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Persone e idee

Dora Ellouze, la manager che ha fatto la rivoluzione

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Donne del Turismo

Dora Ellouze ha lasciato l'Ente Nazionale Turismo Tunisino che ha diretto con straordinaria energia. "Ho terminato il mio mandato tutto qui" spiega lei, che nel suo cammino non è stata fortunata: la strage del Bardo e di Sousse hanno rischiato di mandare in fumo il suo straordinario lavoro per il rilancio della Tunisia,e finchè ha retto gli uffici di Milano si è data da fare moltissimo. Ora è tornata in Tunisia, il paese per il quale ha fatto la Rivoluzione. Come racconta in questa pagina era anche lei in piazza a fare la rivoluzione dei Gelsomini. Ecco l'intervista che ci ha rilasciato durante un volo di ritorno Tunisi-Milano in occasione dei viaggi organizzati per far conoscere la nuova Tunisia alla stampa italiana.


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DORA LA MANAGER CHE HA FATTO LA RIVOLUZIONE
di Corona Perer

"Ero in avenue Bourghiba quando la Polizia iniziò a sparare" racconta Dora Ellouze (< nella foto a lato).
Lei 
la rivoluzione l'ha fatta per davvero: è uno dei gelsomini che han fatto la storia recente della Tunisia. "Ci rifugiammo ma in noi prevaleva la felicità, veder cadere il regime superava ogni timore. Io ero tra quelli che con Facebook e Twitter rilanciava i flash-mob. Sì avevamo paura, ma il nostro sogno era superiore a qualsiasi paura" ricorda Dora che è in Italia da tre anni; ci è arrivata subito dopo la Rivoluzione tunisina con un visto speciale: in missione per conto del Ministero del Turismo, avendo vinto un concorso nel quale sono stati assunti in 5 per cinque diversi mercati. "Io ero destinata all'Italia" racconta.

Laurea in lingua e civiltà italiana all'università di Tunisi, Dora Ellouze, 32 anni, è oggi una giovane manager impegnata a risollevare il proprio paese. Una donna in carriera, si potrebbe dire, se non fosse che questo stereotipo tutto occidentale suona stonato: lei è una donna impegnata, una radiosa tunisina che ama il proprio paese e lo ama così tanto che solo in Italia avrebbe potuto fornire il suo contributo.
All'Ente Nazionale Turismo Tunisino di Milano coordina uno staff (6 collaboratori) che si prende cura di dialogare con la stampa, di favorire l'incontro tra due culture molto vicine tra loro per storia e tradizioni.

Appartenente al ceto medio (la madre preside in una scuola, il padre economista) , Dora è sempre connessa. In Tunisia l'abbiamo vista al lavoro col suo tablet sia su un traghetto che in aeroporto, in hotel come in una sosta nel deserto. Ricorda la sua educazione "italiana".
"Io sono cresciuta con la Rai" racconta "ho visto tutti i programmi del pomeriggio di questi ultimi 30 anni, da Solletico a raffaella Carrà. Il lunedì sera a casa nostra si guardavano i film direttamente in lingua e ricordo la Ciociaria come Anna Magnani in Roma Città Aperta".

Dora come avete vissuto la vostra Rivoluzione?
Come un sogno meraviglioso, che conteneva tante speranze, tante aspirazioni e sono orgogliosissima di averla fatta. Non dimenticherò mai quel 14 gennaio 2011 in avenue Bourghiba...

Sapevate di fare la storia?
A dire il vero no. Nessuno pensava che fosse possibile. Io ero tra quelli che su Facebook e Twitter rilanciava date e luoghi dei flash-mob con la paura di essere beccata e quando ci fu la caduta del Regime ho provato qualcosa che ancora oggi faccio fatica ad esprimere.

La Polizia sparava: aveva paura?
No, la nostra era euforia, eravamo dentro la storia ed era la prima volta che tutti i tunisini si sentivano patrioti dopo anni e anni di aberrazioni. E poi... la grande sorpresa della partenza di Ben Alì ! No non potrò mai dimenticare, lo racconterò ai miei figli e dirò loro che devono amare la Tunisia come l'abbiamo amata noi che la Rivoluzione l'abbiamo fatta.

