Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Scatti d'autore

Carlo & Gios Bernardi: padre e figlio in arte

Carlo & Gios Bernardi: padre e figlio in arteFMR_0605.jpegFMR_0563.jpegFMR_06001.jpeg
a Trento, Studio Rensi

Trento 17 ottobre 2015 - “Le fotografie di Gios Bernardi, che ha vissuto nella professione, nella scienza, nell’impegno civile tutte le pienezze, le durezze e le contraddizioni del Novecento, vengono accostate, in questa rassegna ai dipinti del padre Carlo, un grande, originale pittore, sensibilissimo a tutte le tensioni spirituali e ai tormenti dell’Ottocento.

L’accostamento va però oltre il ricordo filiale e mostra, piuttosto, quanta influenza dei dipinti paterni si trovi, pur indirettamente, nella fotografia di Gios: per la ricerca di semplificazione delle immagini, innanzitutto, per l’assenza di ogni manierismo, per la rarefazione della luce ricercata fin quasi a diventare introspezione e raggiungere in una trasparenza, o in un’ombra, l’essenza della vita”.

Sono parole di Franco De Battaglia nella sua prefazione al catalogo della mostra “Carlo e Gios Bernardi. Dialogo fra padre e figlio attraverso l’arte” (a cura di Massimo Parolini e Claudio Rensi)  allo studio Rensi di via Marchetti a Trento.

Se Gios Bernardi fotografa la cronaca di una emigrazione, di chi lascia la casa, i paesi, gli affetti, e la trasforma in un destino universale, che riguarda non solo  gli attori, i protagonisti della fotografia ‘allora’, ma le comparse di oggi, gli osservatori della fotografia ‘ora’ (come scrive ancora De Battaglia), il padre Carlo Bernardi, docente per molti anni di disegno e storia dell’arte negli istituti superiori, coltivò la pittura come atto intimista e solitario, lontano da sindacati artistici e associazioni, evitando ogni  attività espositiva, coltivando con coerenza la necessità assoluta della pittura, con qualche incursione nella scultura lignea.

Allievo di Camillo Bernardi, possiamo individuare in lui un certo influsso della scuola di Monaco (in particolare nella ritrattistica), di certa pittura impressionista e, in seguito,  post-impressionista capesarina (soprattutto nei paesaggi). Una ricerca che si indirizza col passare degli anni verso la scomposizione della forma tramite colori-luce, mutuando la lezione del divisionismo tonale di Luigi Bonazza (formatosi alla secessione viennese). 

Una vocazione divisionista che muta nei decenni, passando da lunghe e luminose spatolate di colore a brevi tratti a piccole tessere quadrate a mosaico , per giungere, verso la fine degli anni ’40 ad una pennellata più rotondeggiante, a macchia. La pittura si fa via più scabra ed essenziale, lasciando trasparire talora il fondo del sostrato (spesso cartone o masonite), nella dimensione del paesaggio non-finito. 

Carlo Bernardi partecipa al paesaggio trentino con spirito contemplativo, scomponendo  le vedute con una tassellatura di matrice cézanniana materica di tinte perlopiù pastello organizzate nelle gradazioni dei giallini, dei verdi, degli azzurrini, dei malva. Alcuni dipinti lasciano emergere l’evanescenza di un lacerto di affresco dove le pause delle tinte più diafane donano respiro all’ordito cromatico dei tasselli.

I paesaggi di Bernardi sono prevalentemente la collina di Trento, la Valsugana (Pergine, col suo castello, Caldonazzo, col suo lago, Tenna, la Val dei Mocheni), il pinetano (Bedollo, il lago di Piazze, Baselga), la Val di Sole. Spesso, come Cézanne col suo monte di Sainte Victoire, egli riproduce più volte, magari in stagioni diverse, lo stesso angolo di paesaggio, dalla stessa angolatura, ricercando nuove emozioni a colloquio con forme e luce.

La mostra su Carlo e Gios Bernardi fa seguito alle mostre “Paesaggi nell’arte trentina” e “I segni del sacro” dedicate dallo studio Rensi e da Massimo Parolini alla creatività dei migliori artisti che hanno operato e operano nella terra trentina, in un periodo storico nel quale, dopo la chiusura delle principali gallerie d’arte private di Trento e Rovereto che si occupavano di artisti del territorio (soprattutto Il Castello di Gualazzi a Trento e la Galleria Dusatti di Rovereto), è particolarmente urgente dare visibilità  alla migliore creatività artistica del Novecento trentino. 

(testo a cura di Massimo Parolini)






> Gios Bernardi, medico-fotografo
 

Scatti d'autore

Scatti d'autore

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif banner_hotel.jpg