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Arte e cultura

Abbondanza Bertoni ''Romanzo d'Infanzia''

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pro bambini Chernobyl

"Romanzo d’Infanzia" proposto di recente al Teatro Zandonai di Rovereto, è opera cult della Compagnia di Danza Abbondanza-Bertoni. Vincitore di numerosi premi e rappresentato in tutto il mondo con più di seicento repliche parla del disagio infantile all’interno dei rapporti primari affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli.
Si tratta di un’opera creata pensando ai rapporti che si instaurano normalmente fra bambino ed adulto e che ha come tema centrale l’amore e l’esperienza della crescita. Lo spettacolo utilizza il linguaggio del teatro-danza, normalmente riservato al pubblico dei “più grandi”, rendendolo immediatamente fruibile anche dai “più piccoli”. Per questo è vivamente richiesta la loro presenza, essendo una creazione nata esplicitamente per un pubblico giovane.
E di amore - di troppo amore o della sua mancanza - all’interno dei delicati rapporti primari tra genitori e figli parla Romanzo d’Infanzia nato vent’anni fa dall’idea di 4 artisti – spiega Antonella Bertoni – Uno spettacolo che ci ha portato a danzare in tutto il mondo, in questi lunghi anni, possiamo dire di essere cresciuti e maturati insieme. Tornare a Rovereto per noi, nell’anno del ventennale della Compagnia e appena all’inizio del ventennale dello stesso spettacolo (nel 2017), è per noi motivo di grande orgoglio e di emozione!
“Chi ama ha sempre vent’anni – afferma Michele Abbondanza – quando si ha la freschezza e la vivacità di un’età giovane e bella, spensierata. Quando insegno danza cerco di trasmettere l’importanza dell’equilibrio tra corpo, mente e cuore: nessuna di queste forze deve prevalere l’una sull’altra".
Tutto l’incasso dello spettacolo (il costo del biglietto è simbolico di 5,00 euro in prevendita presso le Casse Rurali del Trentino) è stato devoluto all’associazione CHERNOBYL CHIAMA ROVERETO, composta da famiglie lagarine che accolgono bambini provenienti dai territori bielorussi contaminati dal disastro nucleare del 1986. Ha promosso l'evento Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto.
www.giornalesentire.it - 15 dicembre 2016

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SENTIRE  recensionI

''Duel Terza generazione'' riscuote ovazioni
di Corona Perer


Applausi convinti e scroscianti dopo un'ora abbondante di intensa partecipazione tra pubblico e palcoscenico. La prima trentina per "Duel" il nuovo progetto di danza della Compagnia Abbondanza/Bertoni è stata un vero trionfo.
I tre atti senza intervallo scorrono nell'intensità, lo spettatore percepisce subito di essere dentro la storia dell'Uomo. Una lunghissima introduzione sembra riavvolgere il tempo all'indietro e l'uomo contemporaneo torna ai tempi della Genesi: è nudo e fragile, immerso nello stupore, nel bisogno di conoscenza, nel desiderio. Un primo totem rappresenta l'albero della vita e il cammino dell'uomo delle origini.
E' il primo quadro, il primo atto che Michele Abbondanza ed Antonella Bertoni hanno immaginato e costruito intorno alla sculture di Adolf Vallazza.
“…e i due saranno una sola carne” si legge nella Genesi e sul palcoscenico i due corpi sono poesia, nella loro castissima nudità.
"Duel" racconta proprio la storia dell'uomo: in tre atti e tre totem. Il secondo, che prende spunto dal primo omicidio della storia e la più lancinante delle guerre (quella che può scatenarsi tra due fratelli), potrebbe per astrazione raccontare anche il tempo contemporaneo. I ballerini si muovono come automi, macchinosi, duri, già corrotti.
Lo stesso Totem assume forme sinistre (sul palcoscenico è "manovrato" da Michele Abbondanza che in qualche modo impersona lo scultore e quindi anche il creatore). Le due figure sono sì Caino e Abele. ma vi si potrebbe vedere anche l'uomo tecnologico, senz'anima, talmente stravolto da aver persino travalicato la forma duale maschio/femmina. Si odiano e si amano, si combattono, il peccato dell'uomo sull'Uomo ha fatto il suo ingresso nella storia.
La rappresentazione sfocia però nella "speranza". Pescando dal Libro della Genesi, il confronto tra generazioni, tra umano e divino (e tra carne e legno) sfocia nel mondo-bambino, un tema che è caro alla Compagnia forte di un'appendice che è diventata corpo: i bambini.
Sono loro a condurre l'ultimo gioco verso le nuove generazioni. Giunti a noi grazie all'Arca di Noè e quindi a seguito di un intervento divino verso l'umanità da parte del Creatore, scaleranno il Totem portando a compimento persino la scultura di Adolf Vallazza perchè sembra che sia proprio il bimbo seduto, l'ultimo tassello mancante dell'opera.
I "Bambini" sono ormai una delle forze della Compagnia, nel tempo sono cresciuti e sono diventati ancora più bravi. Vanno tutti citati: Tobia Abbondanza, Naima Fiumara, Matilde Laezza, Emily Manica, Giacomo Manica, Agata Pavani, Filippo Sacchetti, Petra Targher, Gianmaria Uccia.
Un lavoro assolutamente straordinario, da Oscar della Danza. Firmato da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, al debutto trentino del Teatro Zandonai di Rovereto è stato accolto (e applaudito) da un pubblico attento, quasi senza respiro.
L'ultima produzione della Compagnia nasce da un singolare incontro tra arti e artisti: danza e scultura.
Lo scultore gardenese, Adolf Vallazza e la straordinaria coppia della danza italiana sostenuta (ne è la prova) dal Ministero dei Beni Culturali regalano il più singolare tra gli incontri: le sculture "vivono".
Nel debutto altoatesino - che già aveva registrato grande consenso di pubblico e critica al Festival Bolzano Danza (luglio 2014) - l'artista gardenese aveva gioito proprio di questo: che le sue sculture fossero scalate, vissute, toccate, bramate e percorse dall'Uomo.
Anche a Rovereto - nell'ambito della stagione teatrale - tanti applausi per Michele Abbondanza, Eleonora Chiocchini, Francesco Pacelli, Marco Pericoli e la Compagnia Abbondanza/Bertoni "I Bambini". Straordinari e scatenati mettono in scena la speranza, il nuovo mondo, quello che potrebbe davvero portare a compimento la Genesi (non a caso il terzo Totem è circolare).
Applausi anche dalla regia dove sedeva Antonella Bertoni, anima dietro le quinte di tutto il progetto che è frutto di una co-produzione tra Compagnia Abbondanza/Bertoni, Tanz Bozan Bolzano Danza con il sostegno di: Ministero Per I Beni e Le Attività Culturali, Comune Di Rovereto, Provincia Autonoma Di Trento e Regione Autonoma Trentino Alto Adige.
www.giornalesentire.it - riproduzione riservata - 22.2.2015



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