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Arte e cultura

Abbondanza Bertoni ''Duel Terza generazione''

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Ovazioni

di Corona Perer - Applausi convinti e scroscianti dopo un'ora abbondante di intensa partecipazione tra pubblico e palcoscenico. La prima trentina per "Duel" il nuovo progetto di danza della Compagnia Abbondanza/Bertoni è stata un vero trionfo.

I tre atti senza intervallo scorrono nell'intensità, lo spettatore percepisce subito di essere dentro la storia dell'Uomo. Una lunghissima introduzione sembra riavvolgere il tempo all'indietro e l'uomo contemporaneo torna ai tempi della Genesi: è nudo e fragile, immerso nello stupore, nel bisogno di conoscenza, nel desiderio. Un primo totem rappresenta l'albero della vita e il cammino dell'uomo delle origini.

E' il primo quadro, il primo atto che Michele Abbondanza ed Antonella Bertoni hanno immaginato e costruito intorno alla sculture di Adolf Vallazza.
“…e i due saranno una sola carne” si legge nella Genesi e sul palcoscenico i due corpi sono poesia, nella loro castissima nudità.

"Duel" racconta proprio la storia dell'uomo: in tre atti e tre totem. Il secondo, che prende spunto dal primo omicidio della storia e la più lancinante delle guerre (quella che può scatenarsi tra due fratelli), potrebbe per astrazione raccontare anche il tempo contemporaneo. I ballerini si muovono come automi, macchinosi, duri, già corrotti.

Lo stesso Totem assume forme sinistre (sul palcoscenico è "manovrato" da Michele Abbondanza che in qualche modo impersona lo scultore e quindi anche il creatore). Le due figure sono sì Caino e Abele. ma vi si potrebbe vedere anche l'uomo tecnologico, senz'anima, talmente stravolto da aver persino travalicato la forma duale maschio/femmina. Si odiano e si amano, si combattono, il peccato dell'uomo sull'Uomo ha fatto il suo ingresso nella storia.

La rappresentazione sfocia però nella "speranza". Pescando dal Libro della Genesi, il confronto tra generazioni, tra umano e divino (e tra carne e legno) sfocia nel mondo-bambino, un tema che è caro alla Compagnia forte di un'appendice che è diventata corpo: i bambini.

Sono loro a condurre l'ultimo gioco verso le nuove generazioni. Giunti a noi grazie all'Arca di Noè e quindi a seguito di un intervento divino verso l'umanità da parte del Creatore, scaleranno il Totem portando a compimento persino la scultura di Adolf Vallazza perchè sembra che sia proprio il bimbo seduto, l'ultimo tassello mancante dell'opera.

I "Bambini" sono ormai una delle forze della Compagnia, nel tempo sono cresciuti e sono diventati ancora più bravi. Vanno tutti citati: Tobia Abbondanza, Naima Fiumara, Matilde Laezza, Emily Manica, Giacomo Manica, Agata Pavani, Filippo Sacchetti, Petra Targher, Gianmaria Uccia.

Un lavoro assolutamente straordinario, da Oscar della Danza. Firmato da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, al debutto trentino del Teatro Zandonai di Rovereto è stato accolto (e applaudito) da un pubblico attento, quasi senza respiro.

L'ultima produzione della Compagnia nasce da un singolare incontro tra arti e artisti: danza e scultura.

Lo scultore gardenese, Adolf Vallazza e la straordinaria coppia della danza italiana sostenuta (ne è la prova) dal Ministero dei Beni Culturali regalano il più singolare tra gli incontri: le sculture "vivono".

Nel debutto altoatesino - che già aveva registrato grande consenso di pubblico e critica al Festival Bolzano Danza (luglio 2014) - l'artista gardenese aveva gioito proprio di questo: che le sue sculture fossero scalate, vissute, toccate, bramate e percorse dall'Uomo.

Anche a Rovereto - nell'ambito della stagione teatrale - tanti applausi per Michele Abbondanza, Eleonora Chiocchini, Francesco Pacelli, Marco Pericoli e la Compagnia Abbondanza/Bertoni "I Bambini". Straordinari e scatenati mettono in scena la speranza, il nuovo mondo, quello che potrebbe davvero portare a compimento la Genesi (non a caso il terzo Totem è circolare).

Applausi anche dalla regia dove sedeva Antonella Bertoni, anima dietro le quinte di tutto il progetto che è frutto di una co-produzione tra Compagnia Abbondanza/Bertoni, Tanz Bozan Bolzano Danza con il sostegno di: Ministero Per I Beni e Le Attività Culturali, Comune Di Rovereto, Provincia Autonoma Di Trento e Regione Autonoma Trentino Alto Adige.
riproduzione riservata - 22.2.2015

 

 

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