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Scienza e ricerca

Si studia lo sviluppo del cervello nei neonati

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Centro Mente Cervello

ROVERETO – Sta partendo una ricerca sullo sviluppo del cervello dei neonati molto interessante. Le sessioni di ricerca sono sicure e molto brevi (una decina di minuti), non invasive o disturbanti.  Da settembre è attivo presso l’Unità Operativa di Pediatria dell’ospedale S.Maria del Carmine di Rovereto il Developmental Neuro-Imaging Laboratory, un laboratorio di ricerca del Centro Mente/Cervello dell’Università degli Studi di Trento dedicato allo studio dell’attività cerebrale nei neonati.

Tra i progetti in corso vi è quello relativo alla comprensione di come il cervello sociale si sviluppa nelle primissime ore di vita e, in particolare, all’individuazione delle aree cerebrali coinvolte nel riconoscimento degli organismi animati.
 
Il team di ricerca comprende un gruppo di agguerrite giovani scienziate di livello internazionale, Elisa Frasnelli, Orsola Rosa Salva, Sang Ah Lee e Elisa Di Giorgio, con alcuni studenti. Il progetto di ricerca (“Studio per l’individuazione dei meccanismi di predisposizione al riconoscimento degli oggetti animati nel neonato e delle loro basi neurali tramite tomografia ottica funzionale (fNIRS)”) è parte di un progetto più ampio finanziato dall’Unione Europea con 2,3 milioni di euro. Si tratta dell’ERC Advanced Grant, assegnato nel 2012 al direttore del CIMeC Giorgio Vallortigara, che ha come obiettivo lo studio delle basi neuronali delle predisposizioni biologiche nel riconoscimento degli oggetti animati (animacy) utilizzando modelli animali e studi sui neonati umani.

Lo studio condotto presso il Developmental Neuro-Imaging Laboratory valuterà i cambiamenti nell’attività cerebrale associati alla presentazione di diversi stimoli visivi, presunti segnali di riconoscimento di organismi viventi (come stimoli simili a facce e stimoli dinamici che mimano il movimento biologico e la semovenza) e permetterà quindi di individuare per la prima volta le aree cerebrali attivate nei neonati alla vista di tali stimoli. A regime, saranno centocinquanta all’anno i  bambini studiati nelle loro primissime ore di vita, durante le permanenza in ospedale dopo la nascita.

Grazie alla collaborazione dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, guidata dal dottor Marco Ioppi, che ospita il Laboratorio, e all’Unità Operativa di Pediatria, guidata dal dottor Ermanno Baldo, sarà possibile coordinare tutte le attività necessarie al reclutamento dei neonati e allo svolgimento della ricerca. I pediatri Giuseppe Menna e Carlo Polloni presentano la ricerca alle neomamme, già informate dell’iniziativa da ostetriche e puericultrici nei corso pre-parto.

«Dal punto di vista clinico, siamo interessati a tutto quello che può aiutarci a conoscere sempre meglio il neonato. Grazie alla ricerca neuroscientifica, si stanno aprendo degli scenari incredibili sullo sviluppo e l’adattamento all’ambiente del cervello del neonato che fino a poco tempo fa era considerato immaturo  mentre dispone fin dal momento della nascita di molte più competenze di quelle note» ha commentato il primario Ermanno Baldo. «Tutte le neomamme hanno la possibilità di partecipare allo studio, contribuendo all’avanzamento della ricerca ma anche godendo della condivisione di queste nuove acquisizioni sul proprio figlio».

Allo studio lavoreranno insieme gli scienziati del CIMeC, che si augurano che i risultati della ricerca possano trovare un rapido trasferimento nella clinica, e il personale medico dell’Unità Operativa di Pediatria, che con entusiasmo guarda a quanto la scienza può dare alla pratica medica e al benessere dei piccoli.

 

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