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Scienza e ricerca

Studiare l'evoluzione attraverso i geni delle piante

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Come si cambia

Le piante come primo avamposto nello studio dei cambiamenti climatici. E' il dato che emerge dall'incontro svoltosi a Trento dove un qualificato gruppo di scienziati evoluzionisti si sono riuniti a congresso per discutere le ultime ricerche sull’evoluzione. Il convegno scientifico, organizzato dalla Società Italiana di Biologia Evoluzionistica in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach, il MUSE e il Cibio dell’Università di Trento, ha messo a fuoco l’origine della vita, l’evoluzione dell’uomo e degli altri organismi sono stati da sempre temi affascinanti e intriganti. Vi hanno preso parte ricercatori italiani ma anche studiosi da Israele, Spagna, Francia, Inghilterra, Irlanda, Germania, Austria e Svizzera.

“A livello ambientale  lo studio dei geni coinvolti nell’adattamento delle nostre piante al territorio alpino permette di valutare la loro capacità di far fronte ai cambiamenti climatici”, spiegano Lino Ometto e Omar Rota Stabelli, ricercatori della Fondazione Edmund Mach.

“In agricoltura – proseguono – l’analisi evolutiva dei genomi sta permettendo di comprendere meglio la biologia e il comportamento di patogeni e insetti dannosi in agricoltura, come la Carpocapsa e la Drosophila suzukii, e definire nuove strategie di lotta integrata per un’agricoltura sempre più sostenibile”.

Non solo. Le applicazioni evolutive in medicina sono essenziali per capire com’è cambiato nel tempo il sistema immunitario umano, conoscere l’interazione con i nostri microbi e quindi fare passi avanti verso la cura di importanti malattie come le allergie e le intolleranze.

Un altro aspetto interessante affrontato è quello legato alla paleontologia e allo studio dell’evoluzione degli antenati degli animali e delle piante moderni, come spiega Massimo Bernardi, ricercatore del MUSE e co-organizzatore.

“Lo studio della vita del passato, specialmente in Italia, è tradizionalmente considerato ambito d’azione dei geologi, visto che i fossili, l’oggetto di studio dei paleontologi, si rinvengono nelle rocce. In questo congresso, cercheremo invece di far dialogare i paleontologi, che sono i “biologi del passato”, con i “biologi del presente”, i colleghi che studiano organismi viventi oggigiorno, nella convinzione che la ricerca scientifica possa trarre grande beneficio dal dialogo tra esperti di settori diversi”.

Col passare degli anni questi studi si sono evoluti grazie alle nuove tecnologie e alle nuove conoscenze nel campo della genomica per dare risposte a domande ancora avvolte dal mistero.

E.Luzza, agosto 2013

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