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Salute

Betlemme: solidarietà internazionale per il Caritas Baby Hospital

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60 anni dalla fondazione

La solidarietà può superare ogni ostacolo e donare salute e pace a chi più ne ha bisogno. Mai così tanti bambini sono stati curati al Caritas Baby Hospital nei 60 anni di vita dell'ospedale.
Il 2014 è stato un anno di enorme impegno e dedizione da parte del personale ospedaliero e dei sostenitori italiani. Grazie alla generosità dei donatori l'anno scorso l'Italia ha contribuito a portare salute, ma anche la Svizzera dove si è festeggiata una  particolare ricorrenza: quella dei 50 anni della colletta natalizia, organizzata dai Vescovi e destinata ad Aiuto Bambini Betlemme. Poco meno di un quarto delle entrate dell’Associazione arriva da questa raccolta. Fra tutti i Paesi, il ricavato ha raggiunto i 10,9 milioni di franchi (9 milioni di euro).

La relazione del bilancio di esercizio è disponibile a questo link  > clicca qui

Come sempre al centro dell'operato, il Caritas Baby Hospital di Betlemme  ci sono bambini, madri e famiglie, alle quali non viene chiesta  né la nazionalità, nè la religione. C'è la salute, il soccorso. Il Caritas Baby Hospital è il più importante ospedale pediatrico di Betlemme, l’unico che ospita le madri dei piccoli malati e offre loro una formazione per curare i figli. Le sue porte sono aperte ogni giorno, senza interruzione dal 1952, per bambini ammalati e per le madri, indipendentemente dalla loro religione e dalla loro estrazione sociale.

Il Caritas Baby Hospital e tutte le sue attività si sostengono esclusivamente attraverso le donazioni di privati, parrocchie ed associazioni; non gode di alcun finanziamento governativo. Oggi il CBH può contare su 82 letti per i pazienti, nei quali passano circa 4mila bambini all’anno, e da poliambulatori specialistici nei quali si visitano oltre 35mila bambini ogni anno.

Da qualche tempo c'è un servizio in più: la nuova play room. Colori vivaci, giochi per i bambini, computer e piccoli banchi per disegnare e leggere: la nuova sala giochi del Caritas Baby Hospital di Betlemme è realtà. La struttura, realizzata grazie alle donazioni raccolte dall’associazione Aiuto Bambini Betlemme e da altre onlus italiane, è stata inaugurata giovedì alla presenza di suor Maritilde Zenere superiora generale delle Elisabettine, del vicepresidente di Aiuto Bambini Betlemme Emilio Benato, del direttore della Caritas di Verona mons. Giuliano Ceschi e di una quarantina di volontari partiti dal Veneto, dalla Toscana e da varie regioni d’Italia.

Complessivamente la nuova play room dell’ospedale pediatrico è grande 285 metri quadrati e può ospitare, contemporaneamente, oltre una trentina di bambini; è stata arredata in modo da essere utilizzata come sala giochi e come aula formativa con computer, piccoli banchi, scaffali per i libri e giochi adatti ai piccoli ricoverati dell’ospedale pediatrico di Betlemme.

“Questa nuova sala giochi – spiega Luigi Vassanelli, presidente di Aiuto Bambini Betlemme – è il frutto dell’impegno di tanti volontari sparsi in tutta Italia che, in questi anni, si sono dati da fare per sostenere le attività dell’ospedale pediatrico e per finanziare questo progetto in particolare”.

Un ruolo fondamentale nella gestione del Caritas Baby Hospital lo svolgono le suore Elisabettine che da anni sono impegnate nell’assistenza dei bambini malati e nella formazione del personale infermieristico dell’ospedale. Da una loro intuizione nasce questa nuova sala giochi.

“L’idea era quella di creare un ambiente dedicato alle attività ludiche e formative dei bambini - spiega suor Donatella Lessio. "Una sala tutta per loro dove giocare a perdifiato, imparare cose nuove e soprattutto dimenticare il dolore di un corpo che soffre. La “play therapy”, la “terapia del gioco” ha proprio questo scopo: spostare l’attenzione del bambino sui giocattoli, sui fogli da colorare, sulle costruzioni rendendogli la giornata più accettabile e soprattutto attivare quelle reazioni chimiche del corpo che aiutano a guarire”.

La nuova sala giochi si trova nella parte est dell’ospedale: l’accesso avviene attraverso il corridoio delle due sezioni pediatriche. È dotata di una terrazza esterna chiusa, dove i bambini posso uscire e giocare in sicurezza. “Attorno c’è anche un bel appezzamento di terra con ulivi dove vorremmo iniziare un percorso di care-therapy, la terapia che consiste nel dare la responsabilità ad ogni bambino di prendersi cura di una piantina, di un fiore o di un ortaggio, di cui cominciare a sentirsi responsabile”. La nuova area del Caritas Baby Hospital, tuttavia, non funzionerà solo come sala giochi, ma sarà anche un luogo educativo per i ricoverati in età scolare. L’obiettivo è quello di poter contare su una maestra per aiutare i bambini a non perdere troppe lezioni di scuola. “Chiederemo al governo palestinese – conferma suor Lucia – di metterci a disposizione un’insegnante che aiuti i bambini ricoverati a rimanere al passo, per quanto possibile, con le lezioni”.

E ricordiamolo: l'ospedale vive di donazioni. Per chi vuole donare... basta cliccare qui

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