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Ambiente

Acciaierie e Salute: un ossimoro...

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Bolzano: sorgente radioattiva
Fa pensare il sospiro di sollievo che oggi i tecnici dell'Agenzia provinciale per l'ambiente altoatesina diramano alla stampa. La sorgente radioattiva smarrita nelle scorse settimane, infatti, è stata ritrovata all'interno dell'areale delle Acciaierie di Bolzano, "e la cosa più importante - sottolinea il direttore dell'Appa, Flavio Ruffini - è che l'involucro che la conteneva non presenta alcun tipo di danneggiamento. Ciò significa che nel tempo in cui è rimasta incustodita non vi è stata alcuna emissione di sostanze inquinanti". L'episodio, come si ricorderà, risale agli inizi di settembre, quando fu denunciato lo smarrimento di un misuratore di livello utilizzato per monitorare i processi all'interno delle lingottiere. La sostanza radioattiva contenuta all'interno del misuratore era il cobalto 60,  una sostanza chimica presente in tracce nel terreno. L'isotopo cobalto 60 ha un tempo di dimezzamento di circa 5 anni e trova diverse applicazioni, dalla sterilizzazione degli alimenti per la conservazione, alle prove (non distruttive) sui materiali, alla terapia contro il cancro. Riproponiamo in questa pagina anche il caso delle Acciaierie della Valsugana.
15 ottobre 2016 - www.giornalesentire.it

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Il caso delle Acceierie Valsugana
"Le biopsie dei malati di tumore ''parlano''
(INTERVISTA)

Negli scorsi mesi era stata data notizia del rinvenimento di massicce quantità di nanoparticelle di acciaio nelle biopsie di alcuni pazienti tumorali della Valsugana.
Un avvocato segue da sempre con passione la vicenda, Mario Giuliano, che così comenta "La PAT, per bocca dell'allora assessore Rossi, sosteneva che quelle nanoparticelle si troverebbero ubiquitariamente nelle biopsie di chiunque. E questo per svilire il significato di questa scoperta" afferma il battagliero legale del comitato popolare 26 Gennaio.
 
"Oggi quella affermazione trova una secca smentita: nella biopsia di una paziente tumorale vissuta sempre in Val di Fiemme e Val di Sole le nanoparticelle d'acciaio sono praticamente assenti, il che conferma che invece i pazienti della Valsugana sono stati intossicati dall'acciaieria" conclude lapidario Giuliano che ha potuto portare avanti la ricerca anche grazie alle donazioni popolari.
"Questo ha reso possibile un grande risultato, che stride con quello che la PAT ha voluto anche recentemente sostenere e cioè che l'acciaieria non avrebbe un impatto significativo su ambiente e salute".
Ora vedremo le ricadute politiche di questa evidenza scientifica. Abbiamo chiesto all'avvocato Giuliano di riassumerci lo stato di fatto e le prossime iniziative.

Avvocato, ora che avete queste evidenze come intendete muovervi?
Come già preannunciato faremo la denuncia per disastro ambientale e reati connessi (lesioni personali gravi, omicidio) nei confronti della precedente gestione dell'acciaieria. Denunceremo inoltre il vertice politico e i dirigenti PAT coinvolti per favoreggiamento personale.

Quali controlli vengono fatti al momento per monitorare la situazione?
E' sempre in funzione la videosorveglianza, che ha dato numerosi riscontri di emissioni illecite anche negli ultimi sei mesi di nuova gestione, la quale verrà pertanto pure denunciata.

Cosa chiedete in questo momento alla Pat ?
Sarebbe troppo, io credo, sperare in un momento di resipiscenza rispetto a un atteggiamento della PAT che fin dall'inizio è stato aprioristicamente negazionista di un evidente problema, e poi ha sperperato una montagna di denaro pubblico per giustificare quell'atteggiamento aprioristico, con esiti francamente imbarazzanti.

Cosa vi attendete dalla classe politica locale?
Se ci fosse una classe politica di rango superiore ad uno meramente burocratico avremmo già da tempo visto un progetto di riconversione industriale serio e non impattante. Ed anche, aggiungo, un accollo dei danni sanitari che l'ente pubblico nega perché ne è almeno moralmente corresponsabile, visto che in quel posto, con quelle caratteristiche, un'acciaieria non andava autorizzata.

Cosa vi preoccupa di più?
Assistiamo alla fuga legale dei responsabili attraverso lo strumento del concordato preventivo, con il parafulmine di un subentrante della cui serietà imprenditoriale è lecito dubitare, visto che si nasconde dietro a una catena di scatole cinesi senza apparente capitalizzazione e con localizzazione in paradisi fiscali.
C.Perer - 22 marzo 2014



> Cittadini riuniti in blog
< foto: un sopralluogo all'impianto
   (archivio: Mario Giuliano)

 
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