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Ludopatia: diario di una trappola

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Il film di Lucio Gardin

Con "Diario di una trappola", Lucio Gardin è arrivato in finale al Festival Internazionale "Il Corto.it" di Roma, al Festival Internazionale "Cortocinema" di Pistoia e al Festival "Ambiente in corto" di Frosinone. Ora un nuovo riconoscimento, con un tema non certo facile. Il cortometraggio, da poco trasmesso da Rai 3 a diffusione regionale e di prossima programmazione su Sky Cinema, sarà proiettato il giorno 14 maggio presso l’auditorium di Paderno Dugnano (Mi) in un convegno nazionale sul gioco d’azzardo.

L’impegno sociale dell'autore trentino non si esaurisce qui: “Grazie alla sensibilità di Fondazione Caritro stiamo lavorando a un progetto che sarà cooprodotto da Rai su un altro tema delicato, quello dell’anoressia. Perché sono convinto che si possono trattare anche gli argomenti più drammatici con la leggerezza del sorriso, basta farlo con sensibilità". E per il futuro Lucio Gardin vorrebbe realizzare un lungometraggio che promuova il Trentino.

 "Diario di una trappola" si basa su una storia vera, anzi, su un milione di storie vere. Gioca sul tema della seduzione per parlare del meccanismo che può portare alla spirale della ludopatia. L'idea narrativa parte dal presupposto che una slot machine abbia vita propria. Cosa pensa di tutti quelli che diventano schiavi della sua compagnia?

La conclusione è che il non riconoscere il problema e il mentire, a se stesso e alla propria famiglia, porta il giocatore a rovinarsi la vita. Il giocatore patologico è quindi una persona che ha bisogno di aiuto. L'autore tratta però un tema spinoso come questo con leggerezza ed ironia.

"Ho realizzato questo cortometraggio - ha detto Lucio Gardin - perché credo che viviamo in un periodo in cui ognuno deve contribuire a fare qualcosa di utile. Ho voluto parlare di questo argomento nel modo più leggero possibile, senza fare paternali ma utilizzando la forza dell'esempio. Credo ci sia bisogno di affrontare le cose con un sorriso, recuperando anche un po' di felicità."

Dopo 13 minuti il cortometraggio consegna allo spettatore un interrogativo che fa riflettere: e se giocare non fosse più un divertimento? Il filmato ( > clicca qui per vederlo) si rivolge alle associazioni che si occupano di ludopatia e sarà diffuso anche in internet. Parteciperà inoltre ai festival dedicati ai cortometraggi e farà da spunto ad un concorso creativo rivolto ai giovani.

www.giornalesentire.it - 2015

 

 



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