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Fare dissenso in Spagna

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La polizia pesta duro

La Corte europea dei diritti umani ha sancito che la liberta’ di prendere parte a manifestazioni pacifiche e’ cosi’ importante che i partecipanti non dovrebbero essere penalizzati fin tanto che non commettono reati. Un ulteriore colpo al diritto di manifestazione pacifica potrebbe arrivare dall’annunciata riforma del codice penale e della legge sulla protezione della salute pubblica, con l’introduzione di nuovi reati per punire i manifestanti e l’aumento delle sanzioni.

"Madrid stronca le proteste pacifiche con l’uso eccessivo della forza da parte della polizia". E’ quanto ha dichiarato Amnesty International in un rapporto sulla Spagna, intitolato “Spagna, minacce al diritto di manifestare”.
La polizia usa ripetutamente manganelli e pallottole di gomma contro i manifestanti, provocando ferite e menomazioni a chi vi prende parte cosi’ come a chi si limita a osservare, nella piu’ completa impunità.

Dall’altro lato, manifestanti pacifici e leader dei movimenti sociali sono continuamente presi di mira, stigmatizzati, picchiati, talvolta arrestati, processati e condannati a multe o pene detentive. Da quando la crisi economica e finanziaria ha colpito la Spagna, la perdita di posti di lavoro, le misure di austerita’ e la percepita mancanza di trasparenza nel processo decisionale, hanno portato migliaia di persone a scendere in strada.

Ester Quintana ha perso l’occhio sinistro dopo essere stata colpita da un proiettile di gomma esploso da un agente di polizia nel corso di una manifestazione a Barcellona, nel 2012. Numerose persone portate alla stazione di polizia di Moratalaz, a Madrid, hanno descritto il trattamento violento e umiliante cui sono state sottoposte, tra cui essere costrette a rimanere in piedi faccia al muro per ore.

Giornalisti e fotografi che seguivano le manifestazioni sono stati a loro volta presi di mira dalla polizia, che ha danneggiato videocamere e altre attrezzature per impedire di riprendere le loro azioni violente. Secondo la legge, gli organizzatori o i leader di manifestazioni non autorizzate possono subire una multa fino a un massimo di 30.050 euro.

“Piuttosto che emanare nuove leggi repressive, il governo e il parlamento devono rivedere le leggi, le politiche e le procedure riguardanti le riunioni pubbliche e le manifestazioni, per assicurare che siano in linea con gli obblighi assunti a livello internazionale”  ha concluso Tigani

www.giornalesentire.it 2014

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