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Arte e cultura

Chiara Fumai, Der Hexenhammer

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Ulrike: donna o strega?

(Bolzano,  Corona Perer) - Parole, atti, pensiero che vanno a rompere l'immaginario femminile dell'epoca, sublimato da un rossetto mai troppo sgargiante, che incornicia un sorriso composto, un filo di perle, i capelli di fresca piega, possibilmente biondi, sempre perfetti, tanto borghesi.

Una strega o una donna contro? Presentata come una strega, la terrorista tedesca Ulrike Meinhof è in realtà una donna contro il sistema nella visione di Chiara Fumai che con  Der Hexenhammer allestita nella project Room di Museion ne presenta artisticamente il pensiero e sembra scuotere il visitatore e sussurargli: "cambiare visione e prospettiva è utile, serve, ti fa bene".

Atto artistico o atto politico? Certamente atto artistico. Chiara Fumai (37 anni ma già importanti mostre presso importanti istituzioni come MACRO Testaccio, Fondazione Querini Stampalia, e partecipazioni a dOCUMENTA  e Kassel, nonchè premio Furla alla biennale d'eccellenza per l'arte contemporanea dedicato ai giovani talenti italiani), va vivere la storia della giornalista tedesca approdata alla militanza armata.
Le dà voce e la incastona in un periodo di storia che ebbe il suo caposaldo nel trattato medievale Malleus Maleficarum contro la stregoneria (fu pubblicato da due frati domenicani Kramer & Sprengler nel 1478 e venne tradotto in tedesco con Der Hexenhammer che dà - appunto -  titolo alla mostra).

Con questa proposta si apre la stagione 2015 della Project Room. Si tratta di una specialità della Fumai: andare a rivivere la storia di grandi figure. Le sue performance hanno spesso dato voce a personaggi storici. "La sue ricerche abitano e si manifestano attraverso il corpo dell'artista" spiega Frida Carazzato curatrice della mostra. "Si avvale della parola, come atto violento e detentore di potere, agisce con segni, ama le grandi donne della storia e ci offre la possibilità di un cambio di prospettiva nei confronti del presente e della storia".

Il wall-painting potrebbe essere paragonato ad un unico filo nel quale si dipanano non solo brani riscritti a mano e sottoforma di collage da Chiara Fumai, ma anche l'ìmmagine di due figure femminili in costume cinquecentesco che porgono una donna la particola e sembrano costringerla alla comunione.

“O fai parte del problema o fai parte della soluzione. Non c’è via di mezzo”. Questa era una frase, spesso sulle labbra della nota terrorista tedesca Ulrike Meinhof, la quale amava questa citazione per esortare all'azione e alla presa di posizione. Chiara Fumai estrae le figure  dall'antico trattato magico e pone il tutto in una scena che è allo stesso tempo inquietante e surreale.

Ma attenzione, il messaggio si compone però di un altro medium: la voce e il corpo dell'artista la quale darà vita a performance-live che coinvolgeranno le altre mostre allestite a Museiom. Infatti sono stati programmati otto appuntamenti da gennaio ad aprile in cui Chiara Fumai farà la guida della mostra della sua collega artista, Rossella Biscotti, che è invece allestita al quarto piano di Museion. Ma lo farà da....Ulrike.
Solo in quel momento Der Hexenhammer si sarà completata come performance e pratica artistica, frutto di un lungo lavoro di rilettura del pensiero dell'intellettuale componente della RAF (Rote Armee Fraktion), il gruppo terroristico che terrorizzò la Repubblica Federale Tedesca negli anni ’70.Nata a Oldenburg (1934) e morta a Stoccarda nel 1976 Stoccarda) fu il perno della banda Bader Meinhof.

Chiara Fumai compie quindi un'operazione non convenzionale che ha come obiettivo una esortazione: essere aperti e pronti ad un un rovesciamento, a un cambio, anche radicale, di prospettiva. Indagando la complessità della Meinhof, scandagliando la sua biografia, i gesti da rivoluzionaria, i testi da giornalista del sistema prima e fuori dal sistema poi, l’impegno politico e ribelle sembra però quasi "sublimarsi" nella calligrafia continua e lieve della Fumai, una sorta di scrittura automatica che è già "voce" al solo osservarla.

< foto:  Frida Carazzato, curatrice della mostra


E' una pratica frequente dell'artista romana che da tempo vive a Bruxelles. Un lavoro analogo era stato compiuto anche su Houdini e su altre grandi donne del femminismo anarchico, donne sempre "a lato" del sistema. La sua quindi è una costante riflessione su ciò che è opposto e imprevedibile.


Museion Project Room
Chiara Fumai, Der Hexenhammer
dal 31/01/2015 – 26/04/2015
a cura di Frida Carazzato


Le performance richiedono prenotazione e si svolgeranno in queste date: sabato 31 gennaio 2015, ore 15.00, giovedì 05 e 19 febbraio; 12 e 19 marzo; 9 e 16 aprile alle ore 18
Le performance si terranno in lingua italiana e l’ingresso è gratuito.
Prenotazioni a visitorservices@museion.it

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