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D-Day da non dimenticare mai

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di Paolo Farinati

D – Day, ovvero il 6 giugno 1944. Sono passati esattamente 70 anni da quella straordinaria azione militare, studiata e compiuta dagli eserciti di più Nazioni e che aveva quale obiettivo finale la liberazione dell’Europa dalla tragica e vile barbarie del nazi-fascismo.
Centinaia di migliaia di giovani soldati, di lingue, fedi e pensieri diversi, furono eroicamente lanciati verso uno sbarco su una terra a quasi tutti sconosciuta. Come parimenti tutti erano consapevoli del carissimo prezzo che una simile impresa certamente avrebbe fatto pagare in vite umane. Non dimentichiamoli mai quei ragazzi, non lasciamo mai cadere nell’oblio il ricordo di questo giorno, ricordiamolo sempre ai nostri giovani di oggi, così come loro lo dovranno ricordare ai loro figli. Non è retorica, non sono mai stato un militarista. Scrivo queste righe con grande emozione, per onorare e per ringraziare, anche attraverso l’anniversario di quel giorno famoso, un’intera generazione, quella dei nostri padri e delle nostre madri, che seppero superare difficoltà immani, di fronte alle quali le nostre di oggi appaiono quasi risibili.
Da lì, da quelle spiagge della Normandia partì una nuova speranza, accompagnata e supportata da una forte e coraggiosa visione di un nuovo mondo, più libero e più giusto. Ebbe inizio un percorso politico e di vita certamente non facile, ma che grazie all’apporto intelligente e determinato di molti uomini e di molte donne illuminati e generosi ha consegnato alla storia, quantomeno della nostra amata Europa, 70 anni di pace. Ribadisco, questa non è retorica. E’ la verità di fatti straordinari realmente accaduti perché uomini e donne hanno fortemente voluto che fosse così. E’ un patrimonio politico, morale ed intellettuale che non dobbiamo assolutamente veder svanire nel tempo.
Invito, chi non lo avesse fatto, ad andare a vedere quelle spiagge della Normandia, quei cimiteri con un numero infinito di croci bianche e qualche mazzo di fiori qua e là, quelle immense campagne, quei villaggi e quelle cittadine del nord della Francia. Tutto in quei luoghi oggi parla di serena convivenza, ma fu all’alba di quel 6 giugno 1944 che proprio lì scoccò la scintilla decisiva che portò alla vittoria della pace, della giustizia e della democrazia.
“Cara Europa, la libertà non è garantita per sempre “, sono parole pronunciate poche ore fa, il 4 giugno 2014, dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama a Varsavia, in occasione del 25° Giorno della Libertà della Polonia, ovvero durante la cerimonia che ha ricordato il 25° anniversario dalle prime libere elezioni politiche avvenute in Polonia, per l’appunto, il 4 giugno 1989.
Questo sta a significare che nulla è scontato, che l’affermarsi di un benessere equo e diffuso non è mai garantito, nè oggi e nemmeno in futuro. L’augurio è che il ricordo del D-Day possa sempre e dovunque spronare tutti noi, tutte le generazioni a venire, a sentirsi protagonisti del proprio e dell’altrui destino, con responsabilità, generosità, coraggio e determinazione.

Rovereto, 6 giugno 2014

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