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Val di Cembra, culla del vino trentino

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Viaggi del gusto

Vendono dal Nord Europa fino a Taiwan, si comunicano insieme con un'unica rete di marketing di straordinario dinamismo e coltivano l'eccellenza come regola di vita.

E' un consorzio, ma per determinazione e capacità equivale ad una macchina da guerra. Pur restando aziende di piccole dimensioni (ottimali per restare di nicchia e non perdere di vista gli obiettivi della massima cura al prodotto), hanno ormai un consolidato capitale di etichette e di medaglie.

Sono 8 cantine (due delle quali sono distillerie) cioè otto storie dentro un territorio che è la culla del vino trentino grazie alle sue peculiarità climatiche: il clima continentale, l’esposizione sud/est, la componente geologica porfirica e calcarea nella parte iniziale della vallata, la forte escursione termica in periodo pre-vendemmiale.

Grazie a tutto questo la Valle di Cembra fa fruttare uve eccezionali. Viene da questa terra dalle forti pendenze e dalla caratteristica composizione vulcanica un vino profumato e pregiato che oggi si fregia di una marchio comune: i CEMBRANI DOC.

Le otto ditte che compongono il consorzio sono: Opera Vitivinicola in Valdicembra, Distilleria Pilzer, Azienda Agricola Simoni, Azienda Agricola Zanotelli, Azienda Vitivinicola Villa Corniole, Distilleria Paolazzi,  Azienda Agricola Pelz e Azienda Vitivinicola Nicolodi Alfio.


< Villa Corniole, Verla di Giovo
fotoservizio www.giornalesentire.it


Lavorano una terra dura, ma feconda che coabita con la roccia. Questa è la terra del porfido, pietra di origine vulcanica per effusione, sgorgata quindi dalle viscere nella notte dei tempi. Ed è da queste colline esposte da mattino a sera al sole, che viene il vino più antico del Trentino.

Ne è la riprova la Situla del 400 a.C, un vaso per il vino oggi conservato al Muse di Trento, rivenuto sul Doss Caslir a Cembra, durante scavi di un insediamento neolitico che è posto al centro di una valle ad U percorsa, da nord a sud, dall'Avisio. Il vaso in rame testimonia che le popolazioni dell'epoca (principalmente Reti ed Etruschi) conoscevano la bevanda ottenuta dal frutto della vite certamente spontanea.

Le forti escursioni termiche provocate dai venti che soffiano da Nord dalla Valle di Fassa e di Fiemme (che con quella di Cembra condividono più a monte proprio le acque dell'Avisio) ed i venti che da sud risalgono dal Garda verso nord, consentono alle uve di mantenersi più sane. Durante l'ultima estate, sfortunata e piovosa,  i danni sono stati mitigati proprio dai venti che hanno asciugato ed evitato il formarsi di muffe o fenomeni parassitosi.  E la vendemmia 2014 qui non è affatto andata male.

Di norma d'estate i 30 gradi diurni possono diventare 15 nel corso della notte, lo sbalzo produce l'ispessimento della buccia dell'acino. Costretto a difendersi dalle variazioni di temperatura, l'acino conserva peculiari caratteristiche organolettiche  e un elevato tenore acidico. Risultato: vini longevi e profumati.

Nella cantina Villa Corniole della famiglia Pellegrini, scavata nella roccia di porfido, sono praticamente presenti le etichette di tutti i vini tipici del Trentino (fatta eccezione del marzemino che è tipico della Vallagarina, molto più a sud). I dieci ettari di terreno fruttano 60.000 bottiglie l'anno, tra vitigni autoctoni, blend e cru, con la punta di diamante nel Salisa, un Trento Doc maturato in 36 mesi. C'è poi un sorprendente passito rosso, l'Hambros, una tiratura limitatissima a 300 bottiglie, ottenuta dall'essicazione naturale del Teroldego dalla vendemmia fino a Natale.

