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Arte e cultura

I gioielli di Eugenio Balzan

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...nel teatro goiello

(Badia Polesine, 9 novembre 2014) - E' il gioiello del gioiello. Inaugurata a settembre Philippe Daverio,  ha trovato spazio nel "ridotto" del  Teatro Sociale dopo essere stata conservata nella sede della Fondazione Balzan di Milano. La collezione di dipinti è il dono che Badia Polesine, città natale di Eugenio Balzan, è anche un simbolico "ritorno a casa".

Raccoglie il patrimonio estetico raccolto da un giornalista innamorato dell'arte. Eugenio Francesco Balzan, nato a Badia Polesine (Rovigo) il 20 aprile 1874, ha trascorso quasi tutta la vita lavorativa al Corriere della Sera di Milano. Dal 1897 quando vi entra come redattore fa carriera e dopo essere stato anche inviato speciale, passa alla gestione amministrativa  della società editrice del Corriere nel 1903 e ne diverrà anche azionista.

Amministratore abile e oculato, ma anche personaggio di spicco nella Milano del suo tempo, lascia l’Italia nel 1933 per l’opposizione di ambienti ostili all’indipendenza del Corriere. e vive tra Svizzera e Itaia fino al 1953 anno della sua morte.

Quello che stupisce della collezione Balzan è la sua omogeneità, segno evidente di un gusto stilistico ben preciso ed "orientato". Balzan ama e colleziona prevalentemente opere di fine Ottocento.

Ama i napoletani, ama il piccolo mondo della gente tipica, e tra i gioielli-del-gioiello vi sono anche opere di commovente bellezza e intimismo della pittura italiana dell’epoca, come i quadri di Domenico Morelli, Mosè Bianchi, Filippo Palizzi, Giacomo Favretto, Giovanni Fattori e Giuseppe De Nittis.

La collezione fa parte del patrimonio della Fondazione Balzan di Zurigo nata a Lugano nel 1956 grazie alla generosità di Lina Balzan che, alla morte del padre Eugenio e ispirandosi ai suoi propositi, destina il cospicuo patrimonio ereditato a un’opera per onorarne la memoria.

La Fondazione Internazionale Premio Balzan promuove nel mondo la cultura, le scienze e le più meritevoli iniziative umanitarie, di pace e di fratellanza tra i popoli.

Assegna attualmente quattro premi due nelle lettere, scienze morali e arti, due nelle scienze fisiche, matematiche, naturali e medicina. Dal 2001, il vincitore del Balzan è tenuto a destinare metà del premio al finanziamento di progetti di ricerca condotti preferibilmente da giovani umanisti e scienziati.

Ogni tre anni la Fondazione Balzan assegna anche un premio per l’umanità, la pace e la fratellanza fra i popoli. La Fondazione opera alla selezione tramite un Comitato Generale Premi, a composizione europea, sceglie le materie da premiare e seleziona le candidature.

Una sorta di Nobel italiano molto discreto ma non meno prestigioso.
CP




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