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Termesana, al Bad Moos Dolomites Spa Resort relax leggendario

Termesana, al Bad Moos Dolomites Spa Resort relax leggendarioBad-moos-giornale_sentire_1.jpgBad-moos-giornale_sentire_2.jpgBad-moos-giornale_sentire_3.jpgBad-moos-giornale_sentire_5.jpgBad-moos-giornale_sentire_27.jpgBad-moos-giornale_sentire_8.jpgBad-moos-giornale_sentire_29.jpgBad-moos-giornale_sentire_24.jpgBad-moos-giornale_sentire_31.jpgBagno_coppia_1b_-_Sport__Kurhotel_Bad_Moos.jpg
Alta Pusteria

Cambia nome l'hotel più prestigioso ai piedi delle Tre Cime, patrimonio naturale Unesco, che diventa: Bad Moos – Dolomites Spa Resort. Un restyling del nome che riguarda anche il brand e che va a incidere su una struttura baciata dal fascino di un’antica leggenda: si narra che nelle notti di luna piena, i due cervi più forti e potenti del branco si incontravano alla fonte d’acqua sulfurea per dissetarsi. Con le guerre  i cervi scomparvero, per fare ritorno 200 anni fa, proprio alla fonte d’acqua della Val Fiscalina, dove ancora oggi vivono in branco. Qui c'è la fonte miracolosa che per la sua bontà dà il nome alla Spa Termesana, un nome che evoca l’acqua termale utilizzata nei trattamenti, benefica e preziosa proprio perché, anche grazie a lei, tutto l’organismo può trovare salute e benessere. Il Bad Moos – Dolomites Spa Resort possiede una delle Spa più belle e romantiche dell'intero arco dolomitico. A lume di candela, avvolti dal calore del fuoco, si può fare un rilassante bagno profumato con dolci essenze orientali oppure ai profumi di montagna. E dopo il relax, accompagnato da un buon bicchiere di prosecco e da qualche stuzzichino. Il benessere continua con il massaggio “Assenza di gravità”, decontratturante, ideale per cervicale, testa e piedi, le zone del nostro corpo che accumulano più stress. L’intero rituale dura 120 minuti e costa 210 euro a coppia.
Abbiamo visitato per voi l'hotel: da mettere in agenda alla voce "piacere di vivere".
www.giornalesentire.it



< la preparazione della vasca con l'infuso di erbe
al primo ammollo di 20 minuti segue il bagno di
finovero e proprio con 60 tipi diversi di fori



***

I bagni di fieno: a Moso la Spa più bella
di Corona Perer



Che cosa facevano a sera i contadini di alta montagna? Nulla, andavano a letto. E come poteva il loro corpo sostenere ogni giorno il duro lavoro e i tanti pesi caricati (tutti sulla schiena) a partire dal fieno falciato da portare in stalla? Probabilmente  riposando nel modo giusto. A questo punto viene la domanda cruciale: come? Risposta: i contadini si coricavano dopo un'intensa giornata di lavoro, sul mucchio d'erba appena falciata. Ne traevano grande beneficio per la loro stanchezza e la mattina dopo si svegliavano carichi di energia. E' nei primi del '900 che viene quindi intrapresa l'idea della bontà dei bagni di fieno che con il tempo e con gli studi si è rivelata in effetti la cura ideale per eliminare tossine e dare sollievo a chi soffre di reumatismi.

E' provato che abbiano un effetto defaticante, rilassante e che rafforzino il sistema immunitario. I bagni di fieno nascono dunque dalla tradizione contadina ed hanno un'azione preventiva contro le malattie da raffreddamento, i disturbi reumatici e il mal di schiena ed hanno un generale effetto rilassante e curativo per la pelle. Il fieno dev'essere rigorosamente di malghe e prati d'alpeggio sopra i 1500 m: solo il fieno di alta montagna contiene una miscela naturale di erbe preziose, fiori e diverse erbe medicinali (fra le 50 e le 128 specie diverse).
“Ci sono almeno 60 fiori diversi nel nostro fieno” spiega Eve Oberhauser direttrice del Bad Moos di Sesto Pusteria dove il trattamento si svolge in tre fasi e in un clima da favola: ci si immerge per 20 minuti in una tinozza di legno colma d'acqua nella quale é stata diluita una infusione di fieno che è stata fatta bollire in un antico paiolo sul camino.
Mentre il fuoco ancora arde, la pelle ha il tempo di prepararsi: il primo ammollo serve infatti ad aprire i pori. Poi ci si sdraia su un materasso ad acqua (riscaldato) e si viene ricoperti con il fieno di montagna che è proprio quello dei prati di proprietà dell'hotel. Il trattamento finisce con un piacevole riposo nella attigua stube: niente doccia, le virtù delle erbe devono rimanere sulla pelle (il bagno di fieno dura circa 1 ora e costa € 68,00).

