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Salute

Betlemme: solidarietà internazionale per il Caritas Baby Hospital

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60 anni dalla fondazione

La solidarietà può superare ogni ostacolo e donare salute e pace a chi più ne ha bisogno. Mai così tanti bambini sono stati curati al Caritas Baby Hospital nei 60 anni di vita dell'ospedale.
Grazie alla generosità dei donatori l'anno scorso l'Italia ha contribuito a portare salute, ma anche la Svizzera dove si è festeggiata una  particolare ricorrenza: quella dei 50 anni della colletta natalizia, organizzata dai Vescovi e destinata ad Aiuto Bambini Betlemme. Poco meno di un quarto delle entrate dell’Associazione arriva da questa raccolta. Fra tutti i Paesi, il ricavato ha raggiunto i 10,9 milioni di franchi (9 milioni di euro).

La relazione del bilancio di esercizio è disponibile a questo link  > clicca qui

Come sempre al centro dell'operato, il Caritas Baby Hospital di Betlemme  ci sono bambini, madri e famiglie, alle quali non viene chiesta  né la nazionalità, nè la religione. C'è la salute, il soccorso. Il Caritas Baby Hospital è il più importante ospedale pediatrico di Betlemme, l’unico che ospita le madri dei piccoli malati e offre loro una formazione per curare i figli. Le sue porte sono aperte ogni giorno, senza interruzione dal 1952, per bambini ammalati e per le madri, indipendentemente dalla loro religione e dalla loro estrazione sociale.

Il Caritas Baby Hospital e tutte le sue attività si sostengono esclusivamente attraverso le donazioni di privati, parrocchie ed associazioni; non gode di alcun finanziamento governativo. Oggi il CBH può contare su 82 letti per i pazienti, nei quali passano circa 4mila bambini all’anno, e da poliambulatori specialistici nei quali si visitano oltre 35mila bambini ogni anno.

Da qualche tempo c'è un servizio in più: la nuova play room. Colori vivaci, giochi per i bambini, computer e piccoli banchi per disegnare e leggere: la nuova sala giochi del Caritas Baby Hospital di Betlemme è realtà. La struttura, realizzata grazie alle donazioni raccolte dall’associazione Aiuto Bambini Betlemme e da altre onlus italiane, è stata inaugurata giovedì alla presenza di suor Maritilde Zenere superiora generale delle Elisabettine, del vicepresidente di Aiuto Bambini Betlemme Emilio Benato, del direttore della Caritas di Verona mons. Giuliano Ceschi e di una quarantina di volontari partiti dal Veneto, dalla Toscana e da varie regioni d’Italia.

Complessivamente la nuova play room dell’ospedale pediatrico è grande 285 metri quadrati e può ospitare, contemporaneamente, oltre una trentina di bambini; è stata arredata in modo da essere utilizzata come sala giochi e come aula formativa con computer, piccoli banchi, scaffali per i libri e giochi adatti ai piccoli ricoverati dell’ospedale pediatrico di Betlemme.

“Questa nuova sala giochi – spiega Luigi Vassanelli, presidente di Aiuto Bambini Betlemme – è il frutto dell’impegno di tanti volontari sparsi in tutta Italia che, in questi anni, si sono dati da fare per sostenere le attività dell’ospedale pediatrico e per finanziare questo progetto in particolare”.

Un ruolo fondamentale nella gestione del Caritas Baby Hospital lo svolgono le suore Elisabettine che da anni sono impegnate nell’assistenza dei bambini malati e nella formazione del personale infermieristico dell’ospedale. Da una loro intuizione nasce questa nuova sala giochi.

“L’idea era quella di creare un ambiente dedicato alle attività ludiche e formative dei bambini - spiega suor Donatella Lessio. "Una sala tutta per loro dove giocare a perdifiato, imparare cose nuove e soprattutto dimenticare il dolore di un corpo che soffre. La “play therapy”, la “terapia del gioco” ha proprio questo scopo: spostare l’attenzione del bambino sui giocattoli, sui fogli da colorare, sulle costruzioni rendendogli la giornata più accettabile e soprattutto attivare quelle reazioni chimiche del corpo che aiutano a guarire”.

La nuova sala giochi si trova nella parte est dell’ospedale: l’accesso avviene attraverso il corridoio delle due sezioni pediatriche. È dotata di una terrazza esterna chiusa, dove i bambini posso uscire e giocare in sicurezza. “Attorno c’è anche un bel appezzamento di terra con ulivi dove vorremmo iniziare un percorso di care-therapy, la terapia che consiste nel dare la responsabilità ad ogni bambino di prendersi cura di una piantina, di un fiore o di un ortaggio, di cui cominciare a sentirsi responsabile”. La nuova area del Caritas Baby Hospital, tuttavia, non funzionerà solo come sala giochi, ma sarà anche un luogo educativo per i ricoverati in età scolare. L’obiettivo è quello di poter contare su una maestra per aiutare i bambini a non perdere troppe lezioni di scuola. “Chiederemo al governo palestinese – conferma suor Lucia – di metterci a disposizione un’insegnante che aiuti i bambini ricoverati a rimanere al passo, per quanto possibile, con le lezioni”.

E ricordiamolo: l'ospedale vive di donazioni. Per chi vuole donare... basta cliccare qui

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