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Il costo delle Notizie

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informazione di qualità

L'editoria di qualità costa: il lettore deve imparare a sostenerla. Ormai è un'evidenza.
Il mondo dell'informazione sta attraversando cambiamenti profondi: c'è chi resiste, chi molla la spugna, chi rinasce e chi si fonde. C'è chi naviga nell'ambiguo e chi gioca sul rilancio di titoli altrui con un urlo  privo di verifica, populista e sguaiato. Il lettore ci casca dentro... tramite i i social dove riuscire a individuare la notizia vera da quella falsa è un problema. Del resto c'è anche chi è nato proprio per delegittimare l'informazione: il fenomento delle bufale e delle bufale "sulla bufala" si è manifestato in politica, nelle recenti elezioni americane, ed è evidente che nella confusione chi non sopporta la rete possa averla combattuta deleggimandola. E' anche evidente che proprio la rete ha dato il peggio di sè, così ora chi ha lavorato seriamente in questi anni deve fare i conti con chi produce contatti urlando.

In un interessante editoriale apparso sull'edizione del 4 febbraio scorso del Corriere del Trentino, Mirco Tonin scrive che "a differenza delle varie bufale, produrre informazione di qualità richiede risorse notevoli: se si vuole mantenere l'indipendenza, bisogna essere disposti a sostenerne economicamente la produzione. La gratuità è in questo caso una pericolosa illusione". Ecco perchè i giornali costano e perchè anche la rete dovrebbe essere in grado di sostentarsi con un fee di ingresso. E' il lettore che deve cioè scegliere e premiare la testata dalla quale riceve conoscenza. Il crowdfunding - da questo punto di vista -  è uno degli strumenti e anche SENTIRE si appella alla generosità del lettore.

Joshua Topolsky, co-fondatore del sito The Verge e di Vox Media sostiene che il vero problema dell’editoria è un altro. Ovvero: "...che si producono stronzate. Un mare di stronzate. Stronzate di bassa lega che non interessano nessuno".

Christian Rocca giornalista ed editorialista del Sole 24 ore e IL, il magazine del sole24ore.com in un illuminante intervento ha rilanciato questa visione spiegando che  un pubblico sempre più consapevole, sempre più connesso e anche capace di cambiare idea non riesce a trovare altro che robaccia ed esiste un fitto panorama di giornali che - inseguendo i lettori e le mode - abbassano il livello dell’offerta "...nel grottesco tentativo di ampliare la base e di scimmiottare lo spirito del tempo".

Christian Rocca (> clicca qui)  dice che però esiste il pubblico che vuole "roba buona, che andrà a trovare altrove e che addirittura pagherà per averla". E allora quale è il futuro dei giornali? E' nel passato: scommettere sulla storia e sulla credibilità delle testate, puntare sulla qualità dei contenuti, raccontare storie e scriverle bene, coltivare talenti, analizzare gli eventi, far circolare nuove idee utili e divertenti per i lettori.

Ringraziamo Rocca:  SENTIRE fa questo da sempre, da 10 anni cioè da quando è nato nel 2007. Una navigazione solitaria e controcorrente. Grazie per averci fatto sapere che non siamo i soli a pensarla come lui. Ora c'è anche una legge per il sostegno all'editoria trentina: speriamo che l'aiuto vada a chi davvero lo merita e ha storia. Le norme ci sono: sarà il tempo a dire se funzionano.
www.giornalesentire.it - febbraio 2017



> Editoria Trentina: c'è la legge

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