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Salute

Nimesulide: attenzione, fa male

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allerta in Europa, non in Italia

I primi a ritirare dal commercio farmaci contenenti il nimesulide sono stati Spagna e Finlandia  allertati dalla sua tossicità epatica, nel 2002. Cinque anni più tardi, il 15 maggio 2007, l’Irlanda si accoda, dopo che sei pazienti in cura con l’Aulin sono stati costretti al trapianto di fegato per grave insufficienza epatica.

Nel 2012 si dava notizia di una sua tossicità in un articolo del Corriere  in cui si leggeva il paradosso.  "Mentre all’estero la nimesulide è da tempo in via di estinzione, da noi non solo resiste ma diventa anche, a sorpresa, rimborsabile. Cioè a carico di un servizio sanitario che sta risparmiando" scriveva Mario Pappagallo.

Anche in Wikipedia si riporta che il farmaco può far male e il paragrafo sulla tossicità epatica è dettagliato,  ma va detto che ancora prima - el gennaio 2010 - la Commissione europea – a seguito dei numerosi episodi di eventi avversi riscontrati da pazienti, in particolare danni al fegato e all'apparato gastroenterico causati dalla nimesulide e del successivo ritiro dal mercato dei principali paesi europei – aveva chiesto all’Agenzia europea dei medicinali (Ema) un riesame del rapporto beneficio-rischio della molecola. I

Risultato in una raccomandazione: «evitare ogni possibilità d’uso cronico della nimesulide». Già prima di questa raccomandazione, nove Paesi europei (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Spagna e Svezia) avevano ritirato il farmaco dal mercato, Germania e Gran Bretagna non l’hanno mai autorizzato al commercio, la Francia ha ora deciso di eliminarne la rimborsabilità.

C’è chi lo usa per un banale mal di testa, chi per alleviare spasmi o infiammazioni. Ancora in pochi sanno che l’analgesico più conosciuto, l’Aulin, è tossico. Ma in Italia il Nimesulide continua ad esser venduto dietro ricetta medica e prescritto per brevi periodi di tempo, anche se in commercio esistono già altri medicinali con la stessa efficacia e minor rischio per la salute.

il principio attivo Nimesulide, alla base di numerosi medicinali in commercio, comporterebbe effetti devastanti per il fegato, talvolta anche letali. Il principio è molecola di base di diversi farmaci: Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider,Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex oltre che il celeberrimo Aulin.

Negli Usa l’anti-infiammatorio a base di Nimesulide non è mai stato approvato tantè che non è commercializzato, ma anche in Giappone e Canada non si vende.

“Il danno epatico“, ha dichiarato l’Irish Medical Board, “è un raro ma grave effetto collaterale del nimesulide. Tuttavia abbiamo ricevuto dati provenienti dall’Unità Nazionale di trapianto di fegato del St Vincent University Hospital, i quali parlano di sei pazienti che hanno richiesto trapianto di fegato dopo il trattamento con il nimesulide. Da quando il prodotto ha fatto ingresso in Irlanda nel 1995, si sono registrati un totale di 53 segnalazioni. Tra queste nove casi di insufficienza epatica, sei dei quali provenivano da l’Unità Nazionale trapianto di fegato e tre casi mortali di insufficienza epatica.“

Non sembra però che l’allarme abbia in qualche modo preoccupato l’Italia. Il nostro Paese consuma il 60% della produzione mondiale di nimesulide. Il nostro Ministero lo definisce "... un antidolorifico per i dolori di lieve entità".

In Italia la Nimesulide è commercializzata dal 1985 e viene comunemente prescritta per brevi periodi. Vengono fatte raccomandazioni ai pazienti, ma è sufficiente? Crediamo di no, visti i precedenti.

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