nella più completa impunità, ricorrendo persino agli stessi metodi di tortura utilizzati abitualmente dal governo siriano. Amnesty International ha denunciato un'agghiacciante ondata di rapimenti, torture e uccisioni sommarie da parte dei gruppi armati che agiscono nelle province di Aleppo, Idlib e in altre zone del nord della Siria. Alcuni di questi gruppi, nonostante si rendano responsabili di violazioni delle leggi di guerra, sono sostenuti da paesi quali Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti d'America e Turchia.

"Alcuni dei giornalisti e dei media-attivisti locali che raccolgono informazioni sulle violazioni dei diritti umani hanno raccontato di essere stati rapiti perché avevano criticato l'operato dei gruppi armati. Molti di loro sono stati poi rilasciati, a quanto pare a seguito delle proteste della popolazione. I media-attivisti di Aleppo hanno raccontato di aver ricevuto minacce scritte e a voce da parte del Fronte al-Shamia e del Movimento Nour al-Dine Zinki per aver criticato questi gruppi armati o averli accusati di corruzione su Facebook.
Avvocati, attivisti politici e altre persone sono finite nel mirino del Fronte al-Shamia, del Fronte al-Nusra e del Movimento islamico Ahrar al-Sham a causa delle loro attività, delle opinioni politiche o della fede religiosa.

 

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