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Le Carmelitane di Ostuni chiedono sostegno

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appello per i lavori

di Corona Perer - Le Carmelitane di Ostuni sono monache di clausura. Ricamano, lavorano ai ferri, arano l'orto, governano il campo. Producono le ostie per la Messa e a mano tirano la pasta per le orecchiette, ma soprattutto pregano. E devono pure pensare alla manutenzione del patrimonio edilizio nelle loro mani. In queste settimane a preoccuparle è la strada piena di crepe.

"Noi dipendiamo dalla Provvidenza, se ci sono persone che sono disposte a darci una mano anche a livello economico, sarebbe bello che pensassero a noi: con le nostre poche risorse non è facile far fronte a tante necessità".  La gestione di un monastero non è una passeggiata. In questo momento - ad esempio -  sono in corso lavori di manutenzione nonostante le risorse siano sempre esigue.

Da quasi un mese sono iniziati i lavori di rifacimento di tutto l’ingresso del cortile del Monastero, lavoro della fogna comune, tutto il recinto è stato smantellato con i due rispettivi cancelli corrosi dalla ruggine, il recinto pericolante, il pavimento rovinato dalle radici dei pini. "Abbiamo però bisogno d’aiuto, e ci appelliamo al cuore sensibile e di bontà verso chi chiede un sostegno di solidarietà: i lavori sono necessari perchè era diventato pericoloso anche per chi veniva a visitarci, ma anche per chi passava dalla strada e grazie a questi lavori d’intervento urgente tutto questo renderà a lavori terminati più  accogliente per  quanti vengono per pregare nella casa del Signore" afferma suor Agnese.

Chi vuole fare una offerta può usare il conto corrente postale: 12623724 (intestato a: MONASTERO CARMELITANE, contrata Campanile snc, Ostuni).

"Con le nostre solo risorse economiche che sono minime non possiamo arrivare a far fronte a questi lavoro che dovevano essere fatti già da tempo. Ci affidiamo al buon cuore e generosità di chi vuole contribuire anche con una piccola offerta affinchè si riempia il bicchiere e così avere la gioia di vedere cominciare i lavori fino al rifacimento della strada con i due cancelli nuovi".

Al Monastero non mancano le visite di coloro i quali vogliono capire se una vita di fede totalmente donata a Dio sia per loro possibile. Magari ne han sentito la spinta, ma non ancora la forza per una decisione. "Abbiamo tantissime richieste sia per scritto che telefonicamente, ci sono quelle che vengono per avere un colloquio, alcune che fanno esperienza per breve tempo, altre che chiedono, ma vengono bloccate dai genitori a volte anche dai loro stessi confessori" ci racconta Suor Agnese, carmelitana ad Ostuni. "Le vocazioni ci sono, ma hanno bisogno di aiuto e di essere incoraggiate perchè rispondano alla chiamata di Dio".

Nelle loro intense giornate di lavoro, il tempo è scandito dai ritmi tipici del convento: sveglia presto, la laudi mattutine, il lavoro, la pausa di mezzogiorno e poi compieta, vespri, lavoro, studio, preghiera e il sonno per prepararsi ad un altro giorno ritmato dallo stesso tempo: quello dell'Essenza. "Facciamo anche accoglienza per ragazze che desiderano fare un periodo di discernimento vocazionale perchè attratte dalla nostra vita di monache. C'è anche chi sente la vocazione, ma non ha la forza o il coraggio di prendere una decisione" aggiunge suor Agnese che proprio per questo ha accettato di raccontare alcune esperienze a SENTIRE e di aprire "virtualmente" le porte della clausura.

Le storie di queste donne che hanno donato tutta la loro vita alla totalità di un rapporto di Fede sono diverse ma tutte dominate dalla certezza di vivere un amore grande, con la A maiuscola. "La clausura con la sua struttura è deserto, dove nel silenzio e nella solitudine Dio parla al cuore; e se il Carmelo significa giardino ricco di fiori e frutti, il deserto claustrale, noi viviamo un incontro amoroso che trasforma: l'incontro con Dio" racconta Suor Teresa del Volto Santo.

"La nostra giornata alimentata costantemente dall’ascolto della Parola e dalla partecipazione consapevole alla liturgia quotidiana, rende tutta la nostra vita una preghiera, relazione amorosa con Colui dal quale ci sentiamo amate;  prolunghiamo così nel mondo la missione di Cristo, per diventare come Lui un’offerta gradita al Padre, una lode perenne della sua gloria".

