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Persone e idee

Esce il film su Snowden

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Obama può graziarlo

Edward Snowden è un difensore dei diritti umani. Dovrebbe essere ringraziato, e non punito, per l'opera di informazione al pubblico che ha svolto con grande coraggio.

Domani, giovedì 24 novembre, uscirà nelle sale italiane “Snowden”, diretto da Oliver Stone e distribuito in Italia da Bim, con il patrocinio di Amnesty International Italia.

Come efficacemente ricostruito nel film, nel 2013 Edward Snowden condivise con un gruppo di giornalisti una serie di documenti dell’intelligence statunitense, che aveva raccolto mentre lavorava come contractor all’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa).

Quei documenti rivelarono la dimensione delle operazioni di sorveglianza elettronica dei governi degli Usa (così come del Regno Unito), estesa al controllo delle attività telefoniche e su Internet di milioni di persone nel mondo. Anche Amnesty International risultò tra i soggetti intercettati.

Trattato come una spia e un nemico degli Usa, Edward Snowden è dal 2013 in esilio in Russia, sotto la minaccia delle leggi sullo spionaggio della Prima guerra mondiale che potrebbero costargli anni di carcere in caso di rientro negli Usa.

Amnesty International è convinta che Edward Snowden abbia agito nell’interesse pubblico. La sorveglianza di massa rivelata da Snowden ha conseguenze sui diritti umani delle persone in ogni parte del mondo.

Per questo, l’organizzazione per i diritti umani ha lanciato un appello al presidente degli Usa Barack Obama invitandolo a porsi dal lato giusto della storia attraverso la concessione della grazia ad Edward Snowden.

Ai sensi dell’articolo II, sezione 2 della Costituzione, il presidente degli Usa ha il potere di graziare imputati di reati federali. “Snowden ha chiaramente agito nell’interesse pubblico: ha dato vita a uno dei più importanti dibattiti sulla sorveglianza governativa da decenni a questa parte, contribuendo alla nascita di un movimento globale in difesa della privacy nell’era digitale. Punirlo darebbe un messaggio pericoloso: chi assiste in segreto a violazioni dei diritti umani non dovrebbe rivelarle” – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.

Nel 2015, per la prima volta dopo quasi 40 anni e dopo che una corte federale aveva giudicato illegale la raccolta d’informazioni da parte dell’Nsa su praticamente ogni utenza telefonica domestica, il Congresso ha rimesso sotto il suo controllo i programmi governativi di sorveglianza.
Tre anni dopo le sue rivelazioni, Snowden si trova in una sorta di limbo in Russia, sotto la minaccia delle leggi sullo spionaggio della Prima guerra mondiale che potrebbero costargli gravi imputazioni in caso di rientro negli Usa. Per questo, la grazia presidenziale è la migliore opportunità per restituire la libertà a Snowden.

La petizione può essere sottoscritta solo dai residenti negli Usa a questo indirizzo: clicca qui

                                                           
23 novembre 2016 -  www.giornalesentire.it 

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