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Berlusconi ai servizi: la notizia č un'altra

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Travolti dal ridicolo

"Berlusconi ai servizi" ora che ha firmato il provvedimento, prepariamoci alle dirette del suo ingresso alla casa di cura dove verrà rieducato. Eppure si tratta di una non-notizia perchè il caso vuole che lui sia il condannato più libero di tutti i tempi. Ma la sentenza continua a dominare le prime pagine, le aperture dei tg,  il dibattito radiofonico, i talk show e tutte le manifestazioni più evidenti del circo dell'informazione.

Tutto questo mentre ci sono morti e feriti in Ucraina, sprofondata dentro una situazione incadescente che unita a quella della Siria e alle possibilità di intervento su quei fronti di Russia e Usa, rischia di far scoppiare la terza guerra mondiale.

Una non notizia si è detto, tuttalpiù uno spunto per un approfondimento. Sì perchè - detta in tre righe e poche battute la notizia della decisione dei giudici-  la "vera" notizia era questa, e così avrebbe dovuto essere: "E' ufficiale: da oggi conviene evadere". Con la variante: "Nessun vantaggio ad essere onesti". E la possibilità di scrivere anche "Se questa è legge" o "Se questa è Giustizia".

E si sarebbe dovuto scrivere che questa pena minima farà probabilmente giurisprudenza: si dà il caso che al netto degli impegni carcerari si tratta di poco più di sette giorni di pena per una frode accertata milionaria. E quanti hanno  procedimenti analoghi avranno di che gonfiare la grancassa dei loro avvocati.

Berlusconi farà politica, manderà messaggi, non è stato affatto privato dei suoi privilegi. Non si morderà la lingua per non irritare i giudici e se lo farà preparatevi ad altre paginate e polemiche infinite.
Può brindare l'ex-cavaliere, ex-premier. Gioisce e brinda il suo partito.

Si lamentano invece gli anziani dell'ospizio travolti da tanta insana sentenza. Questo paese non cambia perchè nessuna delle sue istituzioni è cambiata davvero: nemmeno la giustizia. Che non è giusta. E si riduce a darne la prova provata proprio a lui: l'imputato che ha sempre detto della in-giustizia italiana e ora parla di sentenza mostruosa.

La notizia è che è stata davvero accertata la non sussistenza di giustizia nel territorio italiano, la notizia  è la totale mancanza di rispetto (persino dei giudici) per quanti sono persino detenuti in attesa di giudizio, o per lo stato delle carceri italiane.

In un paese che legifera a suon di sentenze, che blocca anche i tentativi di giustizia a suon di ricorsi ai vari Tar sparsi lungo il paese, questa notizia è la prova provata che siamo davvero un paese ridicolo, il teatro ideale per ogni operetta che aspiri ad essere tale. Tant'è vero che nonostante tutto l'ex-cavaliere con Renzi si incontra a definire le riforme mentre bravi ed ossequiosi giornalisti Rai ce ne hanno dato ampio resoconto senza che uno - uno di loro! - trovi ridicolo raccontare la ridicola storia di un premier che decide la ricostruzione di uno stato con un condannato.

E se il circo mediatico dà gran voce a tutto questo, nulla è se non la cornice del quadro: un'opera di infimo livello. Perchè questa pena è simbolica, ridicola. E non ci fanno una bella figura i giudizi strapagati che l'hanno emessa. I quali sembrano persino dar ragione a Berlusconi: quando parla male di loro.

Corona Perer 24 aprile 2014

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