Ma esistono storie anche più ardite come quella di Alfio Gazzetti titolare di Opera, lo spumantificio della valle. Il suo Trento Doc non ha mai meno di 48 mesi e nel caveau della sua azienda che ingloba un antico edificio già nell'800 adibito a cantina, c'è in maturazione un Gran Riserva che al momento dello stappo (previsto tra 2015 e 2016) avrà alle spalle 80 mesi di decantazione. Ciò significa che i vignaioli e i viticoltori cembrani investono sul prodotto con grande determinazione con un unico obiettivo: la qualità.

Percorrendo la valle sono tante le storie di amore e passione per il vino. La famiglia Zanotelli ad esempio è giuta ormai alla 5^ generazione dal lontano 1886 quando Silvio ed Ester, gli avi, fondarono la loro cantina. In onore della loro storia di pionieri  è nato il già collaudato Silvester che dal 2006 viene prodotto con l'obiettivo di lasciarlo maturare per almeno  8 anni prima dello stappo con lavorazioni tutte altamente rispettose di un disciplinare che in Trentino è già più severo che altrove. Questi  sono vini di montagna prodotti negli scoscesi pendii della valle, con pendenze vicine al 40% quindi non lavorabili a macchina.

Gli Zanotelli  vanno giustamente orgogliosi di produrre in modo sostenibile: tutta l'energia necessaria alla produzione è autoprodotta con pannelli solari ed il riscaldamento viene da un impianto a biomasse con il cippato dei boschi di proprietà. Il che permette di abbattere di molto i costi energetici e di ottimizzare il rapporto qualità-prezzo di una produzione annua che si aggira sulle 70.000 bottiglie (l'intero consorzio non supera le 350.000) .

Nei dintorni di Faver ci sono anche le due ottime distillerie del Consorzio: Paolazzi e Pilzer.

La val di Cembra fino al 1918 era possedimento del Sud-tirolo e la tradizione asburgica  autorizzava ogni capo-famiglia  a produrre 100 litri di grappa ad uso personale. Con il passaggio all'Italia la produzione divenne illegale per le normative italiane, ma poichè tutti sapevano fare la grappa, la tradizione rimase: la grappa chiamata in gergo "Rachele" veniva usata come merce di scambio e veniva prodotta di contrabbando. Storie rocambolesce  e un alfabeto cifrato per aggirare la severa normativa italiana sopravvivono nei racconti degli anziani del luogo che narrano ancora di un certo Cilien, il più furbo tra i conrabbandieri della valle. Oggi una delle grappe Paolazzi porta il suo nome.

Le distillerie del territorio vengono perciò da un antico sapere valligiano, oggi vessato da norme e tributi nonchè da produzioni severamente vigilate dal personale Utif della Guardia di Finanza che presenzia, certifica e sigilla ogni lavorazione.

Dai Pilzer l'impianto tutto in rame e acciaio produce una grappa e delle acquaviti che hanno vinto premi e medaglie d'oro. La produzione è complessa, con un sistema a bagnomaria discontinuo: una cotta  lunga, delicata, costosa anche sul piano energetico, che garantisce il mantenimento delle qualità organolettiche della vinaccia.

< Gerard Depardieu beve...cembrano

Lavorare la grappa è quasi come maneggiare il petrolio. "Si lavora per differenza di temperatura, separando sostanze che nella grappa sono un vero e proprio gruppo di 300 diversi componenti" spiega il titolare.
E si capisce perchè i prodotti di questi vignaioli coraggiosi, dal vino all'acquavite, abbiano conquistato il palato vorace e da vero buongustaio dell'attore Gerard Depardieu. Una foto lo ritrae in uno dei più noti ristorani di Mosca con il suo vino preferito: viene proprio dalla val di Cembra.

C.Perer - riproduzione riservata





INFO
CEMBRANI DOC SOCIETA' CONSORTILE A R.L.
Viale IV Novembre, 52 38034 Cembra (Trento)
Per informazioni: info@cembranidoc.it





 

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