E poi viene l'Italia....
Erano passate poche settimane, io già lavoravo al Ministero del Turismo quando arrivò la destinazione dei 5 nuovi assunti. Io ero destinata all'Italia. Ero felicissima di partire  perchè avrei potuto dare il contributo al mio paese che doveva rialzarsi. E poi io amo l'Italia e avrei lavorato perchè anche gli italiani possano amarla.

Ci è nata: saprebbe dire cosa è per lei la Tunisia?
E' la mia pelle, la mia acqua...è una sposa. E come nel mondo arabo c'è l'intermediaria che favorisce l'incontro fra la famiglia della sposa e dello sposo, così io lavoro per favorire l'incontro tra Italia e Tunisia. Ho reso l'idea?

E oggi come è la Tunisia post-rivoluzione?
E' un paese responsabilizzato. Prima era governato, oggi è libero e sa di dover mostrare al mondo che non ha fatto una rivoluzione per nulla. E' un paese che cerca la sua via e ha bisogno di aiuto. Per questo lavoriamo per portare la stampa a vedere come stanno realmente le cose e tutti tornano colpiti dalla generosità tunisina che pur dentro la sua rivoluzione (c'è tanto da fare dentro gli apparati dello stato) riesce a mantenere il sorriso con tutti i turisti.

Che nesso c'è tra le rivoluzioni di Tunisia ed Egitto?
Noi siamo stati i precursori, e così gli egiziani portarono in piazza Tachrir le nostre bandiere. Noi eravamo felici di questo, ma la stampa internazionale ci ha messo nella lista nera dei paesi in costante disordine. Non è così, almeno per noi. E' vero: dopo Ben Alì se ne è andato Mubarak, poi è caduto Gheddafi. Il caso-Tunisia è però molto diverso e la stampa deve venire a vedere che il paese pur nella dialettica tra le parti sta lavorando per il suo futuro e non ha mai smesso di fare turismo: quest'anno registriamo un +8%. Non è poco se si considera che tutto intorno ruota un mondo in forte crisi economica.

Cosa preoccupa di più?
Ricostruire i flussi turistici: il calo è stato profondo nel 2011 ed il turismo è la voce principale della nostra economia. Ma attenzione: ci sono mercati che non hanno mai smesso di venire nelle nostre coste, anche se i media hanno fatto tanta disinformazione confondendoci con l'Egitto. Avevamo bisogno di sostegno, chiediamo pazienza e supporto!

Quali sono i mercati che vi hanno dato maggiori soddisfazioni?
Quello russo, belgi e svizzeri non hanno mai smesso di venire e poi abbiamo una forte componente di turisti africani. L'Italia sta tornando perchè è difficile resistere ad un paese che ha il sole garantito ad un'ora di volo da Roma, con strutture ricettive di grande qualità, siti culturali, campi da golf di ultima generazione e centri per la talassoterapia. Abbiamo un menù interessante...

Quali sono le strategie di mercato ?
Puntare  sull'eccellenza e su quella clientela che la Tunisia l'ha conosciuta ma potrebbe desiderare una vacanza diversa, in esclusivi hotel di piccolo formato ma di raffinatissima concezione. Sono gli Hotel de Charme, corrispondenti ai vostri B&B. E ci sono proposte molto interessanti per una clientela matura che sa distinguere tra turismo e viaggio, che vuole costruirsi pacchetti su misura e in piena libertà, incontrando la gente tunisina senza per questo rinunciare al lusso e allo stile. Il turismo balneare per famiglie resterà il nostro core-business ma dentro un ricco ventaglio di proposte.

Viaggiare in autonomia in Tunisia: cosa si può dire della sicurezza?
Che c'è e non è mai venuta a mancare. Il turista viaggia sempre con una scorta molto discreta di personale della Polizia Turistica pronto a supportare sia il vettore che i turisti anche in caso di un banale cambio dei pneumatico. Vuoi sapere quale è la differenza tra prima e ora?
Che quelle scorte c'erano anche prima, ma erano composte da spie del governo che ci controllava e ascoltava che cosa le guide dicevano ai turisti per poterlo riferire al regime. Abbiamo fatto una Rivoluzione non a caso !

intervista raccolta a Tunisi
gennaio 2014 (C.Perer)


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