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Ambiente

Gufo recuperato nel palazzo della Provincia

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a Bolzano

(Bolzano 3-3-2015) - Storie di animali e di smarrimento. Insolito intervento questa mattina dei volontari del "Centro recupero avifauna" di Bolzano: hanno recuperato un esemplare di gufo che nel corso della notte era rimasto bloccato nel cortile interno del palazzo provinciale 2 in piazza Magnago. Il gufo reale rimasto bloccato ai piani alti del Palazzo provinciale 2 a Bolzano
L'animale, un gufo reale maschio (bubo bubo), è stato notato di prima mattina da un impiegato ai piani alti del palazzo provinciale 2 di fronte alla stazione ferroviaria di Bolzano, dove probabilmente era finito nel corso della notte: la copertura in vetro dell'edificio non ha permesso all'esemplare di riacquistare la libertà, aumentando ovviamente la sua confusione.
Sono stati allertati i volontari del "Centro recupero avifauna" di Bolzano che attraverso una finestra aperta sono riusciti a catturare e a salvare il gufo. "A parte lo spavento, l'animale sta bene, ora sarà visitato da un veterinario e curato prima di essere rimesso in libertà", ha spiegato il volontario Francesco Viglia dopo l'operazione di recupero. Secondo l'esperto, i gufi sono attirati nella zona di Bolzano e dintorni in quanto durante la notte questa area diventa la loro riserva di caccia. Il gufo reale è la specie di gufo più grande, con un'apertura alare da 1,60 fino a 2 metri e un'altezza che varia negli adulti dai 65 agli 80 centimetri.


E' UNA SOLA LA LINCE TRENTINA
18 novembre 2014 -  L'unico esemplare di lince certamente presente in provincia di Trento a partire dal 2008, il maschio denominato B132, proviene dalla piccola popolazione svizzera del Canton San Gallo. L'ultima cattura in ordine di tempo (la terza) per sostituire il radiocollare è stata nel febbraio 2012. La lince ha trascorso tutto l'anno fra la Val Daone e le Giudicarie, fino ai confini con la provincia di Brescia, è rimasta dunque nella nuova area che aveva raggiunto nel corso del 2012.


CERVO DISORIENTATO IN AUTOSTRADA
14 agosto 2014 - E' di 4 feriti, di cui uno molto grave, il bilancio di un incidente avvenuto la scorsa notte sulla carreggiata sud dell'Autostrada del Brennero, ad un km dal casello di Affi, in cui sono rimaste coinvolte sei auto, di cui due uscite di strada per evitare l'impatto con un cervo. Un terzo mezzo che le precedeva ha centrato l'animale ma gli occupanti sono rimasti illesi. Una donna tedesca di Monaco di 43 anni ha riportato traumi molto gravi ed è ora in rianimazione al S.Chiara di Trento.
Sicuramente il cervo, che ha la sua zona elettiva il Parco Nazionale dello Stelvio, era spaventato e disorientato. Si deve ancora stabilire se provenisse da qualche allevamento privato.
La popolazione di cervi nel settore trentino (Val di Sole, zona Parco e aree limitrofe) oscilla tra 2000 e 2700 individui. Complessivamente nel Parco ci sono 10.000 cervi, circa il 20 % della popolazione delle Alpi italiane. La densità media è elevata: circa 23 animali per chilometro quadrato (100 ettari) nel 2008, il dato più alto nella storia del Parco. L'inverno scorso è stato molto nevoso, la mortalità è stata circa 700 cervi nel settore trentino, cosi la popolazione attuale sarebbe di 2000 animali.
L'elevata densità di ungulati è sempre fonte di problemi: i cervi mangiano i germogli, azzerano o riducono fortemente la rinnovazione di larici e abeti rossi su ampie porzioni di bosco. il che ha poi  un impatto negativo su due specie di tetraonidi: gallo cedrone e gallo forcello, che hanno popolazioni stabili o in crescita in alcune aree della Val di Sole.


CAPRIOLI E CAMOSCI, NUMERI VARIABILI
Sono invece molti i caprioli e la densità (frequente in Val di Sole) è fonte di problemi. Il camoscio è invece in riduzione nel settore trentino del Parco (del 40% negli ultimi 15 anni), per cause in parte (non solo) legate alla densità del cervo. L'obiettivo del Piano di Gestione ora è ridurre della metà la popolazione di cervi dentro il parco, in parte con una dislocazione delle femmine e in parte con un programma di abbattimenti, che è già attivo da diversi anni in Alto Adige e da poco è stato deliberato in Lombardia. La consistenza complessiva della popolazione in val di Sole si presume rimarrà invariata il prossimo anno.
Per il quarto anno consecutivo è stato invece possibile documentare invece la presenza del lupo sul territorio provinciale. In particolare sono stati almeno 5 i lupi che hanno gravitato in Trentino e/o in territori immediatamente limitrofi. Se da un lato questo ritorno costituisce un aspetto certamente interessante sotto il profilo biologico, nella direzione della ricostituzione della piramide ecologica dell’ambiente alpino e degli equilibri preda-predatore, dall’altra parte esso porta con se problematiche legate al contenimento ed alla gestione dei danni a carico del bestiame domestico.


IN TRENTINO LO SCIACALLO DORATO
A partire dal 2012 si è registrato un nuovo arrivo faunistico per il Trentino, lo sciacallo dorato: è stato rinvenuto, in Valsugana, un esemplare morto, si trattava di un maschio. Lo sciacallo dorato proviene dall'Europa sud-orientale, la sua diffusione è stata limitata, si ritiene da ragioni climatiche e dalla competizione con il lupo, alle porzioni più aride e steppiche della penisola balcanica. Negli ultimi decenni si è assistito ad un ampliamento del suo areale, che si ritiene sia stato favorito dalla diminuzione della presenza del lupo.

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