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Giornale Sentire

Editoriale

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Europa a due velocitā?
agosto 2014 - Nuova tragedia sulle rotte dell'emigrazione che hanno in Lampedusa la prima piattaforma di approdo. Mentre ieri dalle coste libiche giungeva notizia di un naufragio con almeno 170 morti, a Lampedusa venivano recuperati 18 cadaveri parte di un gommone di 173 migranti, messi in salvo. Altri 215 migranti sono stati recuperati da Mare Nostrum più o meno nelle stessa porzione di mare.

Risuonano ancora forti del Papa andato a Lampedusa per "risvegliare le coscienze" con parole semplici e tuttavia pesanti come piombo rivolte a coloro i quali hanno ormai il cuore anestetizzato o costruiscono a livello globale quelle politiche che poi portano a drammi come quelli ai quali Lampedusa e l'Italia hanno assistito in questi anni.

E' la globalizzazione dell'indifferenza per dirla con le parole di questo Pontefice. E l'Europa è la prima imputata.

Nel discorso tenuto nell'isola davanti ad almeno 10.000 persone il cuore teologico risiedeva nel rapporto bene e Male, Dio e Uomo sta nelle citazioni tratte dalla Genesi. "Adamo, dove sei?" e "Caino, dov'è tuo fratello"? disse Papa Francesco indicando in queste due domande il cuore di un problema che l'Europa ancoranon vede e non vuole risolvere limitandosi a scaramucce diplomatica ma senza compiere sceltre precise.

"Tanti di noi, mi includo anch'io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo" disse il papa. "Chi ha davvero pianto per chi è morto in mare? Le loro voci salgono fino a Dio. La cultura del benessere che ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere "in bolle di sapone", in una situazione "...che porta all'indifferenza verso gli altri - per il Papa -, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!". 

E poi le responsabilità: di tutti e quindi ...di nessuno.

"Ma Dio - ha proseguito - chiede a ciascuno di noi: Dov'è il sangue di tuo fratello che grida fino a me?'. Oggi nessuno si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell'atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell'altare, di cui parla Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo 'poverino', e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci sentiamo a posto".

E' questo richiamo alla abitudine alla sofferenza dell'altro che scuote oggi Lampedusa e l'Europa. Il pontefice citando il Manzoni - aveva aggiunto  che la globalizzazione dell'indifferenza ci rende tutti 'innominati: responsabili senza nome e senza volto.

Parole che chiedono ancora da parte dei potenti d'Europa una vera presa di coscienza. Occorerrà che il Papa vada anche a Strasburgo a dirlo al nuovo Parlamento europeo. Finora ci ha solo mostrato il volto dell'indifferenza. - See more at: http://www.giornalesentire.it/article/papa-visita-lampedusa-anestesia-del-cuore-globalizzazione-indifferenza.html#sthash.ljLM2kxv.dpuf
agosto 2014 - Nuova tragedia sulle rotte dell'emigrazione che hanno in Lampedusa la prima piattaforma di approdo. Mentre ieri dalle coste libiche giungeva notizia di un naufragio con almeno 170 morti, a Lampedusa venivano recuperati 18 cadaveri parte di un gommone di 173 migranti, messi in salvo. Altri 215 migranti sono stati recuperati da Mare Nostrum più o meno nelle stessa porzione di mare.

Risuonano ancora forti del Papa andato a Lampedusa per "risvegliare le coscienze" con parole semplici e tuttavia pesanti come piombo rivolte a coloro i quali hanno ormai il cuore anestetizzato o costruiscono a livello globale quelle politiche che poi portano a drammi come quelli ai quali Lampedusa e l'Italia hanno assistito in questi anni.

E' la globalizzazione dell'indifferenza per dirla con le parole di questo Pontefice. E l'Europa è la prima imputata.

Nel discorso tenuto nell'isola davanti ad almeno 10.000 persone il cuore teologico risiedeva nel rapporto bene e Male, Dio e Uomo sta nelle citazioni tratte dalla Genesi. "Adamo, dove sei?" e "Caino, dov'è tuo fratello"? disse Papa Francesco indicando in queste due domande il cuore di un problema che l'Europa ancoranon vede e non vuole risolvere limitandosi a scaramucce diplomatica ma senza compiere sceltre precise.

"Tanti di noi, mi includo anch'io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo" disse il papa. "Chi ha davvero pianto per chi è morto in mare? Le loro voci salgono fino a Dio. La cultura del benessere che ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere "in bolle di sapone", in una situazione "...che porta all'indifferenza verso gli altri - per il Papa -, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!". 

E poi le responsabilità: di tutti e quindi ...di nessuno.

"Ma Dio - ha proseguito - chiede a ciascuno di noi: Dov'è il sangue di tuo fratello che grida fino a me?'. Oggi nessuno si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell'atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell'altare, di cui parla Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo 'poverino', e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci sentiamo a posto".

E' questo richiamo alla abitudine alla sofferenza dell'altro che scuote oggi Lampedusa e l'Europa. Il pontefice citando il Manzoni - aveva aggiunto  che la globalizzazione dell'indifferenza ci rende tutti 'innominati: responsabili senza nome e senza volto.

Parole che chiedono ancora da parte dei potenti d'Europa una vera presa di coscienza. Occorerrà che il Papa vada anche a Strasburgo a dirlo al nuovo Parlamento europeo. Finora ci ha solo mostrato il volto dell'indifferenza. - See more at: http://www.giornalesentire.it/article/papa-visita-lampedusa-anestesia-del-cuore-globalizzazione-indifferenza.html#sthash.ljLM2kxv.dpuf

Chi ha vinto dalla crisi? La Germania. "Sta dieci punti sopra al reddito del 2007 e noi stiamo sotto
di 10 punti". A dirlo e scriverlo è una voce autorevole come quella di Ferruccio De Bortoli a commento dell'uscita della Merkel la quale - in vista della celebrazione dei Trattati di Roma che compiono 60 anni - parli della necesstà di un riconoscimento formale: l'esistenza di un'Europa a due velocità.
Cosa si sta profilando allora? Al posto di un'unica grande confederazione di stati che volevamo unita economicamente e politicamente, sta per caso per profilarsi un'Europa di serie A e un'altra di serie B? Certo questo non aiuta e semmai favorisce i populismi anti-europei. Basta sentire le rime dichiarazioni della francese Le Pen: "Con me fuori dall'Europa".
La Germania nell'Europa ha sempre avuto un ruolo da leader nel gruppo di testa e l'asse con la Francia ha spesso indispettito i partner. L'Italia con la Grecia saranno Europa di serie B?
Un'altra voce certamente autorevole è quella dell'ex-ministro Tremonti secondo il quale l'Europa è in realtà un terzo incomodo (peraltro ignorato) di un dialogo che si gioca su altri scacchieri: Usa e Russia. "La storia è in cammino, e spesso si determina dall'America,  anche la globalizzazione era un suo frutto" sostiene l'ex-ministro, secondo il quale siamo ad un giro della storia dopo l'elezione di Trump: ci saranno rapporti bilaterali in paese dal forte mercantilismo ovvero crescita interna e prospettive internazionali di commercio. Anche la Germania è mercantilista. L'unica insomma che potrebbe inserirsi in "quel" dialogo. E allora sorge spontanea una domanda: e se fosse la Germania invece ad uscire dall'Europa?

www.giornalesentire.it - 5 febbraio 2017