La cura per il corpo può continuare con le saune che allo Bad Moos – Dolomites Spa Resort sono davvero speciali per la presenza di un maestro di sauna preparatissimo: Charly. Lui guida alla riscoperta del corpo e dei sensi e spiega come vada fatta una vera sauna.
Nella Panoramic Sauna St. Valentin aperta sul verde dei campi, Charly in realtà danza, facendo sì che i movimenti dell'asciugamano potenzino le vampate di calore rendendole così piacevoli da sembrare paradossalmente una brezza. Ogni tanto arriva anche qualche getto d'acqua gelida e scatta il divertimento mentre il maestro di sauna dosa le sue essenze: pino mugo, abete rosso, lavanda, rosmarino...

Nelle sue performance, che non sono mai spettacolo fine a se stesso, ma un'antica danza “al vapore” mirata, in modo tale che il cliente ne possa prendere il beneficio a piene mani, alterna anche degustazioni leggere di frutta e a volte un flut di bollicine con lo speck (prima di affermarsi come maestro di sauna Charly è stato sommelier). Tra una doccia fredda e un bagno gelato, che si alternano alle infusioni di vapore, anche memorabili poesie lette da altrettante memorabili voci come “L’unica via” recitata da Arnoldo Foà o “La via giusta” recitata da Nando Gazzolo.

Ascoltare e meditare in sauna queste parole - mentre il corpo gocciola e si libera delle tossine - è una esperienza nell'esperienza che diventa indimenticabile quando il maestro di sauna dà a tutti l'ordine di seguirlo: a piedi nudi, avvolti nell'asciugamano, si cammina nel prato. Il freddo non deve spaventare, anzi dopo il calore della sauna, il contrasto che si crea con la temperatura dell’esterno è benefico e consigliato.
Si costeggia la fitta boscaglia di larici per giungere a piedi nudi – ora sull'erba e ora sui sassi – all'antica chiesetta di San Valentino dove sgorga la sorgente sulfurea nota fin dal 1750 ai valligiani. Ce n'erano tre, ma è rimasta solo questa e lo Bad Moos – Dolomites Spa Resort ha ricevuto da Madre Natura il grande privilegio di poterla destinare ai clienti dell'hotel.
Durante la passeggiata si arriva ad una fontana di acqua gelata dove si immergono le gambe, le braccia, ci si bagna il viso e il collo.

< lo chef Leo Peintner (foto C.Perer)


Dopo tre ore di rilassamento profondo con due cicli di sauna e una passeggiata (la vera sauna chiede tempo e pazienza) si torna in hotel per la cucina dello chef Leo Peintner che da qualche anno governa una brigata di cuochi molto snella e valida ed ha una soddisfazione in più: cucinare anche per il Presidente emerito Umberto Napolitano e la moglie Clio. Anche quest'anno l'ex-capo dello stato ha scelto di tormare nella tranquillità dei boschi di Sesto, la vallata che si estende ai piedi del Passo Monte Croce Comelico. Lo staff dell'hotel garantisce da sempre assoluta riservatezza all'ex-Capo dello stato che mangia molto leggero, possibilmente in bianco, fa uno strappo solo per l'anatra al forno. Gli tiene compagnia il senatore Emanuele Macaluso: lui al Bad Moos... ci va da trent'anni.
(agosto 2016)



> La storia dei bagni di Bad Moos inizia nel 1765


Info: Bad Moos – Dolomites Spa Resort
via Val Fiscalina 27, Sesto Moso (BZ)
tel. 0474.713100 www.badmoos.it
info@badmoos.it

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