Domenica è  una postulante. Dopo aver preso i primi contatti con il Carmelo di Ostuni è stata aiutata dal suo parroco, ed ha deciso di entrare nel Monastero.  Il tempo di postulandato è stato di notevole importanza. 

"Mi hanno aiutata a capire meglio qual è la strada che il Signore ha tracciato per me. Sono persuasa che il buon Dio, ha bisogno di un’anima in più, per aiutarlo nel suo mistero d’amore. Voglio anch’io, con tutta me stessa, essere quella misera creatura nata per dare gloria al suo Creatore. Il mondo l’ho chiuso fuori  già da tempo, subito dopo la mia rinascita dall’acqua e dallo Spirito".

Nessun dubbio? Pare proprio di no.

"Come potrei sciupare un bene tanto prezioso, per il quale nostro Signore Gesù Cristo, ha dato se stesso, con la morte e con la morte di croce? A che servono i rumori e gli schiamazzi del mondo? Forse a diventare più santi?. Senza Dio tutto è effimero e fallace. Non si può godere di Lui in mezzo ai passatempi" afferma Domenica.

Cosa desidera Domenica? Essere l’anima più gradita a Maria, quella di chi compie fedelmente la volontà di Dio. "Ecco io voglio essere una sua figlia prediletta e compiere fedelmente il volere del mio Dio. So bene che Gesù è esigente, ma la sua non è altro che un’esigenza d’amore".

Ma questo amore poteva trovare uno spazio anche nel mondo?

"Sì posso certamente amarlo anche nel mondo, ma sento che quella non è la mia via. Fuori da questo Monastero, per quanto mi sia possibile, impegnarmi a servirlo, in ogni caso, il mio, sarebbe un impegno ridotto e il mio cuore contaminato, poiché il fascino del vizio, come si sa, deturpa anche il bene. Non si possono servire due padroni. Mi vuole lontana e distaccata da ogni legame, per quanto intimo e domestico esso possa essere. Insomma, Gesù vuole essere il Re del mio cuore. Non mi sembra ancora vero che il Signore mi abbia chiamata ad una così intima e stretta amicizia con lui" dice radiosa.

E definisce il servizio esclusivo, la vera possibilità di farlo amare da chi ancora non ha conosciuto un bene tanto eccelso e sublime. "Questa vita non mi basterebbe per essergli tanto riconoscente, data la sua brevità".
E' affascinante la gioia con la quale queste monache affermano la loro convinzione. "Dio è padrone dell’impossibile e sicuramente mi darà la possibilità di essere faccia a faccia nel suo Regno beato che ha preparato per me fin dall’eternità. Oggi, sono pronta a dire grazie al Signore, alla mia comunità, perché mi danno la gioia di poter proseguire il mio cammino di amore, con l’ ammissione al noviziato,  che certamente sarà per me un anno di grande grazia che mi porterà poi a dire a Dio il mio primo "Si”.  Ho fiducia che la nostra Mamma celeste mi accompagnerà con il suo amore materno" conclude Domenica.

Suor Agnese afferma che la testimonianza di fede è fondamentale. "Ci sono tante ragazze che sentono la chiamata, ma a volte non hanno la forza di lasciare tutto per trovare il vero Tutto. Anche la rete, un giornale o un blog possono essere strade per trovare la vera strada verso Dio e incoraggiare tante giovani a dare senso alla loro vita".
Per questo motivo Suor Agnese, attenta alle nuove vie dell'informazione così come è attenta a non perdere la sua vita, ha accettato di dialogare a distanza con Giornale SENTIRE.

"Donarsi è fare della propria vita un seme per l’intera umanità bisognosa di Dio, del suo amore, ma soprattutto della sua misericordia e della sua tenerezza. Grazie di questo tuo aiuto e di collaborazione a far incrementare i Monasteri di clausura visti sempre dalla Chiesa come Fari di luce” conclude.

Fare silenzio, pensare, magari riordinare la propria vita. Il fascino del convento è dato da quella possibilità, sempre più remota ma pur sempre possibile, di dare alla propria vita il tempo giusto: quello della vita. Visitarne uno o soggiornarci è pane per lo Spirito.
(Ostuni 24 novembre 2014)


Esclusivo:
> il racconto di una di loro: "Mi chiamo suor Teresa"
< il laboratorio di preparazione delle Ostie per la Diocesi

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