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Salute

Trattamenti di fine vita, la banca dati c'è

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Etiche per l'Uomo

Da quasi tre anni (settembre 2013) in Trentino esiste presso l'Azienda sanitaria la banca dati delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari in fine vita.
"Abbiamo il dovere di interrogarci per capire come possiamo mettere al centro di tutto la dignità della persona" afferma l'assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni.

"Siamo consapevoli delle difficoltà giuridiche della questione - ha aggiunto - perché la competenza è statale, e manca una legge di riferimento, e perché sappiamo che le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono vincolanti per il medico. Per questo non ci siamo mossi a livello legislativo. Tuttavia, nel 2013, la Giunta provinciale ha dato mandato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di elaborare modalità di raccolta e registrazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario dei soggetti interessati, garantendo l’informazione al medico curante. Ci si è concentrati in particolare sull'informazione alle persone con malattie cronico-degenerative, ma dobbiamo spingere di più anche sull'informazione e la possibilità di dichiarazioni anticipate di trattamento anche per le persone sane, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale".

La vera sfida è quella di uscire da un dibattito a volte troppo ideologico e lavorare per costruire un percorso di informazione, che coinvolga medici, pazienti e cittadini, che porti ad una maggiore consapevolezza nelle scelte, per fare in modo che le dichiarazioni anticipate di trattamento non siano un atto meramente formale e vengano dunque tenute nella giusta considerazione.


E' un dibattito che coinvolge tutta la società civile quello sulle direttive anticipate nei trattamenti sanitari, in quanto affronta l'autonomia della persona quale valore imprescindibile nella relazione di cura. 

Anche il Friuli-Venezia Giulia, ha legiferato due volte nel 2015 sulla materia, istituendo il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento, ma le leggi sono state impegnate dal Governo. Deciderà la Corte Costituzionale.


"Si tratta di un tema che lacera le coscienze e la società" afferma Marco Ioppi, presidente dell'ordine dei medici del Trentino. "Noi medici siamo un punto di riferimento per il cittadino che soffre e dobbiamo portare avanti una cultura della condivisione. Per questo dobbiamo essere coinvolti e abbiamo bisogno di regole certe, non rigide, puntando a costruire un'alleanza solida con i pazienti nell'ambito della relazione di cura".

maggio 2016

 

 


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