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Il Papa dona il presepe di Tesero a Betlemme

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dal Vaticano alla Nativitā

Il presepe realizzato dai maestri artigiani di Tesero per volontà dell'Associazione Amici del presepio del paese della Val di Fiemme è nel chiostro della Basilica della Natività. Lo scorso anno era in piazza San Pietro a Roma. A conclusione del Natale 2015 è stato donato dalla Provincia autonoma a Papa Francesco che, a sua volta lo ha donato a Betlemme, e lo ha trasformato in significativo simbolo di accoglienza e pace.

ll presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, ha onorato ieri con la sua visita il presepio allestito dal Trentino nel chiostro della Basilica della Natività a Betlemme. L'assessore alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi gli ha consegnato un piccolo presepe in legno, un altorilievo con i campanili delle chiese cattoliche coinvolte - Trento, Vaticano, Betlemme, e Tesero - ma anche il Minareto di Betlemme. Un messaggio, questo, di pace, fraternità e unione tra i popoli.

L'assessore, poco prima, aveva partecipato alla cena con il presidente Abu Mazen. Organizzata dai Padri Francescani, la cena riservata a rappresentanti politici e religiosi, è occasione di confronto importante tra i vertici palestinesi e quelli della Chiesa Cattolica. Abu Mazen ha parlato per 30 minuti (rappresentando l'intero mondo politico istituzionale presente) lodando il lavoro della Chiesa Cattolica per favorire il dialogo, la pace e lo sviluppo in Terra Santa. Ha ringraziato in particolare Papa Francesco per le sue posizioni. A dare inizio a quest'occasione di confronto, in un clima di convivialità, era stato nel 1995 il presidente Arafat.La cena precede la Messa di Natale di mezzanotte.

Quella di quest'anno è stata celebrata dall'Amministratore del Patriarcato Latino in Terra Santa arcivescovo Pizzaballa. Nella sua omelia ha parlato di impegno e collaborazione per la pace tra i popoli e le religioni. Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, alla cena aveva invece, parlato di diritto all'indipendenza per i palestinesi. Alla Messa il presidente Mazen entra solo per assistere all'omelia ed esce appena finita. L'iniziativa rappresenta un'eccezionale testimonianza  di come le diplomazie possano garantire il dialogo interistituzionale, interculturale e, anche, intereligioso  - il presidente Abu Mazen è mussulmano - nei territori palestinesi.

Il presepe per 50 giorni aveva arricchito nel 2015 la piazza più celebre della Cristianità. Fotografato da centinaia di migliaia di turisti affluiti in Vaticano per le festività natalizie e il Giubileo straordinario della Misericordia, era stato realizzato dagli artisti della Val di Fiemme e donato dalla Provincia Autonoma di Trento. Le statue a grandezza naturale con la Sacra Famiglia, i tre Re Magi, una pastora e un pastore, questi ultimi in costume tradizionale delle Dolomiti erano piaciute molto al Pontefice.

“Quando il Papa ha visitato il presepio nella notte di Natale ha particolarmente ammirato la figura dell'uomo che aiuta il povero” ha rivelato il presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, card. Giuseppe Bertello. “Non c'era modo migliore per simboleggiare la misericordia, filo conduttore del Giubileo Straordinario e per celebrare i 50 anni dell'associazione Amici del Presepio: voi avete offerto al Santo Padre e, soprattutto, al mondo, statue che sono non solo rappresentazioni di capacità artistiche ma anche di profondi valori della vostra comunità che dovete sempre impegnarvi a portare avanti”.

“Papa Francesco ha avuto l’opportunità di contemplarlo più volte transitando in questa piazza, e milioni e milioni di persone nel mondo lo hanno potuto ammirare attraverso la televisione. Papa Francesco, il 18 dicembre del 2015, giorno dell'inaugurazione ufficiale, aveva detto: “Vi invito a sostare davanti al presepe, perché la tenerezza di Dio ci parla. Lì si contempla la misericordia divina, che si è fatta carne umana e può intenerire i nostri sguardi”.

L'imponente allestimento scenografico (20 metri per 12, altezza 6,5 metri), realizzato interamente con legno locale certificato a garanzia della provenienza da boschi gestiti in modo sostenibile, riproduce le caratteristiche costruzioni rurali trentine ed è stato realizzato dal Servizio per il Sostegno occupazionale e valorizzazione ambientale che ha costruito ex novo anche l'imponente struttura della capanna. Sono in legno della Val di Fiemme, scolpito e dipinto a mano, anche le 24 figure a grandezza naturale: la Natività con Maria, Giuseppe e Il Bambino al centro della scena e i 3 re Magi in arrivo per l'Adorazione. A contorno, alcuni personaggi con abbigliamento tipico delle località dolomitiche del Trentino di metà Novecento.

La tradizione presepistica trentina ha raggiunto negli anni i luoghi simbolo della cristianità: Piazza San Pietro, Assisi e ora, per la seconda volta, Bèt-Lahm, ‘la casa del pane’, in Terra Santa. A Costantinopoli, in comunione con il Patriarcato Ortodosso, la Provincia autonoma di Trento ha portato nel 2011 una mostra con i più bei manufatti delle valli trentine. Una rassegna che ha voluto essere, innanzitutto, simbolo di pace e di unione fra le religioni.

www.giornalesentire.it - 26 dicembre 2016

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