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Il caso: Ong Alisei-Mani Unite

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29/11/2014

Nel giugno scorso il sig. Matteo Mattioli qualificatosi come presidente della cooperativa  Mani Unite (che raggruppa 14 famiglie riunite in cooperativa), aveva contattato Giornale Sentire chiedendo di poter far conoscere alla pubblica opinione la vertenza in atto con Alisei Ong, responsabile di non aver ultimato un progetto di autocostruzione di abitazioni. Il Mattioli affermava tra l'altro che a causa di questa attività Alisei ONG era stata depennata ­dall'elenco delle Ong e forniva link ministeriale da cui emergeva effettiva cancellazione dalle liste di quelle realtà che collaborano con il Ministero degli esteri.
Il sig.Mattioli riferiva di svariate famiglie "raggirate” che avevano perso la casa, il denaro e le ore di lavoro per realizzarla nel cantiere di Filetto (RA). Secondo quanto affermava il Mattioli, il progetto si era arenato e Alisei Ong "sarebbe sparita" dopo 30 mesi dalla posa della prima pietra,  quando i soci avevano quasi raggiunto l'obiettivo, lavorando complessivamente 21.000 ore. Banca Etica perciò chiedeva indietro il cifra di 1.364.323,00 euro, cioè la linea di credito concessa a suo tempo. Per protesta avevano anche dato luogo ad una occupazione per 94 notti e 94 giorni, conclusasi nell'ottobre del 2012 quando è iniziata la guerra a suon di carte bollate, avvocati, uffici giudiziari.

Giornale SENTIRE - dopo aver verificato che il caso era stato trattato anche da altre testate locali - aveva raccolto la storia, basandosi sulle dichiarazioni dirette che l'intervistato supportava di varie documentazioni data la complessità della materia. Successivamente la pagina era stata aggiornata in data 7.11.2014 per dare notizia
di un servizio televisivo su Le Iene di Italia 1 - sempre su segnalazione dello stesso Mattioli - il quale poco tempo prima (in ottobre), aveva nuovamente contattato la testata per comunicare di una interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle.
L'intervista - inserita nella pagina dal precedente mese di giugno - era rimasta inalterata nei contenuti e nei virgolettati (che l'intervistato asserisce di confermare punto per punto), e pertanto trattavasi di dichiarazioni non recenti  raccolte e riferite in assoluta buonafede in ossequio alla pratica giornalistica di ospitare notizie di fonte verificata. Intendiamo cioè dire che prima della sua pubblicazione c'era stato un fitto carteggio mail con l'interessato e la pagina aveva incluso - non senzsa aggravio di lavoro e stress - anche precisazioni da 'questi' perorate.

Quando abbiamo raccolto e messo online la testimonianza del sig. Mattioli, ci eravamo peraltro da subito dichiarati disponibili ad ospitare anche la versione dei fatti da parte delle controparti, che si sono fatte avanti solo il 21.11. u.s. eccependo che molte affermazioni del sig. Mattioli non corrispondono a verità, sono cioè "prive di fondamento".

Giornale SENTIRE - del tutto estraneo alla querelle legale - vuol mantener fede alla disponibilità a suo tempo data di dare spazio alla controparte, pubblichiamo di seguito ampi stralci delle precisazioni ricevute dai legali rappresentanti di Alisei ONG, in cui si afferma che sono  “false e calunniose nei confronti di Alisei Ong” le affermazioni rese dal Mattioli.

“E’ falso e privo di qualsiasi fondamento che Alisei Ong sia “decaduta”, come erroneamente asserito nel titolo dell’articolo. Con riferimento invece al Decreto Ministeriale del Ministero degli Affari Esteri n. 2014/337/001589/2 del 27/5/2014 il cui oggetto era la revoca dell’idoneità di Alisei Ong ex lege 49/87 (e che era allegato al vostro articolo), si precisa che Alisei Ong lo scorso luglio ha inoltrato ricorso al TAR del Lazio per l’annullamento di tale decreto. Il 29/10/2014 il TAR del Lazio con ordinanza n. 05406/2014 ha accolto la richiesta di sospensione cautelare del Decreto Ministeriale accogliendo il primo motivo del ricorso di Alisei e cioè che il provvedimento non è stato correttamente avviato e non è stato dato modo alla Ong di presentare le proprie osservazioni e controdeduzioni” si legge nella richiesta di rettifica che legittimamente accogliamo in ossequio alla deontologia professionale che impone di dare adeguato spazio alla controparte.

Alisei Ong fa sapere che “...il Ministero degli Esteri aveva già disposto in autotutela l’annullamento del D.M. di revoca sopra citato. Per questo Alisei Ong è e rimane Ong idonea ai sensi della legge 49/87. A riguardo vi segnaliamo ulteriormente che Alisei Ong è inserita nell’albo delle Ong idonee pubblicato sullo stesso sito web del Ministero degli Esteri italiano.

Alisei Ong eccepisce anche sulla la natura giuridica riferita dal Mattioli che – lo specifica la nota – non è una “cooperativa, ma un’associazione senza fini di lucro attiva dal 1986 che si occupa di cooperazione allo sviluppo, aiuto umanitario ed educazione allo sviluppo.

Le affermazioni – riferite sempre dal Mattioli a Giornale SENTIRE - secondo cui “Alisei Ong” avrebbe “delegato alla sua omonima Alisei srl la regia del progetto di autocostruzione” e che vi sarebbero “cantieri di autocostruzione gestiti da Alisei Ong” sono da ritenersi pertanto prive di fondamento. Pertanto precisa: “Alisei Ong ha infatti una lunga esperienza della metodologia dell’autocostruzione sperimentata all’estero in progetti di cooperazione allo sviluppo ed ha promosso con attività di sensibilizzazione e divulgazione la sua sperimentazione in Italia – si legge nella richiesta di rettifica, dove si afferma anche: “Alisei Ong non ha mai gestito alcun cantiere di autocostruzione in Italia né ha mai ricevuto alcun finanziamento che sia in relazione con cantieri  di autocostruzione in Italia”

Circa le affermazioni del sig. Mattioli per cui “Alisei Ong” era sparita portandosi via i soldi senza portare a termine i lavori” (al riguardo Giornale SENTIRE ribadisce che il sig.Mattioli avrebbe usato il termine “è scappata”) la stessa Alisei ONG afferma che trattasi di “rappresentazioni della Ong palesemente assurde e del tutto inventate, al limite del ridicolo".

E precisa: “...il sig. Mattioli non è nuovo a questo genere di diffamazioni e rappresentazioni falsate della realtà nei confronti di Alisei Ong. A riguardo si precisa che Alisei Ong il 5/6/2013 ha provveduto a diffidare il sig. Mattioli perché si astenesse dal diffondere informazioni false e calunniose (la diffida è visibile sul sito web della Ong) e, a seguito del persistere di questa azione diffamatoria, lo ha querelato”. Alisei Ong ci ha quindi invitato a rettificare l’articolo che era stato ospitato in questa pagina in quanto fondato su dichiarazioni infondate, dannose e fonte di confusione anche sulle stesse finalità operative di Alisei Ong.

Tanto dovevamo, tanto abbiamo fatto.
29.11.2014

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