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Colli Berici, tra i rossi del Palladio

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di Mariella Morosi

I Colli Berici sono da secoli ad alta vocazione vinicola, grazie ai terreni argillosi o basaltici e ai fattori ambientali che rendono prezioso e  inconfondibile il frutto delle vigne.  Sono soprattutto i vini rossi a rubare sapori e profumi  a queste terre felici, un'enclave in un territorio veneto famoso nel mondo per i bianchi e per le bollicine di eccellenza. La vitivinicoltura nei Colli Berici è la prima attività agricola. Ne avevano compreso l'importanza, qualche secolo fa,  i nobili della Serenissima che dopo aver scelto queste terre verdissime ricche di laghi, fiumi e torrenti come luogo del buon vivere, scoprirono anche la convenienza della rendita agricola. 

Numerose le ville del Palladio ,o in stile palladiano, dalle sontuose barchesse e dai colonnati fatti per il piacere del bello: da Villa Americo-Capra detta la Rotonda a Villa Valmarana detta i Nani, fino alle tantissime in rovina che non hanno resistito all'offesa del tempo. Alcune sono state utilizzate, o sono state inglobate, in granai ed edifici agricoli. E' qui il patrimonio più prezioso i ville storiche che il passato ci abbia trasmesso.

Le zone Doc Colli Berici e Vicenza sono infatti note come le Vigne del Palladio e il vitigno autoctono a bacca rossa, principe del territorio più di ogni altro, è il Tocai. Forse fu portato nel 1300 dai canonici di Barbarano  di ritorno dalla sede papale di Avignone,  o forse fu introdotto dall’ignoto falegname alle dipendenze di Maria Teresa d'Austria che tornando a casa si portò come souvenir una barbatella. 

Ma nonostante queste gloriose radici, dal 2007 la parola Tocai non può più apparire in etichetta, sostituito da "Tai". Un sofferto cambio di identità e di nome - la vicenda è nota - ha concluso la lunga battaglia giudiziaria cominciata negli anni Cinquanta. Per decisione comunitaria il diritto all'uso del nome è stato attribuito esclusivamente alla produzione vinicola del territorio ungherese di Tokaj. Il cambiamento è stato solo di facciata – la qualità è rimasta- ma per non disorientare il consumatore sono state intraprese complesse azioni di sostegno dai cosorzi di tutela, unificati dal 2011 nel  Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza. Tutti i vitigni hanno camminato con la storia e le conquiste, ma è il Tocai che ha trovato la sua migliore espressione nel vicentino pur con accertati legami parentali col Cannonau sardo,il Grenache francese e la Garnaccia spagnola. Per il direttore del consorzio Andrea Monico il cambio di nome ha avuto anche un effetto positivo: un  nuovo impulso alla valorizzazione di questo vino. 

«Per molto tempo - ha detto - l'ex Tocai Rosso era rimasto confinato nel proprio territorio, ma ora questa vicenda ci ha dato l'impulso e il coraggio - e anche il sostegno economico - di puntare su questo vitigno autoctono. I Colli Iberici sono terra di grandi rossi. Produciamo anche prodotti importanti da vitigni internazionali ma il Tai Rosso resta la nostra identità». In tutto il territorio della Doc è stato realizzato  un progetto di zonazione viticola per valorizzare le produzioni legandole al territorio.

Anche nella versione Tai Rosso Riserva, era in buona compagnia con gli altri 16 vini a marchio Doc tutelati dal Consorzio, frutto di altri vitigni come Cabernet Franc e Sauvignon, Pinot Nero, Merlot e Carmenere. Tra le aziende presenti al Vinitaly  la Dal Maso,  la Tenuta Monte San Giorgio, la Piovene Porto Godi, Inama, Pagoraro, Cavazza, Colle di Bugano, Ca’Basso, Sam Matteo, Ca’ Rovere.

La bellezza e la storia dei Colli Berici e la fama della sua enogastronomia continua ad  attrarre i visitatori. I vini rossi del territorio si abbinano perfettamente alla cucina del territorio, a piatti come polenta e baccalà, a cacciagione, ai formaggi e ai salumi di tradizione, come la Sopressa vicentina e il Prosciutto Beri.Euganeo. Tante iniziative d’arte,  sportive e naturalistiche che vengono organizzate tutto l’anno, per un turismo motivato, colto e soprattutto destagionalizzato per l'appeal sempre nuovo di questa terra vicentina. I colli Berici sono una meta slow da scoprire a piedi, in biclicletta e anche con gli asini, con basti per trasportare i bagagli, grazie ad una rete di sentieri attrezzati.

Vicenza è Patrimonio Unesco, e sono tantissime le ville, gli edifici storici, i santuari e i conventi da visitare. A disposizione dei visitatori molti pacchetti, in collaborazione con la Strada dei Vini e con la Cooperativa dei Colli Berici. Imperdibili le escursioni  al lago di Fimon, alla Valle dei Mulini, alle cave di pietra di Vicenza, alla scogliera di Lumignano, o semplicemente le camminate senza meta guardando l'orizzonte.

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