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Scatti d'autore

Claudia Borgia, Ashura

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Devozione femminile

Iraq, 21 dicembre 2013: Aklas ( < nella foto a fianco) è una donna irachena che assiste i pellegrini dell’Imam Hossein. Chi non può raggiungere Karbala, dimostra la propria devozione mettendosi a disposizioni dei pellegrini stanchi e affamati, offrendo loro un posto dove dormire, coperte e cibo. L'immagine è uno degli scatti di Claudia Borgia che Antropomorpha Fotografia di Roma espone nel proprio spazio espositivo a Roma.

"ASHURA"  è il viaggio che Claudia Borgia ha fatto alla ricerca della verità e fa parte di un progetto di studio sulla devozione della donna islamica. "Il viaggio è la vita. Ho scelto come punto di partenza il martirio dell'Imam Hossein, nipote del Profeta Maometto, perché fu sua sorella, Hazrat-e Zeynab, a farsi carico di dire la verità su tale tragedia".

Nello scatto realizzato a Noshabad (< foto a lato), Borgia è in Iran. E' il novembre 2012: una donna di religione musulmana sciita cammina nel deserto Maranjab. Nei giorni di lutto per l'Ashura, gli abitanti di Noshabad si recano anche nel vicino deserto per commemorare L'Imam Hossein, martirizzato nel deserto di Karbala (Iraq).

Lo spunto del progetto "Ashura" viene dalla tradizione. Si racconta che il 10 del mese lunare Muharram, nell'anno 61 dell'Egira (10 ottobre 680 d.C.) l'Imam Hossein e 72 compagni sacrificarono la loro vita per difendere la religione di Dio e combattere la tirannia di Yazid, della dinastia degli Omayyadi, divenuto ingiustamente califfo. Secondo la tradizione, la brutale uccisione avvenne nel deserto di Karbala, nel giorno dell'Ashura (dall’arabo “dieci”). Da allora, tutti gli anni, il mondo islamico sciita entra in un periodo di lutto che termina dopo 40 giorni, con il pellegrinaggio dell’Arbaeen (dall’arabo “quaranta”). Testimone del martirio dall'alto di una collina del deserto di Karbala, fu Hazrat-e Zeynab che venne fatta prigioniera e portata al palazzo del Califfo Yazid, a Damasco dove tenne due discorsi nei quali svelò la verità sul massacro.

Tra le immagini proposte anche l'intensità della stanchezza (< foto a lato) immersa nella quotidianità di una vita che prosegue in uno scambio tra pubblico e privato di grande tensione emotiva. Nella foto a lato c'è una donna di religione musulmana sciita, avvolta nel chador, si riposa lungo il pellegrinaggio verso la tomba dell’Imam Hossein, a Karbala. A fianco un'umanità che scorre tra guardi ora pieni di curiosità e ora di giudizio.

Un grande impulso per lo sviluppo delle celebrazioni dell'Ashura come fenomeno religioso, popolare e artistico è venuto con l'ascesa dei Safavidi (1501 – 1736) al potere. "I segni del lutto coprono intere città e piccoli villaggi. I riti funebri avvengono per lo più all'aperto. Donne e uomini si riuniscono, separatamente, per pregare nelle Hosseiniyeh oppure organizzano celebrazioni nelle loro case, sfilano nelle processioni vestendo i panni dei protagonisti del martirio, si battono il petto o la testa con la mano, o si colpiscono le spalle con delle catene compiendo il rito di autoflagellazione". Con una attenzione: a non mischiarsi mai. Durante le scene di lotta, gli uomini interpretano anche i ruoli delle donne con il viso coperto, per obbedire alla regola islamica secondo la quale non è ammesso il contatto tra uomini e donne che non siamo sposati.

"Ho avuto il privilegio, raro, di potervi partecipare. Ho camminato accanto alle donne iraniane che conoscevo e ho incrociato gli sguardi, le mani e i sorrisi delle donne irachene. Alcune di loro erano in pellegrinaggio come noi, altre, non potendo andare a Karbala, assistevano i pellegrini in cammino: anche questo è un modo per “conquistarsi un pezzo di paradiso” conclude.

Claudia Borgia (nella foto) è nata a Roma nel 1975. Laurea in scienze politiche, nel 2009 ha deciso di dedicarsi alla fotografia. Frequenta la Scuola Permanente di Fotografia Graffiti e il master in fotogiornalismo. Predilige le storie di donne. E' freelance (è arrivata terza nel concorso fotografico dedicato al foto-giornalista dell’Ansa Rolando Fava). E' stata anche selezionata per la 9° edizione del concorso Female in March organizzato da Officine Fotografiche. Antropomorpha Fotografia, è invece uno spazio espositivo e didattico nato nel 2013, per rispondere al bisogno di comunicare attraverso la fotografia. Si trova in via Castruccio Castracane 28a, Roma.
(C.Perer - 10 maggio 2014)

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