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Sponda Sud. Nuove prospettive per il Mediterraneo

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Forum a Trento

Si è conclusa la prima sessione del Forum “Sponda Sud. Nuove prospettive per il Mediterraneo” che si è tenuta a Trento presso il Palazzo della Regione e promossa dall’associazione Rondine Cittadella della Pace in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento.

Un focus sulla situazione mediterranea che ha ripercorso i momenti focali della transizione dell’area a partire dalle Primavere Arabe fino ad un’analisi della situazione attuale con uno sguardo verso le sfide future, affrontato da un ricco panel di relatori del mondo politico diplomatico e della cultura, nazionale e internazionale. Una riflessione che ha visto riconfermare, sotto i diversi punti di vista, il ruolo centrale dei giovani e la necessità di investire su di loro per poter portare avanti il processo democratico e lo sviluppo dell’area mediterranea.  
E proprio sui giovani punta il progetto triennale “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo” promosso da Rondine, in collaborazione anche con il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento e di cui l’iniziativa vuol essere la chiusura ufficiale. Un percorso articolato in programmi formativi residenziali realizzati nel 2012, 2013 e 2014, che ha coinvolto quasi cento giovani in un percorso formativo mirato al fornire alle giovani generazioni dell’area mediterranea gli strumenti per affrontare i profondi cambiamenti in corso nella Sponda Sud, favorendo la maturazione di una coscienza critica e consapevole e l’impegno per lo sviluppo di una società democratica.

 Oltre al ruolo dei giovani quello dell’Europa come è emerso più volte dagli interventi a partire da quello di Pier Ferdinando Casini, Presidente Commissione Affari Esteri del Senato: “Dobbiamo prendere coscienza di avere un nemico comune che vuole destabilizzare tutti, a partire dalla nostra normalità – afferma Casini -  I nemici sono due, oltre il terrorismo ci sono i nazismi e il populismo che agisce su persone legittimamente spaventate, che noi dobbiamo cercare di capire”.

Gala Ivkovic, giovane bosniaca dello Studentato Internazionale di Rondine, ha quindi portato la sua testimonianza del percorso svolto alla Cittadella della Pace di Arezzo dove convivono per due anni ragazzi provenienti da luoghi di conflitto di tutto il mondo e sperimentano l’incontro con l’altro, il confronto con le diverse culture e con il proprio nemico, imparando a superare i pregiudizi e accettando in confronto. Il suo intervento ha inoltre affrontato il tema del capitale sociale al centro della sua tesi di laurea, sottolineando la necessità della coesione sociale nello sviluppo delle società democratiche. “I ponti tra persone  - afferma la studentessa - portano alla fiducia e al coinvolgimento attivo delle nostre società. Magari non vedremo noi i frutti ma di sicuro saranno raccolti dalle future generazioni. Potranno togliere tutti  i fiori ma non potranno mai fermare la Primavera”.

C'era anche Imen Ben Mohamed, membro del Parlamento Tunisino che ha parlato del caso tunisino: “Ci sono minacce terroristiche molto forti che minano la stabilità della regione e quindi anche della Tunisia. Nonostante questo l’esempio della Primavere arabe va avanti a passi veloci. La Tunisia ha completato la transizione con una costituzione considerata la più democratica del mondo arabo. Oggi ci concentriamo sul raggiungimento anche della stabilità economica. La composizione della società omogenea ha favorito l’unità nazionale dopo tutte le crisi politiche. Inoltre lo Stato è formato da Istituzioni stabili, Il ruolo dell’esercito ha inoltre favorito la stabilità in un processo di rivoluzione mantenendo un ruolo neutro e non dentro alle dinamiche politiche. Inoltre il pluralismo garantito da una cultura del dialogo che ci ha permesso di non affondare nella frammentazione. La Tunisia è una candela che ancora illumina il Mediterraneo.  Io sono ottimista anche se stiamo attraversando un processo duro di transizione perchè solo così potremo arrivare al consolidamento della democrazia”.

“Rondine ha creato un capitale universale, preparando questi ragazzi a una cultura nuova, fornendo strumenti pratici che li aiuteranno a diventare la classe dirigente del loro Paesi” ha detto Daniele Pancheri, Consigliere politico, Segretariato Generale dell’OSCE che presentando l’attività dell’organizzazione ha sottolineato la condivisione della visione di Rondine. “Anche noi lavoriamo per il dialogo e condividiamo questa visione. Non solo guardando alla diplomazia e alla politica ma anche sul piano concreto, su due linee: sulla cooperazione euro-mediterranea e sui giovani.

L’Europa nel 1848 ha avuto la sua primavera dei popoli, dai risultati immediati effimeri ma tappa essenziale nel processo democratico. L’analogia è importante per non farsi sopraffare dei pessimisti che aleggiano circa gli esiti delle primavere. Serve un nuovo concetto strategico di Europa. Dobbiamo passare dall’idea da rapporti di parternariato a un coinvolgimento paritario anche in termini di assunzione di responsabilità.

La prospettiva di futuro per questi giovani è fondamentale. L’unione europea ha stanziato 10 miliardi che saranno assegnati sul concetto della condivisione di responsabilità e a mio avviso dovranno guardare soprattutto alle donne e ai giovani, favorendo la formazione di lungo periodi e non promozionale.

 “Da sempre il Trentino ha svolto funzione di cerniera con la cultura mittel europea e mediterranea vissuta come opportunità e questa iniziativa è appieno dentro questa prospettiva” ha detto il governatore Ugo Rossi.

Il Presidente di Rondine Franco Vaccari gli ha fatto eco: “Noi siamo piccoli ma abbiamo avuto un’idea grande che aveva l’intenzione di abbattere i confini a partire dal modello trentino. Il Trentino ci ha permesso di far conoscere alla futura classe dirigente del Mediterraneo un modello vincente di cui possono avvalersi per costruire una nuova società democratica e inclusiva. Questi ragazzi sono una caparra umana che chiede una cintura che custodisca questo primo passo, e noi abbiamo il dovere di accompagnarli perché possano davvero diventare la classe dirigente del Mediterraneo”.

Oltre a ribadire la natura del progetto Sponda Sud e l’essenziale collaborazione con il Trentino Vaccari ha presentato il volume “Voci dalle Sponde del Mediterraneo. Dialogo tra società” comprendente i principali contributi delle varie conferenze internazionali che si sono svolte durante gli anni del progetto.
aprile 2016 - www.giornalesentire.it


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