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Vajont, il tempo scorre ma la memoria resta

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Longarone 2016

Longarone si ferma ogni anno. Dopo la toccante cerimonia per i 50 anni, in un silenzio pieno di memoria e dolore, è ancora un ricordo vivo. La terra di sette 'angoli' del pianeta raccolta da superstiti e soccorritori era stata cosparsa sull'aiuola del monumento del Vajont a Longarone. La cerimonia, si era tenuta a Longarone per ricordare i 50 anni dal disastro avvenuto nella notte del 9 ottobre 1963.

Quest'anno gli anni sono ...53. Il tempo scorre, la memoria resta.

Quando si dice "Vajont" e si dice tutto: l'azione devastante dell'uomo sulla natura e una tragedia immane che il 9 ottobre 1963 spazzò via 2000 vite, una terribile tragedia, quando nel neo-bacino idroelettrico artificiale del Vajont, cadde un pezzo di montagna che segnali di instabilità aveva già dato durante la stessa costruzione della colossale diga.

L'opera ingieneristica "tenne" l'azione dell'acqua che prima dilavò le sponde le lago e poi saltò a valle cancellando Longarone e devastando Castellavazzo, dopo aver lasciato desolazione tra Erto e Casso.

Un romanzo uscito postumo, di un cronista di quei giorni scritto prima della catastrofe del Vajont racconta bene quei giorni. Il testimone è il suo scrittore che racconta e profetizza prima di quel 9 ottobre 1963, giorno in cui persero la vita oltre duemila morti fra Longarone e dintorni.

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