Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Attualità

Il divano del Re

Il divano del ReDivano_adesso.jpgTogni_13.jpgDivano_con_Re.jpgTogni_14.jpgTogni_19.jpg
Le storie di SENTIRE

Emanuele Togni restaura, ricerca, riatta, recupera, ricicla. La “erre” virtuosa fa parte della sua vita da tempo. Ma quel che non si immaginava era di ospitare in casa una storia che riguardava anche il ...Re. Di custodire cioè un arredo che aveva avuto l'avventura di ospitare per poco meno di un'ora le sue “regali” natiche: un sofà. Tutto comincia con una telefonata per la valutazione di arredi d’epoca di una casa di Ala. L'abitazione in effetti aveva mobili antichi molto belli e soprammobili ricercati.

Quale fu il suo primo pensiero?
Immaginai immediatamente che il proprietario deve aver girato il mondo: icone russe, avori africani, statuine orientali.

Indovinato?
Sì, la proprietaria mi spiegò che il nonno era un ingegnere, costruttore di dighe e che per lavoro viaggiava molto. Era l'ingegnere Ugo Sartori. Dopo le intese sull’acquisto di qualche mobile, le chiesi se avesse anche qualche cimelio “ della guerra” oppure qualche oggetto storico, essendo io un appassionato. “Ne ho uno che potrebbe unire la sua attività di antiquario e la sua passione per le cose storiche” mi rispose.

Di che cosa si trattava?
Di un divanetto a due posti usato dal nonno per inaugurare una diga in Sicilia. Mi raccontò la storia: era stato invitato re Vittorio Emanuele III e sul trenino che serviva per condurlo a vedere i lavori del cantiere, fu allestito un baldacchino con un piccolo tetto. Come seduta fu usato proprio il divanetto che avevo davanti a me in quanto aveva le dimensioni giuste per il piccolo trenino.

Bastava questo per rendere interessante l'oggetto?
A dire il vero quell’oggetto non mi diceva molto, anche perché la storia del Re era solamente un vago ricordo e il divano come mobile di antiquariato non valeva nulla, comunque poiché la signora lo avrebbe buttato via io l'ho portato a casa. Qualche tempo dopo su mia richiesta tornai nella casa della signora per curiosare nella soffitta e vedere se ci fosse qualcos’altro da acquistare e vi trovai dei bauli pieni di libri e scartoffie. Trattai l'acquisto a scatola chiusa.

Quindi senza sapere cosa c'era dentro?
Esattamente. La signora era ben contenta di liberarsi di un po’ di materiale visto che avrebbero dovuto sgombrare una soffitta immensa, perciò caricai tutto il materiale in macchina e arrivato a casa ansioso di vedere cosa ci fosse dentro, iniziai a rovistare.

Cosa c'erano?
Libri, documenti, lettere, riviste, vecchie pagelle, progetti. Sul fondo di un baule c'erano buste contenenti lettere e fotografie comprese quelle della visita di Vittorio Emanuele III in Sicilia per l’ inaugurazione della diga. E fu allora che quello che fino a pochi giorni prima era un vago ricordo di famiglia, diventò un vero e proprio reperto storico.

Perché?
Perché trovai una foto in cui si vedeva benissimo il Re seduto sul divanetto. Nel corso degli anni probabilmente la fodera probabilmente era stata sostituita ma il mobile era proprio quello e al fianco del re c’era anche il Duca d’Aosta Amedeo di Savoia, ( che morirà prigioniero degli Inglesi nella seconda guerra mondiale esattamente vent’anni dopo, cioè nel 1942 ). Vista la sua alta statura sul divano ci stava un po’ scomodo.

Cosa prova in quei momenti il rigattiere?
Prova gioia infinita e si mette a cercare ancora. Cominciai a documentarmi. Appurai che nel 1922 in Sicilia era effettivamente stato costruito un impianto idroelettrico fra i più moderni e innovativi d’Europa, visitato da molte autorità e tecnici da tutto il mondo. Dietro all'opera c'era una mano e una mente trentina e il giorno dell’inaugurazione venne a vedere l'opera dell’ingegnere Trentino, il Re in persona La signora aveva ragione.

Questo divano ha quindi una valore nuovo?
Non ha un valore in sè, ma riveste l'interesse che può avere un reperto storico, per gli appassionati può essere motivo di trattativa. Ma io credo che non lo venderò anche se in qualche museo ci starebbe proprio bene.

Emanuele Togni è in questi giorni a Rovereto nello spazio EMPTY (via Bezzi 34)  con una serie di allestimenti in cui mostrerà oltre alla sua perizia di restauratore, anche quella di ricercatore. Nei magazzini del suo laboratorio di Brentonico (in via Roma, 50) conserva moto d'epoca e ceramiche da collezionisti, persino preziosa collezione di foto d'epoca e in una rarissima edizione della Summa Teologica di San Tomaso d'Aquino esposta proprio in questi giorni da EMPTY.
Nella piccola casa delle idee di Rovereto porterà quindi (fino al 3 maggio 2015) non solo alcune delle sue cose più preziose e belle ma qualcosa di unico e invendibile: la sua passione.
Brentonico 28 marzo 2015 - C.Perer



LEGGI
> Emanuele Togni, restauratore

Attualità

Attualità

colore_rosso.jpg 185x190.gif google_1.png boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif