Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Attualitā

Editoria trentina, c'č una legge

Editoria trentina, c'č una leggelegge-sull-editoria.jpgFondare-un-giornale-online.jpggiornali-online.jpg
di Massimo Occello

Promuovere la qualità ed il pluralismo dell’informazione locale, dando sostegno alle imprese che lavorano in una logica di servizio pubblico: questa  la prima finalità dei “criteri e delle modalità di applicazione della Legge provinciale 7 dicembre 2016, n. 18 ”, approvati in via preliminare nei giorni scorsi dalla Giunta provinciale. I “criteri attuativi” attendono ora il parere del Comitato provinciale per le comunicazioni e della competente Commissione permanente del Consiglio provinciale. Una volta ricevuti i pareri, la Giunta potrà assumere in via definitiva la Deliberazione che consentirà la concreta attuazione alla legge. Dovrà farlo entro 6 mesi dalla entrata in vigore della legge, cioè entro il prossimo giugno 2017.

Per un giornale come Sentire -che vive con risorse limitate senza rinunciare mai alla qualità e, appunto, al suo compito pubblico di dare informazione corretta e plurale- è una buona notizia l'apprendere che il Governo provinciale ha portato in dirittura d’arrivo, con il contributo positivo di tutte le parti politiche, il dibattito iniziato nell’ottobre 2015.

Nell’autunno scorso avevamo sperato che “fosse la volta buona” per regolare meglio in Trentino l’accesso alle provvidenze per l’editoria: ora quella speranza sta diventando concreta. Ed è importante per noi che scriviamo e per la gente che legge. Perchè fare un giornale vero, indipendente e di buon livello, capace di arricchire l'offerta culturale del suo bacino di riferimento (nel caso trentino è davvero limitato), qualche volta è un esercizio da funamboli, che tiene ben svegli.  Noi siamo orgogliosi della nostra passione e anche dei relativi sacrifici, ma qualche fondo in più consentirebbe meno ansia nel programmare il futuro mantenendo alta l'offerta informativa.

E ci solleva  l’apprendere che “grande attenzione viene riservata dalla normativa anche alle nuove frontiere dell’informazione, nelle sue varie declinazioni, con l’inserimento - fra i soggetti che potranno accedere ai contributi- anche dei portali di informazione locali online”.

Quanto al contenuto del provvedimento, tutti i soggetti interessati (televisioni, radio, giornali di carta e on line) devono diffondere quotidianamente contenuti informativi autoprodotti e avere sede operativa in Trentino. I requisiti per accedere e i massimali del contributo variano poi a seconda della tipologia dei  mezzi di informazione, che presentano differenti costi d’impresa. Anche i parametri e i punteggi per determinare l’entità del contributo variano:
A questo scopo sono rilevanti per esempio:
- il numero dei giornalisti legati alla testata da un contratto giornalistico;
- il numero complessivo dei dipendenti;  
- la diffusione sul territorio ;
- il numero degli “utenti unici giornalieri su media annuale” (per i portali       d’informazione);  
- gli anni di attività della testata alla data della domanda.
Il numero di giornalisti e del personale amministrativo e tecnico è preponderante nel determinare l’entità del contributo, ed è prevista una forte tutela dei livelli occupazionali esistenti, ritenuti una garanzia per produrre una buona informazione. Il che significa avere più attenzione per i grandi e medi editori piuttosto che per i piccoli e quelli emergenti che fanno qualità ottimizzando le risorse. Cioè quelli più produttivi.

Naturalmente questa è la sintesi estrema di un testo che è pieno delle complessità e delle tecnicalità -ma anche del linguaggio e della cultura burocratica per addetti ai lavori- cui  la produzione normativa degli ultimi 30 anni ci ha  abituato. Si sente anche il peso dei molti vincoli del colosso provinciale: soprattutto quelli sindacali e corporativi. Ma sembra un testo comunque accettabile, confezionato in tempi ragionevoli, che disegna un orizzonte un po più chiaro. Per esempio sarà forse possibile (probabilmente con qualche contorsione) ottenere contributi anche per l’anno 2016.
 
La previsione della spesa (cioè il punto principale: l'entità della posta in gioco, necessaria per capire se il gioco vale la candela) ci pare molto contenuta, per non dire esigua, ma in tempi di vacche magre è comunque un passo apprezzabile; potrebbe però essere molto rafforzato, a mio parere, l'intento esplicito di premiare la qualità del prodotto editoriale e i piccoli editori che garantiscono il pluralismo delle voci. Forse siamo ancora in tempo per qualche “criterio correttivo” in zona Cesarini.

Trento, 7.2.2017

Attualitā

Attualitā

DECENNALE.jpg banner.jpg colore_rosso.jpg apivita.jpg 1OS_5xmille_185x190.jpg banner_gusti.jpg