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Teatro e carcere nel segno di Ulisse

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Angela Pagani

Sperimentazione teatrale al carcere di Trento: un laboratorio di teatro, musica e arte che da marzo a giugno ha coinvolto una ventina di detenuti della Casa Circondariale di Trento, è sfociato in uno spettacolo teatrale ispirato al libro quinto dell’Odissea.

L'iniziativa ha permesso un piccolo miracolo tra storia e contemporaneità: le storie di Fari, Aziz, Zidi, Said, Maher, Bilal, Jawad, Issam, Dahbi, Mahdi, Diop, Angelo, Mokdad, Adem, Ghanmi e Simone  si sono intrecciate con quelle di Ulisse. E dietro la zattera, il viaggio, il ritorno tante metafore di vite che possono perdersi ma anche ricominciare.

Ne è venuto un testo teatrale originale che, con musica, canti e danza, andato in scena nel 2013 nel teatro della Casa Circondariale.

Gli attori si sono calati nella storia di Ulisse che lascia la ninfa Calipso e riprende il mare a bordo di una zattera per tornare finalmente a casa. Dopo un viaggio tranquillo di alcuni giorni lo vede il suo nemico Poseidone, che scatena una tempesta. L’eroe omerico naufraga, ma una dea gli offre un velo che lo salva.

Aiutati nel loro lavoro da Amedeo Savoia (drammaturgia e regia), da Nicola Straffelini (musica), da Emilio Picone (scenografia), da Francesco Rubino (documentazione) e da Luigi Sansoni (assistenza tecnica) hanno portato a termine il loro laboratorio che ha coinvolto oltre cinquecento studenti delle scuole superiori d...


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