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Attualità

Una buona notizia per l'editoria trentina

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di Massimo Occello

Per un giornale come Sentire, che vive con risorse limitate senza rinunciare mai alla qualità, è una buona notizia l'apprendere che qualcuno - in ambito politico provinciale - intende aprire un dibattito serio sull'oppotunità di dare  sostegni al sistema editoriale trentino.
Il disegno di legge provinciale presentato da Claudio Civettini dal titolo "Interventi a sostegno dell'editoria e dell'informazione. Modificazioni della legge provinciale sulle attività culturali 2007" intende crearli.
Nino Manfredi in dialetto ciociaro diceva "Fusse ca fusse la vorta bbona", che- tradotto a Firenze - significa più o meno "fosse davvero la volta buona!"
Perchè fare un giornale vero, indipendente e di buon livello, capace di arricchire l'offerta culturale del suo bacino di riferimento ( nel caso trentino è davvero limitato), qualche volta è un esercizio da funamboli. Per non dire da eroi. 

Certo tutto questo tiene ben svegli, e noi siamo orgogliosi della nostra passione e anche diqualche sacrificio, ma qualche soldino in più consentirebbe meno ansia nel progammare il futuro.  Soddisfa che lo abbia presentato per costruire un  complesso normativo di sostegno all'editoria trentina "nella tutela dell'assoluta autonomia  (dei giornali n.d.r.), ma senza che passino concetti di regalie o piaceri a chicchessia".

La sua volontà è che la proposta possa essere condivisa trasversalmente con tutta l'aula consiliare evitando che sul tema, di comune interesse, vi siano divisioni di parte.

L'articolato, corredato da una sintetica relazione di accompagnamento, si compone di 12 aticoli in cui si individuano: le finalità della legge (tra queste la più rilevante è che La Provincia riconosce e valorizza il pluralismo dell’informazione, quale strumento di crescita sociale e culturale, nonché di diffusione delle conoscenze, teso ad assicurare una partecipazione pubblica libera e consapevole); i destinatari (i soggetti che esercitano in qualità di imprenditore, o nelle altre forme consentite dalla legge, l'attività di editore dell'informazione locale); un coordinamento Provinciale per le attività Editoriali (4 dirigenti e 6 esperti).

Ed inoltre il consigliere individua gli interventi di sostegno veri e propri (destinati alla  stampa, le reti televisive e  i siti web di informazione locale); l'ambito di applicazione  (essere iscritti da almeno due anni nel registro degli operatori della comunicazione, esercitare l'attività di editore da almeno tre anni, avere la sede operativa, la redazione, la sede della messa in onda in uno dei comuni della provincia; rispettare i contratti di lavoro e le norme previdenziali); la formazione (la Provincia promuove la realizzazione di corsi di formazione per lo sviluppo delle professionalità e la qualificazione del personale operante nel settore dell'editoria ecc.).

Il disegno contiene la disciplina attuativa (la Giunta provinciale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, approva il regolamento di esecuzione).

Naturalmente questa è la sintesi estrema di un testo che è pieno delle complessità e delle tecnicalità -ma anche del linguaggio e della cultura burocratica per addetti ai lavori- cui  la produzione normativa degli ultimi 30 anni ci ha  abituato. Si sente anche il peso dei molti vincoli del colosso provinciale. Ma a questo purtoppo non c'è rimedio nel breve, perchè occorre rifondare una classe dirigente pubblica. Politica ed amministrativa. Cosa che sosteniamo con tutte le forze.

Manca la previsione della spesa (cioè il punto principale: l'entità della posta in gioco, necessaria per capire se il gioco vale la candela), che però in effetti non può essere prevista in questa fase iniziale; manca soprattutto, a mio parere, l'intento esplicito di premiare la qualità del prodotto editoriale. Va anche detto che l'iter legislativo minaccia di essere lungo,  che la legge che ne uscirà (se uscirà) potrebbe essere molto diversa da questa proposta, e infine che, una volta  approvata la legge, bisognerà scrivere e approvare il regolamento. 

Quindi, se saremo molto fortunati, potremo vedere qualche soldo alla fine della legislatura. Ma devo anche ammettere che questa è una buona proposta.  Confezionata e presentata nel miglior modo possibile. Che ci dà un pò di speranza e che disegna per noi un orizzonte più chiaro.
4 ottobre 2015
 

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