Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Attualitą

Precari magistrali: lo dice anche l'UE, vanno assunti

Precari magistrali: lo dice anche l'UE, vanno assuntiCAM01214.jpgcorte-di-giustizia-europea.jpg
La sentenza

Si è concluso con una condanna esemplare l’annoso ricorso che vedeva l’Italia sul banco degli imputati in Europa a causa della non applicazione nel nostro paese della direttiva europea 70/99.

Il governo italiano è stato condannato dalla corte di giustizia europea a risarcire e stabilizzare più di 120.000 precari della scuola pubblica, sfruttati attraverso contratti a tempo determinato e reiterati per più di 36 mesi. Le provincie di Trento e di Bolzano saranno ora direttamente imputabili della mancata applicazione della direttiva europea di cui sopra,  essendo ad esse demandata la competenza sulla gestione del personale scolastico e avendo quindi l’obbligo giuridico di applicare quella direttiva sui rispettivi territori.

"Come soggetto collettivo attivo e indipendente del mondo della scuola, il Comitato si è deciso a chiedere conto delle violazioni attuate dalle Provincie di Bolzano e Trento,  in tutte le sedi giudiziarie competenti, avviando i dovuti  ricorsi per la stabilizzazione e il risarcimento economico di tutti i soggetti  vittime di questo reiterato e ingiustificato  sfruttamento - si legge nella nota di Mauro Pericolo di DELSA.

Come noto il Consiglio di Stato ha sentenziato: se la provincia di Trento non provvede arriva il commissario.

"Auspichiamo che di fronte della valanga di ricorsi si concretizzi finalmente la volontà di operare un serio ripensamento di tutto il sistema di reclutamento, soprattutto in considerazione del fatto che anche nelle graduatorie di istituto attendono la stabilizzazione centinaia di precari trentini di cui l’amministrazione si serve da anni per garantire al sistema scuola il dovuto funzionamento".

Tra questi ci sarebbero anche i maestri abilitatisi prima del 2002 con il “vecchio” diploma magistrale, di cui Delsa si è fatto portavoce: sono docenti  che per anni hanno atteso (relegati in una fascia di graduatoria sbagliata) un concorso mai indetto in regione,  mentre i colleghi con il  medesimo titolo venivano immessi in ruolo dalla graduatorie ad esaurimento.

www.giornalesentire.it
novembre 2016

**

Commenti dei lettori
Una pessima figura - di Giovanna Giugni

Una bella vittoria, quella dei docenti reinseriti in graduatoria dall'ordinanza del Consiglio di Stato, e una ennesima brutta figura della scuola in Trentino.Piaccia o, più probabilmente non piaccia, la normativa sulla scuola ha carattere nazionale e non potrà diventare, neppure con pattuizioni ardite, competenza primaria di questo territorio, in nessun caso, qualunque esito abbia il referendum costituzionale di dicembre.

Da molti anni e con fortune alterne, sostengo la sostanziale incongruità delle politiche scolastiche locali, che una malintesa interpretazione dell'autonomia vorrebbe sottrarre ad un  disegno normativo  nazionale.
Eppure il margine di manovra garantito da un uso corretto dell'autonomia, avrebbe consentito un'autentica valorizzazione delle risorse umane ( oggi impegnate in miserabili conteggi di minuti e in una sostanziale attività di sorveglianza). Si è preferito invece sbandierare una inesistente indipendenza legislativa, con il solo risultato di perdere i ricorsi intentati da soggetti forti, dotati delle risorse economiche sufficienti a raggiungere il Consiglio di Stato, e a rincorrere,frettolosamente e doverosamente, l'impianto legislativo del resto d'Italia.
Quanto spreco! E quanta delusione per chi crede nella scuola come momento importante di formazione umana, civica e culturale!
Sarebbe interessante conoscere i costi di queste scelte: quanto costerà rifare le graduatorie? Pubblicarle nuovamente, revocare gli incarichi già affidati e assegnare le cattedre a coloro che ne avevano diritto fin dall'inizio? E oltre i costi economici esistono anche quelli umani: le aspettative frustrate e poi riconosciute dei ricorrenti, quelle delegittimate di chi si vedrà sostituito.  Non è pensabile che il prezzo di una simile arroganza normativa e burocratica, come è già successo nel caso di altre bocciature clamorose ( come il bando per il nuovo ospedale) ricada sui cittadini contribuenti.
Forse un breve ripasso dell'articolo 97 della Costituzione non farebbe male a certa politica e alla relativa emanazione burocratica: " I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizione di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione".
Un buon andamento fatto di efficacia, efficienza ed economicità. Doti che, insieme all'umiltà e alla lungimiranza, mancano alla politica scolastica trentina da molto, troppo tempo.
 
Giovanna Giugni - Trento
Attualitą

Attualitą

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif