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Arte e cultura

''La guerra che verrā non č la prima''

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La mostra del Centenario

"La guerra che verrà/non è la prima./Prima ci sono state altre guerre./Alla fine dell’ultima/c’erano vincitori e vinti./Fra i vinti la povera gente/ faceva la fame. Fra i vincitori/ faceva la fame la povera gente/ egualmente" sono i versi di una celebre poesia di Bertolt Brecht e si articola in una serie di capitoli, che coinvolgerà numerosi artisti e presenterà opere e documenti d’archivio che vogliono fornire una visione trasversale.

Dunque un racconto sulla guerra e della guerra. Esteticamente il Mart (che al suo ingresso è sorvolato sotto la cupola da un esemplare storico degli aerei da guerra del primo conflitto mondiale) è come "sporcato".

Ovunque sui muri, nei corridoi, lungo le scale appaiono scritti a mano pezzi tratti dal diario di Erique Maria Remarque. E' la mano dello scrittore Marcello Fois ad aver segnato il Mart che in questo mdo sembra dire "la guerra sporca l'uomo, sporca il mondo".

L'allestimento sorvola epoche e mondi con cortocircuiti fra “documenti” e “monumenti”, immagini e opere e dice come tutte le guerre siano uguali e, allo stesso tempo, come ogni guerra sia diversa. In mostra molte opere di artisti che hanno vissuto il dramma della Prima Guerra  tra cui Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini, Fortunato Depero, Umberto Boccioni, Max Beckmann, Mario Sironi...


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