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Arte e cultura

Franco Marzatico, saluto ufficiale

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di Corona Perer

Trento 30 maggio 2014 - E' apparso emozionato e preoccupato solo di una cosa: che si finisse prima possibile, prima  cioè che troppe parole benevole lo celebrassero. Perchè lo stile dell'uomo è sempre stato proprio questo: rimanere sotto le righe come gli ha dato atto il professor Giandomenico Romanelli, presidente del comitato scientifico del Buonconsiglio, già presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia intervenuto con l'assessore alla cultura del Comune di Trento, Stefano Robol, all'incontro di commiato con la stampa trentina che ha raccontato il castello in questi anni così importanti e vivaci per produzione culturale.

"Eccomi qui. è come se fosse l'ultimo giorno di scuola" ha esordito sorridente Franco Marzatico che ha dunque salutato la stampa ufficialmente, presentando la sua ultima creatura:  la mostra sul pittore ferrarese rinascimentale Dosso Dossi (che sarà inaugurata a luglio) e 20-anni-20 di lavoro in sella al monumento che più di tutti rappresenta l'identità trentina.

Lo lascia con numeri da capogiro: sotto la sua direzione sono passati quasi 4 milioni di visitatori, 59 mostre, una delle quali ("Egitto mai visto") ha prodotto da sola 180.000 visitatori. Il castello in questi anni ha ospitato 145 convegni e 957 serate ad evento, richiamando 126 mila studenti, riorganizzando le collezioni e le sezioni (4 quelle nuove inaugurate in questo ventennio: Egizia, Lapidario, Archeologia e Scultura Lignea), riallestendo castelli (si pensi al lavoro compiuto a castel Beseno) ed ereditando la gestione anche del rinato Castel Thun al termine di un lunghissimo restauro conservativo. Sono ben 88 i cataloghi e le pubblicazioni scientifiche che han visto la luce sotto la sua direzione.

Ma, più che lustrare stellette e numeri del report consegnato alla stampa (sui quali ha elegantemente glissato), l'ormai ex-direttore del Buonconsiglio ha simpaticamente ricordato anche le pagine più curiose del castello come le 155 proteste di cui fu involontario protagonista. Nel 2001 un gruppo di persone si confuse tra il pubblico per autoflagellarsi dinanzi ad un quadro del Concilio per i mali compiuti della Chiesa.

Nel 2012 furono invece gli animalisti a protrestare contro l'ipotesi di una falconeria a Castel Thun e nello stesso anno estremisti di destra di Casa Pound tentarono di issare bandiere sul bastione sud del maniero cittadino.

"Devo dire che ci sono stati episodi anche molto divertenti" ha ricordato con una battuta Marzatico che nei 155 episodi annovera anche le proteste per la mancanza di ascensori per i diversamente abili, dentro una struttura così antica e preziosa che non può certo stravolgere le sue ripide scalinate per far posto ai montacarichi e che ha sempre dovuto fare i conti sia con la valorizzazione del bene, sia con la sua tutela. In 7300 giorni di gestione, 155 proteste sono...nulla, per una direzione che ha saputo destreggiarsi in tempi di vacche grasse e, in quelli recenti, di assoluta magrezza.

"Certo la promozione è la Cenerentola di questi anni, abbiamo dovuto fare drastici tagli nostro malgrado alla pubblicità - ha aggiunto Marzatico - questo ci ha limitati nelle potenzialità ma non penalizzati". Infatti il Castello è cresciuto, è amato e Marzatico lo lascia in ordine ma con i motori accesi e  una mostra imminente (a cura di Vincenzo Farinella,  Lia Camerlengo e Francesca de Gramatica) che porta a Trento capolavori degli Uffizi e della galleria Borghese, opere di Tiziano, Giorgione, Raffaello e di casa Buonarroti.

Due aspetti questi che sono stati evidenziati dal Presidente del Comitato Scientifico Romanelli il quale ha elogiato il lavoro di Marzatico proprio per quella sua capacità di aver sempre tenuto la massima attenzione su tre direttrici fondamentali: valorizzazione, tutela e gestione.

"Farò di tutto per farlo sapere al Ministro Fraceschini che qui ci sono in nuce, ma già tradotte in prassi, quelle indicazioni della riforma che il patrimonio dei Beni Culturali attende da tanto tempo in Italia. Certo il Trentino ha potuto farlo grazie alla sua autonomia , ma ciò è accaduto anche grazie a una direzione atipica, insolita, trasversale, attenta a recepire stimoli e a lavorare sempre in costante relazione con il territorio. Marzatico è una figura di direttore rara che ha inaugurato una nuova gestione del patrimonio culturale, sempre attento alla sua ricaduta economica, ma anche sempre dentro un patto etico che coniuga le ragioni dell'economia con quelle della tutela" ha detto Romanelli che ha così definito la propria esperienza di collaborazione con il Castello con queste parole: "Per me che venivo da Palazzo Ducale, mai mi son sentito in periferia, ma piuttosto in una capitale unica. Ho assistito ad un grande viaggio nel tempo e nello spazio. Spero che tutto ciò prosegua".

E Marzatico ha liquidato il suo lavoro e i suoi anni dentro il Palazzo Magno, con una battuta. "Mai mi son sentito un uomo solo al comando, perchè i direttori sono meteore: passano". Una lezione di stile, non c'è che dire che. Per i tempi che corrono...rarissima.

 

> L'intervista a Franco Marzatico - di Corona Perer
> Il Castello del Buonconsiglio su GIORNALE SENTIRE
> Le collaborazioni importanti: Franco Cardini
< foto e testi: C.Perer (riproduzione vietata)
 

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