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Salute

Autismo, č possibile una diagnosi precoce

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Passi avanti nella ricerca

Dustin Hoffman nel film "Rain Man - L'uomo della pioggia", del 1988, era riuscito a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sull'autismo. ll Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione (ODFLab) lo studia ogni giorno come unità operativa del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell'Università di Trento. Svolge attività di ricerca, di formazione e di applicazione clinica nell'area della psicopatologia dello sviluppo, della disabilità e del disagio socio-emotivo. Il Laboratorio organizza annualmente, in collaborazione con l'Università di Trento, dei master sull'autismo.

L’Autismo e i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) sono disturbi del neurosviluppo caratterizzati da un funzionamento mentale atipico che tende a perdurare per tutta la vita. Gli ASD sono causati da un’alterata maturazione cerebrale biologicamente determinata e compaiono già nei primissimi anni di vita. È per questo di fondamentale importanza indentificare precocemente i sintomi della malattia e intervenire il prima possibile.

In Italia opera l'Associazione Italiana Ricerca Autismo, guidata da Massimo Egidi, Rettore della LUISS. Tra i relatori del congresso e membro fondatore di AIRA c’era anche il Direttore del CIMeC Giorgio Vallortigara, che da tempo studia la malattia.

E' infatti necessario comprendere a fondo i processi alla base delle predisposizioni sociali, deficitarie nell’autismo. La ricerca condotta dal gruppo del professor Giorgio Vallortigara al CIMeC, finanziato con un prestigioso Advanced Research Grant dal Consiglio Europeo delle Ricerche (ERC), riguarda lo studio dei meccanismi innati che sono alla base del comportamento sociale negli esseri umani e negli altri animali.

«Come noi esseri umani, anche gli altri vertebrati appena nati, o appena schiusi, prestano attenzione ai membri della propria specie e, osservandoli, apprendono da loro. Queste sono predisposizioni innate che, per quanto diffuse e di vitale importanza, sono ancora scarsamente conosciute - afferma il prof. Vallortigara - Studiarle e capirne le basi neurali, molecolari, genetiche e fisiologiche è cruciale se vogliamo comprendere lo sviluppo umano tipico e atipico. Poiché è proprio l’assenza di queste predisposizioni a contribuire all’autismo».

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